A Udine una mostra che interroga l’idea di Europa: a Palazzo di Toppo Wassermann oltre 1500 volti
Dal 26 ottobre al 16 novembre l’Università di Udine ospita il progetto di Lisa Borgiani, con la possibilità per il pubblico di aggiungere il proprio autoritratto.
Più di millecinquecento facce, altrettante risposte e una domanda che oggi pesa forse ancora di più: che cosa rappresenta l’Europa per chi la vive. È da questo punto che prende forma la mostra fotografica di Lisa Borgiani in arrivo a Udine, negli spazi di Palazzo di Toppo Wassermann.
L’esposizione sarà visitabile dal 26 ottobre al 16 novembre nella sede universitaria di via Gemona 92. Il progetto, intitolato “What is Europe to you?”, porta nel capoluogo friulano un archivio costruito a partire dal 2019 attraverso incontri e ritratti realizzati in numerose città europee e anche oltre i confini del continente.
A promuovere l’iniziativa sono la Casa per l’Europa di Gemona del Friuli e il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine, in un appuntamento che lega il territorio friulano a un confronto ampio, civile e culturale sul presente europeo.
Un progetto che passa da Udine e chiama in causa il pubblico
La tappa udinese non si limita a presentare una selezione di immagini già raccolte. Durante il periodo della mostra, infatti, anche i visitatori potranno entrare nel lavoro dell’artista, pubblicando e stampando un proprio autoritratto attraverso la piattaforma Weywall e affiancandolo a un pensiero personale sull’Europa.
È un elemento che rende l’appuntamento particolarmente interessante anche per il pubblico friulano: la mostra non resta chiusa nella dimensione dell’osservazione, ma si apre alla partecipazione diretta, trasformando l’esposizione in uno spazio di confronto.
L’apertura del 26 ottobre al Velario
L’inaugurazione è in programma lunedì 26 ottobre alle 10 nel Velario del Palazzo di Toppo Wassermann. Interverranno Lisa Borgiani e Andrea Zannini, professore di Storia moderna dell’ateneo udinese, che accompagneranno il pubblico nella lettura del percorso fotografico e della selezione scelta per questa esposizione.
All’avvio dell’incontro porteranno un saluto anche Ivo Del Negro, presidente della Casa per l’Europa di Gemona, il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi e Linda Borean, direttrice del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale.
Dalle capitali europee a New York, un archivio di voci e identità
Il lavoro di Borgiani si è sviluppato in questi anni fotografando persone incontrate in modo casuale, nei centri urbani come nelle aree più periferiche. Ogni ritratto viene accompagnato da pochi elementi essenziali: nome, professione, città dello scatto e una frase capace di condensare il significato attribuito all’Europa dalla persona ritratta.
Nell’archivio confluiscono immagini realizzate a Berlino, Atene, Milano, Roma, Parigi, Budapest, Madrid, Riga, Vilnius, Tallinn, Strasburgo, Lisbona, Cracovia, Kyiv, Londra, Ginevra, Podgorica e New York. In mostra trovano spazio anche i contributi di quattro fotografi ucraini coinvolti nel progetto: Mykhaylo Palinchak, Olga Kovalova, Katya Moskalyuk e Tim Melnikov.
Una lettura del presente attraverso immagini raccolte dal 2019
Nel commentare il senso dell’iniziativa, Andrea Zannini sottolinea come le immagini raccolte negli ultimi anni acquistino oggi un valore ulteriore, alla luce dei passaggi che hanno segnato il continente: la pandemia, la guerra in Ucraina e le trasformazioni politiche e sociali che stanno ridisegnando gli equilibri europei.
Rileggere quelle risposte, osserva il docente, significa interrogarsi su parole che sembravano consolidate e che ora chiedono una verifica: pace, libertà, solidarietà, unione. La mostra, in questa chiave, diventa anche un’occasione pubblica per misurare la distanza tra l’Europa immaginata pochi anni fa e quella che i cittadini percepiscono oggi.
Il racconto corale cercato da Lisa Borgiani
Per l’autrice, il progetto nasce come esperienza da condividere più che come semplice esposizione da guardare. L’intenzione è raccogliere sentimenti, posizioni e contraddizioni attraverso l’incontro con persone diverse per età, provenienza, lavoro, cultura e convinzioni.
Accanto ai volti compaiono infatti parole molto lontane tra loro: da un lato idee negative o disilluse, dall’altro termini che richiamano possibilità, apertura, bellezza e speranza. È proprio questa pluralità a dare forza al lavoro che arriva a Udine, dove il tema europeo intercetta una terra da sempre abituata al dialogo tra confini, lingue e identità.
Per la città e per il Friuli si tratta quindi di un appuntamento culturale che unisce fotografia, riflessione pubblica e partecipazione, portando dentro l’università una domanda che riguarda da vicino anche il nostro territorio.