A Staranzano un percorso su fede, simboli e società: otto serate per leggere il sacro di oggi
Dal 6 novembre al 13 dicembre ingresso libero tra Sale comunali e chiesa parrocchiale. Si parte con Vito Mancuso, poi filosofia, IA, musica e mondo classico.
Staranzano sceglie di riportare al centro una domanda che attraversa il presente: dove si riconosce oggi il sacro, in una società segnata da guerre, crisi e cambiamenti profondi? Da questa traccia nasce una rassegna culturale che tra novembre e dicembre metterà in dialogo teologi, studiosi, artisti e testimoni del territorio.
Il ciclo si intitola “Le metamorfosi del sacro” e propone otto appuntamenti a ingresso libero dal 6 novembre al 13 dicembre 2026. L’iniziativa è curata da Mario Brandolin per il Comune di Staranzano, attraverso l’Assessorato alla Cultura, con incontri distribuiti tra Sala San Pio X, Sala Delbianco e la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo.
L’idea di fondo non riguarda soltanto la religione in senso stretto. Il percorso prova infatti a capire come il bisogno di limite, trascendenza, appartenenza e significato si stia spostando verso nuovi linguaggi e nuovi simboli. Un tema che l’amministrazione comunale ha deciso di affrontare dentro una proposta pubblica, aperta alla comunità e costruita su voci molto diverse tra loro.
Secondo l’assessora alla Cultura Giuseppina Gambin, il punto di partenza sta proprio nelle tensioni del nostro tempo: conflitti, squilibri economici, violenza, compressione dei diritti. Questioni che non si fermano alla politica o all’economia, ma toccano il modo in cui una società definisce ciò che considera inviolabile, degno di rispetto, non negoziabile.
Il debutto con Mancuso e la crisi del cristianesimo
Ad aprire il calendario sarà Vito Mancuso, venerdì 6 novembre alle 20.30 in Sala San Pio X, con l’incontro “Cristianesimo. Una religione in crisi?”, riflessione che prende le mosse dal volume Gesù e Cristo pubblicato da Garzanti nel 2025.
Il teologo imposterà il suo intervento sulla distinzione tra la figura storica di Gesù e la costruzione teologica del Cristo, invitando a separare il piano dei fatti da quello dell’interpretazione religiosa. Un passaggio che si annuncia come uno dei momenti più attesi dell’intera rassegna, anche per il rilievo pubblico di Mancuso nel dibattito italiano su spiritualità e fede.
Dall’intelligenza artificiale all’antropologia
Il secondo incontro è in programma venerdì 13 novembre alle 20.30 in Sala Delbianco. Protagonista sarà la filosofa e teologa Claudia Paganini con “Il nuovo Dio. Intelligenza artificiale e ricerca del senso religioso dell’essere umano”, in dialogo con Carmine Del Rosso, esperto di sistemi digitali e AI.
Al centro ci sarà una questione molto contemporanea: se la tecnologia stia diventando non solo strumento, ma anche oggetto di affidamento quasi assoluto. La riflessione di Paganini mette a fuoco il rischio di una fede trasferita su dispositivi, algoritmi e su chi li controlla.
Venerdì 20 novembre, alle 18.30 sempre in Sala Delbianco, toccherà invece a Giuseppe Grimaldi, antropologo delle migrazioni dell’Università di Trieste, con “Crisi e Sacro. Una prospettiva antropologica”. Il suo intervento proporrà uno sguardo meno legato al calo delle pratiche religiose e più attento alla funzione che il sacro continua ad avere quando le certezze collettive si incrinano.
Musica, teatro e il segno di De André
Nel programma trova spazio anche una dimensione performativa. Domenica 22 novembre alle 18.30, nella chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, l’associazione culturale “Le Colone” presenterà “In direzione ostinata e contraria - La buona novella”, progetto musicale e teatrale di Giuseppe Tirelli con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè.
La serata rilegge i Vangeli apocrifi attraverso la traccia lasciata da Fabrizio De André, riportando in primo piano una figura di Gesù profondamente umana, raccontata dalle voci di chi gli sta attorno. Un lavoro che intreccia racconto evangelico, denuncia degli abusi di potere e tensione verso fraternità ed eguaglianza.
Letteratura fantastica, Grecia classica e nuove generazioni
Mercoledì 2 dicembre alle 18 in Sala Delbianco sarà la volta dello scrittore Alberto Cecon con “Dalla fantascienza religiosa alle fanta-religioni”. L’incontro mostrerà come fantasy, science fiction e weird abbiano spesso reinventato miti, divinità e cosmologie per interrogare il bisogno umano di credere.
Venerdì 4 dicembre alle 18.30, nello stesso spazio, interverrà la classicista Paola Schirripa con “Il sacro, la guerra e la città nella Grecia classica”. Il suo contributo porterà il pubblico dentro il legame tra vita civica, dimensione religiosa e conflitto nel mondo greco, dove la città era anche un orizzonte simbolico condiviso.
Un taglio più vicino all’esperienza concreta arriverà venerdì 11 dicembre alle 18.30 con “I giovani e il sacro”. A confrontarsi con Brandolin saranno don Manuel Millo e don Matteo Marega, sacerdoti giovani e già conosciuti in ambito locale, chiamati a raccontare il rapporto tra fede e nuove generazioni senza schemi prefissati.
La chiusura tra pace, immagini e musica
L’ultimo appuntamento è fissato per domenica 13 dicembre alle 18.30 nella chiesa parrocchiale. Tornerà l’associazione “Le Colone” con “Parole e musica per un domani - Percorsi di pace”, progetto multimediale ideato e diretto da Giuseppe Tirelli.
L’allestimento unirà coro, solisti, voci recitanti, piccola orchestra, quartetto d’archi “Meti” e video originali, con materiali provenienti dall’Africa, dalla Striscia di Gaza e dall’Ucraina. Il filo conduttore sarà una riflessione su che cosa significhi oggi parlare davvero di pace, tra arte, società e solidarietà.
La rassegna è sostenuta anche da BCC Venezia Giulia, Associazione Libertà Territorio Solidarietà, Acli Staranzano, Parrocchia SS. Pietro e Paolo, Associazione culturale “Le Colone” e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Per Staranzano si tratta di un nuovo investimento culturale rivolto non solo agli addetti ai lavori, ma a un pubblico ampio, chiamato a misurarsi con temi che toccano da vicino anche il presente del Friuli Venezia Giulia.
Per informazioni ci si può rivolgere all’Ufficio Cultura del Comune di Staranzano, telefono 0481 716917, email [email protected]. Tutti gli incontri sono a partecipazione libera.