A Udine una mostra per Simone De Cillia: le immagini della montagna diventano sostegno ai bambini

All’ex Chiesa di San Francesco, dal 3 al 20 settembre, circa 40 fotografie del giovane tarvisiano scomparso nel 2026. Iniziativa legata a Friuli Doc.

09 agosto 2026 18:08
A Udine una mostra per Simone De Cillia: le immagini della montagna diventano sostegno ai bambini -
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Settembre a Udine non parlerà soltanto di stand, sapori e appuntamenti di Friuli Doc. Nel cuore della città troverà spazio anche un tributo carico di significato a Simone De Cillia, con una mostra fotografica che unirà memoria personale e impegno solidale.

Dal 3 al 20 settembre l’ex Chiesa di San Francesco ospiterà infatti un’esposizione dedicata al giovane fotografo e sportivo del Tarvisiano, scomparso lo scorso febbraio. In programma ci sono circa 40 scatti, capaci di restituire il suo sguardo su montagna, neve, ghiaccio e grandi spazi delle Alpi Giulie.

L’iniziativa rientra nel calendario culturale di Friuli Doc 2026, ma si sviluppa con una propria identità. Non è solo un omaggio pubblico: è anche un modo per trasformare una passione vissuta intensamente in qualcosa di utile per altri.

Nel centro di Udine un percorso tra sport e paesaggio

La mostra sarà visitabile gratuitamente ogni giorno dalle 10 alle 18 ed è organizzata dall’Associazione The Farm con la collaborazione del Comune di Udine. La sede scelta, uno dei luoghi più riconoscibili del centro cittadino, accompagnerà i visitatori dentro un racconto costruito per immagini.

Il percorso espositivo metterà al centro il mondo che Simone frequentava da vicino: pareti rocciose, cime innevate, cascate di ghiaccio, natura d’alta quota e discipline sportive vissute in ambiente alpino. Più che una semplice raccolta di fotografie, sarà una lettura del suo rapporto con la montagna.

Le date si intrecciano con quelle di Friuli Doc, previsto dal 10 al 13 settembre, e aggiungono alla manifestazione un tassello culturale che parla di territorio, sensibilità e memoria.

Chi era Simone De Cillia

Nato a Tolmezzo nel 1993, De Cillia aveva legato gran parte del proprio percorso agli sport invernali e all’ambiente montano. Era stato campione di freestyle snowboard, oltre che maestro e allenatore, e coltivava anche la fotografia e il parapendio.

La macchina fotografica era diventata per lui un mezzo per raccontare ciò che incontrava in quota, fissando paesaggi e momenti che facevano parte della sua quotidianità. Proprio questa eredità visiva sarà ora condivisa con il pubblico udinese.

La sua morte risale al 4 febbraio 2026, sul Monte Lussari, dove venne travolto da una valanga mentre praticava snowboard. La notizia aveva colpito profondamente il Tarvisiano e il mondo regionale degli sport sulla neve.

Il ricavato andrà all’associazione Bambini del Danubio

Accanto all’esposizione ci sarà anche una finalità concreta. Durante i giorni della mostra sarà possibile ricevere, con offerta libera, un volume fotografico dedicato a Simone.

L’intero ricavato verrà destinato a Bambini del Danubio, associazione impegnata ad aiutare bambini gravemente malati che appartengono a nuclei familiari in difficoltà economica. In questo modo il progetto aggiunge al ricordo una dimensione solidale chiara e immediata.

Le fotografie, nate da un legame profondo con l’ambiente alpino, escono così dalla sfera privata e si trasformano in un gesto collettivo. È questo uno degli aspetti più forti dell’iniziativa prevista a Udine.

Friuli Doc allarga ancora il suo orizzonte

Per la città si tratta anche di un segnale sul profilo assunto negli anni da Friuli Doc. Accanto all’enogastronomia e alla promozione delle eccellenze regionali, il programma continua infatti a ospitare appuntamenti che raccontano persone, storie e identità del Friuli Venezia Giulia.

La mostra resterà aperta oltre i giorni centrali della manifestazione e offrirà a residenti e visitatori un’occasione in più per vivere il centro storico con uno sguardo diverso. Non solo festa, dunque, ma anche riflessione e partecipazione.

Nelle immagini di Simone De Cillia resta impressa una montagna vissuta da vicino, non osservata da lontano. Portarle a Udine, e farle diventare un aiuto per chi ha bisogno, dà a questo appuntamento un valore che va oltre l’esposizione stessa.

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