A Udine la danza diventa strumento di consapevolezza: al San Giorgio arriva “It’s Just a Body”
Venerdì 6 novembre alle 20.30 ingresso libero al Teatro San Giorgio per l’esito finale del progetto promosso da IDI ODV con ragazze da tutto il Friuli Venezia Giulia.
Al Teatro San Giorgio di Udine va in scena un appuntamento che unisce espressione artistica e riflessione sociale. Venerdì 6 novembre, alle 20.30, il pubblico potrà assistere a “It’s Just a Body”, esito conclusivo di un percorso costruito attorno al tema della prevenzione della violenza di genere e rivolto alle adolescenti del Friuli Venezia Giulia.
L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti. In scena ci saranno due gruppi di giovani interpreti: da una parte alcune allieve del Liceo coreutico Uccellis, dall’altra ragazze tra i 15 e i 18 anni selezionate attraverso una chiamata aperta sull’intero territorio regionale.
Un progetto che parte dal corpo per parlare di identità
La performance nasce da un’idea di Lidia Carew e ha la direzione artistica di Elisabetta Ceron. A coordinare l’iniziativa è l’Associazione IOTUNOIVOI Donne Insieme ODV, Centro Antiviolenza di Udine, che ha scelto il linguaggio della danza come strumento educativo e preventivo.
Il lavoro sviluppato con le partecipanti mette al centro il rapporto con il proprio corpo, l’immagine di sé e il peso dello sguardo esterno. La coreografia alterna parti costruite, uso degli specchi e momenti di improvvisazione guidata, con un percorso che invita a interrogarsi su come nasce la percezione di sé durante l’adolescenza.
Secondo Elisabetta Ceron, proprio in questa fase della crescita il corpo diventa uno spazio decisivo nella formazione dell’identità. Il movimento, in questa prospettiva, aiuta a riconoscere emozioni, limiti, risorse e possibilità, senza restare schiacciate dal giudizio o dai modelli imposti.
Il percorso svolto a Udine con professioniste della danza e della voce
Lo spettacolo arriva al termine dei laboratori “Don’t hide. Trust me. ISEEYOU”, ospitati nei giorni scorsi alla Scuola di danza Ceron di via Baldasseria Bassa. Il progetto è stato costruito con un’impostazione multidisciplinare, coinvolgendo competenze diverse ma complementari.
Nel laboratorio dedicato a corpo e immagine, accanto a Lidia Carew, hanno lavorato Silvia Giordano ed Erica Modotti, entrambe attive nella danza contemporanea con percorsi formativi e professionali maturati anche fuori regione e all’estero. Alla parte sull’immagine ha contribuito la make-up artist Samia Laoumri, ideatrice di Mirror Talk.
Un secondo momento è stato invece dedicato al rapporto tra corpo e voce. A guidarlo è stata la cantante Silvia Smaniotto, nota anche per collaborazioni con Elisa e Ultimo e per l’attività di vocal coach. L’obiettivo era ampliare il lavoro sulla presenza scenica e sulla capacità di esprimersi, aggiungendo al movimento una dimensione ulteriore di ascolto e consapevolezza.
La rete che sostiene l’iniziativa in città
Per l’associazione IDI, il senso del progetto sta nella possibilità di rafforzare nelle ragazze la conoscenza di sé, dei propri bisogni e del proprio valore personale. Un passaggio considerato essenziale per riconoscere i propri confini nelle relazioni e cogliere eventuali segnali di dinamiche abusive.
L’iniziativa consolida anche la collaborazione con la Scuola Ceron, già avviata in occasione della mostra “Sui Generis – in mostra l’essenza delle donne” al Museo Etnografico del Friuli. A firmare il percorso artistico è una realtà, quella guidata da Elisabetta Ceron, che a Udine ha costruito negli anni una presenza riconosciuta nel campo della formazione coreutica.
Il progetto è sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Udine e dalla Fondazione Pietro Pittini. Per la città, l’appuntamento al San Giorgio rappresenta così non solo un evento culturale, ma anche un momento pubblico di confronto su temi che toccano da vicino il mondo giovanile.