Amaro, Advan difende i listini nonostante i rincari: il fotovoltaico pesa nella strategia

L’azienda carnica dei dispositivi per odontoiatria segnala costi energetici contenuti e assorbimento interno degli aumenti su titanio e forniture.

13 ottobre 2026 12:27
Amaro, Advan difende i listini nonostante i rincari: il fotovoltaico pesa nella strategia -
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In Carnia c’è un’azienda che, pur muovendosi in un comparto esposto alle oscillazioni delle materie prime, dice di non aver ritoccato i prezzi applicati al mercato. Si tratta di Advan, realtà con sede ad Amaro attiva nei dispositivi medici e negli impianti destinati agli studi dentistici.

Il punto centrale, spiegato dalla società guidata da Mario Zearo, è la scelta di reggere all’aumento dei costi senza scaricarlo sui clienti. Una linea che riguarda soprattutto un settore dove il prezzo finale resta un elemento sensibile per professionisti e operatori dell’odontoiatria.

La leva produttiva scelta dall’azienda carnica

Fra i nodi più delicati c’è il titanio, materiale importante per questa produzione e interessato da rialzi che hanno complicato i conti di molte imprese. Advan riferisce di aver compensato questo scenario lavorando sull’organizzazione interna, su una revisione più attenta delle spese generali e su un incremento della produttività.

Secondo quanto indicato dall’azienda, anche altri approvvigionamenti specialistici, compresi quelli legati ai semilavorati per la strumentazione chirurgica, hanno registrato solo variazioni limitate. Ritocchi considerati marginali, quindi gestiti senza modificare i listini destinati al mercato.

Energia con incidenza ridotta sul fatturato

Un altro dato che Advan mette in evidenza riguarda la voce energetica. La spesa annuale per l’energia, viene spiegato, resta sotto il 2 per cento del fatturato complessivo. Un’incidenza contenuta che deriva, secondo la società, da processi produttivi non particolarmente energivori e da scelte fatte negli anni sul fronte dell’autonomia energetica.

In questo quadro rientra l’impianto fotovoltaico installato dall’azienda, che copre una parte significativa del fabbisogno. Per una realtà manifatturiera del Friuli, poter contare su una quota di energia autoprodotta significa ridurre l’esposizione ai picchi dei mercati e avere maggiore prevedibilità sui costi.

Un segnale per il manifatturiero friulano

Il caso di Amaro si inserisce in una fase in cui molte imprese del territorio continuano a misurarsi con forniture più care, materiali strategici e margini da difendere. La scelta di non intervenire sui prezzi viene presentata da Advan come il risultato di un equilibrio costruito tra efficienza industriale e controllo delle voci di spesa più esposte.

Per il tessuto produttivo friulano, soprattutto nelle aree manifatturiere lontane dai grandi poli urbani, il tema dell’energia resta decisivo quanto quello della competitività. La società carnica lega proprio a questo mix la propria capacità di restare stabile in una fase di mercato poco lineare.

I prossimi passi annunciati

La tenuta dei costi, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe liberare risorse da destinare ad altri obiettivi. Mario Zearo ha infatti indicato come priorità l’innovazione e il rafforzamento della presenza sui mercati esteri.

Gli sviluppi, secondo quanto riferito dalla società di Amaro, potrebbero prendere forma già nei prossimi mesi. Per Advan la combinazione fra maggiore efficienza, gestione interna dei rincari e utilizzo del fotovoltaico rappresenta oggi la base con cui affrontare il mercato senza cambiare i prezzi dei propri prodotti.

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