A Venzone la Protezione civile guarda oltre l’emergenza: volontari, sanità e collaborazione senza confini

Nel raduno del Nord Italia il confronto sul futuro del sistema. Domenica conclusione a Gemona con la sfilata delle delegazioni.

03 ottobre 2026 21:53
A Venzone la Protezione civile guarda oltre l’emergenza: volontari, sanità e collaborazione senza confini -
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Non solo maltempo o interventi dopo una calamità: il sistema di Protezione civile oggi è chiamato a muoversi su fronti molto più ampi, dalla logistica ai rapporti con la sanità, fino al coordinamento tra territori vicini e Paesi confinanti. È il quadro emerso a Venzone, dove il raduno interregionale del volontariato del Nord Italia ha ospitato un momento di confronto sul futuro del settore.

Nella caserma “Manlio Feruglio”, sabato 3 ottobre, amministratori, strutture operative e delegazioni straniere si sono ritrovati per il convegno dedicato alla gestione del rischio nel presente e negli anni che verranno. Al centro del dibattito, il legame tra conoscenza scientifica e capacità di intervento sul campo.

Per il Friuli Venezia Giulia, territorio che conosce bene il valore della prevenzione e dell’organizzazione nelle situazioni critiche, l’appuntamento di Venzone ha avuto anche un significato simbolico: ragionare sul domani della Protezione civile in una delle comunità più legate alla cultura della resilienza.

Protezione civile, a Venzone il confronto sul futuro del sistema tra Regioni e volontari

Il nodo della cooperazione tra territori

All’incontro hanno preso parte le Direzioni di Protezione civile delle Regioni del Nord, insieme a rappresentanti di Austria e Slovenia. Un confronto che ha messo in evidenza un punto preciso: le emergenze non si fermano davanti ai confini amministrativi e, sempre più spesso, richiedono una regia capace di unire competenze, mezzi e tempi di risposta.

L’assessore regionale Riccardo Riccardi ha sottolineato come il sistema abbia cambiato dimensione rispetto al passato. Oggi, ha osservato, non ci si misura soltanto con eventi meteo, ma con scenari più articolati, che chiedono preparazione, addestramento e una collaborazione stabile tra strutture diverse.

In questo passaggio, esercitazioni e lavoro comune diventano elementi decisivi. L’obiettivo, emerso dal confronto di Venzone, è costruire una capacità operativa che sappia tenere insieme organizzazione locale e raccordo con il livello nazionale.

Il raduno in corso tra Venzone e Gemona ha fatto da cornice a questa riflessione, con centinaia di volontari impegnati nelle attività previste dal programma.

Protezione civile, a Venzone il confronto sul futuro del sistema tra Regioni e volontari

Le esperienze recenti che hanno cambiato il sistema

Nel suo intervento, Riccardi ha richiamato alcuni passaggi che negli ultimi anni hanno inciso profondamente sull’evoluzione della Protezione civile. Tra questi, la gestione degli aiuti destinati alla Turchia dopo il terremoto, l’accoglienza delle persone scappate dalla guerra in Ucraina e l’esperienza della pandemia.

Proprio l’emergenza sanitaria ha mostrato con chiarezza quanto il sistema non possa limitarsi alla sola risposta medica. Accanto alla cura, infatti, si è resa necessaria una macchina organizzativa in grado di assistere la popolazione, coordinare risorse e sostenere i servizi essenziali.

Da qui nasce uno dei temi centrali discussi a Venzone: il rapporto sempre più stretto tra sanità e Protezione civile. Una connessione che, secondo quanto emerso, sarà decisiva anche nei prossimi anni insieme alla capacità di integrare logistica, presidio del territorio e intervento specialistico.

Protezione civile, a Venzone il confronto sul futuro del sistema tra Regioni e volontari

Volontariato, norme e nuove generazioni

Un altro capitolo affrontato durante il convegno riguarda il ruolo di chi opera gratuitamente per la comunità. Riccardi ha richiamato il confronto aperto tra Regioni e istituzioni nazionali per aggiornare le regole a un sistema che nel frattempo è cambiato e si è ampliato.

Il tema non riguarda solo l’efficienza organizzativa, ma anche il riconoscimento concreto del lavoro svolto dai volontari e dagli amministratori locali nei momenti più delicati. Adeguare strumenti e norme, in questa prospettiva, significa mettere il sistema nelle condizioni di funzionare meglio.

Tra le questioni più sentite c’è poi quella del ricambio generazionale. L’esperienza della pandemia, è stato osservato, ha fatto emergere una disponibilità reale da parte dei giovani. La sfida, adesso, è trasformare quella disponibilità in partecipazione stabile, accompagnando l’ingresso di nuove energie con il trasferimento dell’esperienza maturata negli anni.

Protezione civile, a Venzone il confronto sul futuro del sistema tra Regioni e volontari

Nel corso dell’appuntamento non sono mancati i ringraziamenti al direttore centrale della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Amedeo Aristei, agli operatori del sistema regionale e all’8° Reggimento Alpini per l’accoglienza nella sede del convegno.

Il programma si sposta a Gemona

La due giorni si concluderà domenica 4 ottobre 2026 a Gemona del Friuli, dove dalle 9 è prevista la sfilata delle delegazioni lungo le vie cittadine fino alla caserma Goi-Pantanali. In programma anche gli interventi istituzionali, tra cui quelli di Riccardi e del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci.

Nel suo intervento a Venzone, l’assessore ha inoltre ricordato Giuseppe Zamberletti, figura centrale nella nascita del Sistema nazionale di Protezione civile, annunciando che il 13 ottobre la sala ottagonale della Protezione civile regionale sarà intitolata alla sua memoria.

Protezione civile, a Venzone il confronto sul futuro del sistema tra Regioni e volontari

Per il Friuli, che da decenni lega la propria identità civile alla capacità di organizzarsi nelle difficoltà, il confronto di queste ore rappresenta anche un passaggio politico e culturale: capire come rendere ancora più solida una rete che oggi deve affrontare rischi diversi, più frequenti e più complessi.

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