A Tavagnacco il confronto sulle nuove fragilità: giovani, welfare e ruolo della comunità
All’incontro promosso da Fondazione ProgettoAutismo Fvg, l’assessore Riccardi ha richiamato la necessità di risposte più rapide ai disagi che coinvolgono adolescenti e famiglie.
Il disagio che attraversa il mondo giovanile chiede risposte diverse da quelle costruite finora attorno all’invecchiamento della popolazione e alla non autosufficienza. Da Tavagnacco, nel corso di un appuntamento dedicato al rapporto tra cura, istituzioni e tessuto sociale, è arrivato un richiamo netto a ripensare il welfare territoriale partendo proprio dalle fragilità emergenti tra adolescenti e ragazzi.
Il tema è stato al centro dell’evento “Oltre il confine”, organizzato dalla Fondazione ProgettoAutismo Fvg, dove l’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi ha dialogato con don Vincenzo Barbante in un confronto moderato dalla giornalista Eva Ciuk. In sala erano presenti anche gli studenti di due classi dell’Istituto comprensivo di Tavagnacco.
Un segnale che riguarda da vicino il territorio
Nel suo intervento, Riccardi ha insistito su un punto: leggere il malessere giovanile solo con strumenti repressivi o con interpretazioni sbrigative non basta. Secondo l’assessore, serve invece una capacità di comprendere le cause profonde dei fenomeni sociali, perché la tenuta della salute pubblica dipende anche dall’equilibrio della comunità in cui quei problemi nascono e si sviluppano.
Il ragionamento si inserisce in un quadro più ampio che tocca anche il Friuli: i bisogni cambiano rapidamente, mentre le strutture pubbliche faticano ad adeguarsi con la stessa velocità. Comuni, Regione e aziende sanitarie, ha osservato, devono misurarsi con modelli organizzativi spesso ancora legati a schemi consolidati.
Il divario tra bisogni sociali e macchina pubblica
Da una parte esiste una rete sanitaria strutturata; dall’altra cresce con forza la domanda di protezione sociale. È su questo squilibrio che Riccardi ha richiamato l’attenzione, avvertendo che senza un cambiamento profondo dell’assetto istituzionale il sistema rischia di diventare meno efficace proprio nel momento in cui i cittadini chiedono maggiore prossimità e sostegno.
Il nodo, nella lettura proposta durante l’incontro di Tavagnacco, non riguarda soltanto l’organizzazione dei servizi. C’entra anche la capacità di intercettare i segnali di fragilità prima che si trasformino in un bisogno sanitario più pesante, con ricadute difficili da gestire per il pubblico da solo.
La collaborazione con il Terzo Settore
Nel confronto è emersa la linea che la Regione indica come alternativa sia a un sistema interamente centralizzato sia a una sanità di mercato riservata a chi ha maggiori possibilità economiche. Riccardi ha parlato di una strada fondata sulla sussidiarietà e su una collaborazione stabile con il Terzo Settore.
In questo quadro, esperienze come quella della Fondazione ProgettoAutismo Fvg vengono considerate un riferimento concreto. L’idea è quella di mantenere alle istituzioni il compito di indirizzo, controllo e definizione degli standard, lasciando però spazio a realtà capaci di muoversi con maggiore elasticità sul terreno dell’accompagnamento sociale e dei progetti costruiti attorno ai bisogni reali delle persone.
La riforma che attende il welfare regionale
Tra i passaggi richiamati dall’assessore c’è anche la riforma del Terzo Settore, indicata come uno snodo importante nel percorso di aggiornamento del welfare locale. In una fase segnata da isolamento relazionale e perdita di punti di riferimento tradizionali, la capacità di attivare reti di comunità diventa, in questa visione, un elemento decisivo.
Il messaggio lanciato da Tavagnacco è che non esistono soluzioni preconfezionate valide per ogni situazione. Per Riccardi, la risposta istituzionale deve accompagnare sperimentazioni e percorsi nati dal basso, verificarne l’efficacia e poi inserirli in una programmazione più ampia. Un’impostazione che mette al centro non solo i servizi, ma anche le energie presenti nelle comunità del territorio.