Anziane raggirate tra Roveredo e Pasiano, recuperati oro e contanti: il sospettato bloccato a Roma

L’indagine partita dal Pordenonese ha portato al fermo di un ventenne e al recupero di gioielli per circa 24mila euro, oltre a 100 euro in contanti.

10 ottobre 2026 16:18
Anziane raggirate tra Roveredo e Pasiano, recuperati oro e contanti: il sospettato bloccato a Roma -
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Quasi tutto il bottino è stato recuperato e potrà tornare alle proprietarie. È l’esito dell’indagine avviata dopo due truffe ai danni di anziane residenti tra Roveredo in Piano e Pasiano di Pordenone, episodi avvenuti il 6 agosto e collegati allo stesso raggiro del falso controllo sui preziosi.

Il sospettato, un giovane del 2005 originario della Campania, è stato rintracciato a Roma Termini mentre viaggiava su un convoglio diretto a Napoli. Con sé aveva, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i gioielli sottratti alle due donne e 100 euro in contanti.

Il colpo in due comuni del Pordenonese

Le vittime sono una 75enne di Roveredo in Piano e una 82enne di Pasiano di Pordenone. Alla prima sarebbero stati portati via monili in oro per circa 4mila euro; alla seconda preziosi per un valore vicino ai 20mila euro, oltre a 100 euro.

In entrambe le situazioni, l’uomo si sarebbe presentato come incaricato di un controllo urgente, sfruttando una storia costruita per apparire credibile e spingere le due anziane a consegnare quanto custodivano in casa.

Come funzionava il raggiro

Tutto partiva da una telefonata. Dall’altra parte della cornetta, un sedicente appartenente alle forze dell’ordine sosteneva che la targa dell’auto della persona contattata fosse emersa nell’ambito di un furto in gioielleria.

Da qui la richiesta di mostrare subito l’oro presente nell’abitazione, con il pretesto di verificarne la provenienza. Una pressione studiata per creare allarme e indurre soprattutto persone anziane ad affidarsi senza sospetti a chi si presentava alla porta poco dopo.

Otto tentativi respinti nella stessa giornata

Lo stesso 6 agosto, oltre ai due casi andati a segno, ci sono stati anche altri otto contatti sospetti nella provincia di Pordenone. Le segnalazioni hanno riguardato Fiume Veneto, Roveredo in Piano, Praturlone, Cimpello, Vivaro e Cordovado.

In queste occasioni, i cittadini hanno riconosciuto il trucco, interrotto la conversazione e chiamato il 112. Un comportamento che ha evitato nuove consegne di denaro o gioielli e ha fornito elementi utili a inquadrare il metodo usato.

Dai tragitti in taxi alla rete ferroviaria

L’attività investigativa è stata sviluppata dai Carabinieri di Sacile, con il supporto delle stazioni di Prata di Pordenone e Fontanafredda. Un passaggio decisivo è stato la ricostruzione degli spostamenti compiuti dopo i colpi.

Gli accertamenti hanno permesso di individuare i taxi utilizzati per raggiungere le abitazioni delle vittime partendo dalla stazione ferroviaria. Da questi riscontri è stato definito un identikit ritenuto sufficientemente preciso per allargare le ricerche oltre il territorio provinciale.

Il fermo a Roma e il recupero della refurtiva

Gli investigatori hanno ipotizzato che il giovane potesse lasciare il Friuli in treno verso il Sud, concentrando l’attenzione su due collegamenti pomeridiani in partenza da Pordenone con passaggio a Venezia Mestre e destinazione finale Napoli.

Le informazioni sono state condivise con la Polizia Ferroviaria lungo il percorso. Il riscontro è arrivato in serata da Roma Termini, dove personale del Compartimento Polfer per il Lazio ha riconosciuto il sospettato appena sceso da un Frecciarossa diretto a Napoli Centrale.

Nel suo zaino sarebbero stati trovati tutti i preziosi sottratti nelle due truffe, per un valore complessivo stimato in circa 24mila euro, insieme ai 100 euro in contanti. Il giovane è stato arrestato in flagranza con l’accusa di truffa aggravata e portato nel carcere di Regina Coeli. La refurtiva recuperata sarà restituita alle due donne del Pordenonese.

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