Arredo e illuminazione, il Friuli si prepara alla svolta del passaporto digitale europeo

Le nuove norme Ue cambiano anche per le imprese del Friuli il modo di progettare e raccontare mobili e lampade: conteranno tracciabilità, durata e riciclo.

17 giugno 2026 22:04
Arredo e illuminazione, il Friuli si prepara alla svolta del passaporto digitale europeo -
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Per le aziende del Friuli che lavorano nell’arredo, nel contract e nell’illuminazione si avvicina un passaggio destinato a incidere su progettazione, forniture e vendita. Nei prossimi anni mobili, sedute e lampade dovranno essere accompagnati da un patrimonio di dati digitali molto più ampio di quello oggi affidato a cataloghi e schede prodotto.

Il quadro emerge da un’analisi normativa realizzata da Ollum, società italiana attiva nella sostenibilità e nella misurazione degli impatti ambientali. Il punto centrale è il Digital Product Passport, lo strumento previsto dal regolamento europeo Ecodesign for Sustainable Products, noto come ESPR.

Per un territorio come quello friulano, dove la manifattura resta un asse importante e dove molte imprese dialogano con filiere nazionali ed estere, il tema non riguarda soltanto la conformità alle regole. In gioco c’è anche la capacità di presentarsi al mercato con informazioni verificabili su materiali, durata d’uso, possibilità di riparazione e gestione del fine vita.

Una nuova carta d’identità per i prodotti

Il passaporto digitale nasce con l’obiettivo di rendere i beni più trasparenti e più coerenti con i principi dell’economia circolare. In pratica, accanto alle caratteristiche estetiche e tecniche, ogni prodotto dovrà rendere accessibili dati strutturati su composizione, provenienza delle materie, prestazioni ambientali, riciclabilità e riparabilità.

Nel primo piano di lavoro pubblicato dalla Commissione Europea, tra i comparti indicati come prioritari compaiono anche i mobili. È un segnale importante per un settore che dovrà abituarsi a misurare e organizzare informazioni lungo l’intera filiera, non solo nella fase finale di commercializzazione.

Cosa cambia per imprese e clienti

La novità non si riduce a un adempimento burocratico o all’inserimento di un semplice QR code. Il cambiamento tocca il modo in cui un tavolo, una sedia o una lampada vengono pensati fin dall’inizio: scelta dei materiali, possibilità di manutenzione, reperibilità dei ricambi, resistenza nel tempo e recupero dei componenti diventeranno elementi da documentare con precisione.

Tra le informazioni che dovranno risultare accessibili e controllabili rientrano l’origine delle materie prime, l’eventuale quota di contenuto riciclato, gli impatti ambientali legati alla produzione, la durata prevista del prodotto e le modalità con cui potrà essere recuperato o riciclato quando avrà terminato il suo ciclo d’uso.

Secondo Davide Treghini, co-founder di Ollum, si sta aprendo una nuova area di competizione tra aziende: quella legata alla qualità dei dati che accompagnano il prodotto. Chi saprà raccogliere, ordinare e dimostrare in modo credibile le informazioni ambientali e di circolarità potrà rafforzare sia la propria posizione sul piano normativo sia quella commerciale.

Le regole europee che spingono la tracciabilità

Per arredo e illuminazione il contesto normativo si sta muovendo su più fronti. Oltre all’ESPR, anche il nuovo Construction Products Regulation spinge verso una maggiore digitalizzazione delle informazioni relative ai prodotti destinati agli edifici.

Mobili e lampade, con le nuove regole Ue arriva il passaporto digitale
Mobili e lampade, con le nuove regole Ue arriva il passaporto digitale

A influire sul quadro ci sono poi l’evoluzione della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, la EPBD, e il peso crescente dei criteri ambientali negli appalti pubblici. Per produttori e fornitori questo significa dover dimostrare non soltanto i requisiti tecnici delle soluzioni proposte, ma anche il loro profilo ambientale lungo il ciclo di vita.

Dati ambientali sempre più centrali nella filiera

La parte più impegnativa, secondo lo studio, sarà costruire un sistema affidabile di raccolta delle informazioni lungo la catena di fornitura. Non basta infatti predisporre uno strumento digitale: servono dati coerenti, aggiornati e verificabili su materiali, emissioni, contenuto riciclato e caratteristiche di circolarità.

Per molte imprese questo comporta il rafforzamento di attività che in passato erano considerate accessorie, come l’analisi del ciclo di vita dei prodotti, la misurazione delle emissioni associate, la valutazione della circolarità e una progettazione orientata a maggiore durata e facilità di riparazione.

Tra gli strumenti richiamati dall’analisi ci sono le valutazioni LCA, utili a misurare gli impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita, e le dichiarazioni ambientali di prodotto EPD, che permettono di comunicare quei risultati attraverso documenti verificati da soggetti indipendenti. In parallelo, l’EcoDesign viene indicato come una leva per anticipare le richieste che accompagneranno il futuro passaporto digitale europeo.

Il profilo di Ollum

Ollum Srl fa parte del Gruppo TÜV AUSTRIA e opera nella consulenza ambientale per le imprese. Tra i servizi offerti figurano LCA, EPD, carbon footprint, EcoDesign, piani di decarbonizzazione, bilanci di sostenibilità e rating ESG.

La società segue in particolare aziende dei settori arredo, illuminazione, edilizia e manifattura, supportandole nella misurazione degli impatti ambientali, nello sviluppo di prodotti più sostenibili e nell’adeguamento alle principali regole europee. Un terreno che, anche per il sistema produttivo friulano, è destinato a pesare sempre di più nelle scelte industriali e nelle relazioni con il mercato.

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