Udine, al Fvg Pride 2026 l’appello di Honsell: «Una città dei diritti si misura sull’inclusione»
L’ex sindaco e consigliere regionale collega la manifestazione di quest’anno al primo Pride udinese e rilancia il tema dei diritti come patrimonio comune.
Nel dibattito che accompagna il Fvg Pride 2026, da Udine arriva anche la presa di posizione di Furio Honsell, oggi consigliere regionale di Open Sinistra FVG ed ex sindaco del capoluogo friulano. Il suo intervento mette al centro il significato pubblico della manifestazione e il ruolo che la città vuole esprimere sul terreno dell’inclusione.
Honsell ha raccontato di aver preso parte al corteo con particolare partecipazione emotiva, rileggendo l’appuntamento di quest’anno alla luce del primo Pride ospitato in città nove anni fa. Nel suo messaggio ha insistito sul valore civile dell’evento e sul fatto che il tema dei diritti non possa essere considerato selettivo o parziale.
La frase che riassume il suo intervento è netta: «I diritti o sono per tutti o non sono». Accanto a questo passaggio, l’ex sindaco ha descritto il Pride come un segnale di apertura e libertà, capace di incidere anche nell’immagine pubblica di Udine.
Il legame con il primo Pride in città
Nel suo richiamo al passato, Honsell ha voluto stabilire una continuità tra l’edizione 2026 e quella organizzata nove anni prima. Secondo il consigliere regionale, il senso della manifestazione resta lo stesso: affermare nello spazio pubblico un’idea di comunità fondata sull’accoglienza e sul riconoscimento pieno delle persone.
È un passaggio che si inserisce in una discussione cittadina già molto presente nelle ultime settimane, anche per il sostegno istituzionale legato al patrocinio del Comune di Udine. Il Pride, in questo quadro, continua a essere non solo un evento, ma anche un momento di confronto politico e culturale.
Il profilo politico di Honsell
Furio Honsell siede oggi in Consiglio regionale con Open Sinistra FVG. A Udine ha ricoperto la carica di sindaco dal 2008 al 2018, un elemento che dà un peso particolare al suo intervento nel dibattito locale attorno alla manifestazione.
Il suo messaggio diffuso dopo il corteo ruota attorno a tre parole: accoglienza, libertà, universalità. Sono questi i punti con cui ha spiegato la propria presenza al Fvg Pride 2026 e il senso attribuito all’appuntamento udinese.
Il significato per Udine
Nel definire Udine una città dei diritti, Honsell ha scelto di collocare il Pride dentro una visione più ampia della vita pubblica locale. Non solo una manifestazione identitaria, dunque, ma un’occasione per ribadire quale idea di convivenza debba trovare spazio nel capoluogo friulano.
Il suo intervento aggiunge così un tassello al confronto aperto in città: quello su come i diritti civili, per essere effettivi, debbano valere in modo uguale per tutti. Ed è proprio su questo principio che l’edizione 2026 del Fvg Pride continua a far discutere e a segnare il dibattito pubblico udinese.