Al Visionario un viaggio nei riti delle terre alte friulane: anteprima con autori e protagonisti

A Udine il 5 maggio arriva il documentario di Marco D’Agostini dedicato a tre tradizioni ancora vive tra le montagne del Friuli.

04 maggio 2026 16:42
Al Visionario un viaggio nei riti delle terre alte friulane: anteprima con autori e protagonisti -
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Non un racconto da cartolina sulla montagna, ma uno sguardo ravvicinato su pratiche che continuano a dare forma alla vita collettiva. A Udine, martedì 5 maggio alle 20 nella Sala Astra del Visionario, sarà presentato in anteprima “Quello che resta. Tre riti nelle montagne del Friuli”, film diretto da Marco D’Agostini a partire dalle ricerche e dalle interviste curate da Marta Pascolini.

L’iniziativa entra nel programma delle anteprime di vicino/lontano 2026 e nasce dalla collaborazione con la Setemane de culture furlane della Società Filologica Friulana. Prima della proiezione, che dura 50 minuti, è previsto un dialogo con il regista e con l’antropologa che ha seguito il lavoro di ricerca.

Al termine della serata il pubblico potrà incontrare anche alcune delle persone coinvolte nel documentario, in arrivo dai territori raccontati nel film. Un passaggio che rafforza il senso dell’opera: non una tradizione osservata da lontano, ma esperienze ancora presenti nelle comunità.

Tre luoghi, tre modi di custodire una memoria viva

Il documentario attraversa tre distinti contesti delle montagne friulane, legati ad altrettante ritualità: il Pust a Rodda, la rappresentazione del Venerdì Santo a Erto e la notte delle Cidules a Cercivento, quando le rotelle di legno accese vengono lanciate nel buio.

Le forme cambiano, così come le storie da cui nascono, ma il filo comune è il valore condiviso di questi momenti. Nel film emergono il legame con i paesi di montagna, il peso dei gesti tramandati e la capacità delle persone di tenere insieme continuità e cambiamento.

Un film che guarda ai gesti prima che alla nostalgia

Il lavoro non punta su una lettura celebrativa o museale. L’attenzione si sposta sui preparativi, sui tempi dell’attesa, sulle parole di chi partecipa e sui modi in cui questi appuntamenti vengono ancora costruiti anno dopo anno.

Dentro questa prospettiva trovano spazio anche le trasformazioni sociali che attraversano le aree montane. I riti diventano così una chiave per leggere non solo il passato, ma anche il presente di comunità che continuano a ridefinire la propria identità.

Produzione e crediti del progetto

La produzione porta la firma di Snait Società Cooperativa, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission - PromoTurismoFVG e il sostegno di Regione FVG, Società Filologica Friulana e Fondazione Friuli.

Tra i principali crediti figurano Claudio Cescutti e Marco D’Agostini per la fotografia, Massimiliano Borghesi e Andrea Blasetig per il suono, Eric Guerrino Nardin al sound design e Serena Fogolini per la consulenza linguistica. L’anteprima udinese si presenta così come un appuntamento che intreccia cinema, ricerca e patrimonio culturale del Friuli.

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