A Venzone il tema casa entra nel cuore della riforma urbanistica del Friuli Venezia Giulia
Nel confronto sul futuro delle aree montane la Regione indica alloggi, recupero degli immobili e affitti accessibili come leve per tenere vivi i territori.
Nelle zone di montagna del Friuli Venezia Giulia il problema non è soltanto costruire o riqualificare, ma rendere davvero possibile vivere e lavorare stabilmente nei paesi. Da Venzone, durante il convegno transfrontaliero “Abitare il confine”, è arrivata una linea politica chiara: la questione abitativa sarà uno dei cardini della nuova pianificazione regionale.
Nel confronto dedicato a territorio, prevenzione, ricostruzione e residenza, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante ha collocato il tema della casa dentro una visione più ampia, che riguarda piccoli Comuni, aree di confine e località montane dove trattenere residenti e attrarre nuove presenze è diventato un passaggio decisivo.
Il nodo abitativo nelle comunità friulane di montagna
Per molti centri del Friuli, soprattutto quelli più periferici, trovare un alloggio adeguato può fare la differenza tra restare e andarsene. Il ragionamento emerso a Venzone parte da qui: leggere i bisogni reali delle comunità e intervenire con strumenti diversi a seconda dei territori.
Secondo Amirante, la Regione intende difendere la possibilità di abitare in tutti i 215 Comuni del Friuli Venezia Giulia, dentro un modello policentrico che richiama anche l’esperienza della ricostruzione successiva al sisma del 1976. In questa impostazione, la casa non viene considerata separatamente, ma insieme a collegamenti, servizi e accessibilità.
Dodici aree di analisi per programmare gli interventi
Tra i passaggi operativi illustrati c’è quello dei 12 tavoli territoriali previsti dalla nuova disciplina delle politiche abitative, costruiti sui dodici ambiti di pianificazione di area vasta in cui è organizzato il territorio regionale.
L’idea è impostare le scelte partendo da dati demografici, economici e occupazionali, così da permettere a Regione, Comuni e Ater di intervenire dove serve davvero. Non tutti i territori, infatti, esprimono la stessa domanda: in alcune aree possono servire appartamenti per giovani coppie, in altre soluzioni per lavoratori temporanei o per categorie specifiche.
Da questo punto di vista, il messaggio emerso a Venzone è netto: il recupero di un immobile non basta, se prima non si capisce quale domanda abitativa esiste in quel contesto locale.
Prezzi elevati e spopolamento: le due facce delle aree interne
Nel ragionamento regionale convivono situazioni molto diverse. In alcune zone montane pesano il calo dei residenti e l’invecchiamento della popolazione; in altre, invece, è il mercato turistico ad aver spinto in alto i valori immobiliari.
Tra gli esempi richiamati figurano Tarvisio, Sauris e Sappada, realtà in cui i costi delle case rendono più complicato l’accesso a un alloggio per lavoratori stagionali, personale temporaneo e giovani che vorrebbero restare sul territorio. In questi casi la strategia punta a rafforzare l’offerta in locazione e a rimettere in circolo immobili oggi inutilizzati.
Le misure: convenzionato, prima casa e recupero del patrimonio esistente
Nel percorso descritto dall’assessore rientrano il sostegno all’acquisto della prima casa, gli interventi delle Ater sull’edilizia convenzionata e i masterplan elaborati con i Comuni per riconvertire aree dismesse. Sullo sfondo c’è anche la legge regionale 8/2025, che interviene sul patrimonio immobiliare privato e coinvolge il sistema delle imprese.
Proprio alle aziende sarà rivolto un prossimo bando annunciato dalla Regione, con l’obiettivo di favorire recupero e riqualificazione degli edifici esistenti e aumentare la disponibilità di appartamenti a canone convenzionato. È una misura che si affianca a quella già destinata ai proprietari privati.
L’edilizia convenzionata, inoltre, è stata estesa anche a chi ancora non vive in Friuli Venezia Giulia ma ha già un contratto di lavoro sul territorio regionale, oltre che agli studenti universitari. Tra le figure citate ci sono infermieri e personale scolastico, categorie per cui poter contare inizialmente su un affitto accessibile può incidere sulla scelta di trasferirsi.
Urbanistica e casa, una regia unica per il territorio
Nel quadro della nuova legge urbanistica regionale e del futuro Piano di governo del territorio, destinato a sostituire il Piano urbanistico regionale, la politica abitativa viene dunque inserita dentro una regia più ampia. Tra gli obiettivi indicati ci sono la riduzione del consumo di suolo, la rigenerazione urbana e territoriale e l’adattamento agli effetti del cambiamento climatico.
Tra gli strumenti richiamati ci sono anche le agenzie per l’abitare, pensate per mettere in contatto proprietari e potenziali inquilini con maggiori garanzie, oltre alla riqualificazione energetica degli edifici privati, soprattutto quelli nelle classi meno efficienti. Dal convegno di Venzone esce così una direzione precisa: nelle aree montane friulane la casa non è un tema separato, ma una delle condizioni essenziali per tenere insieme comunità, lavoro e futuro dei paesi.