A Pordenone un parco dedicato agli IMI: memoria pubblica nel quartiere tra via Marco Polo e via Vespucci
Cerimonia fissata il 21 settembre 2026. Il Comune lega l’intitolazione alla giornata nazionale dedicata agli internati italiani nei campi tedeschi.
Un’area verde di Pordenone diventerà un luogo di memoria civile dedicato agli Internati Militari Italiani. L’amministrazione comunale ha deciso di assegnare il nome agli spazi pubblici compresi tra via Marco Polo e via Vespucci, con inaugurazione prevista per il 21 settembre 2026 alle 11.30.
La scelta porta nella geografia urbana una pagina della storia del Novecento che per molti anni è rimasta meno presente nel racconto pubblico rispetto ad altre vicende della guerra. Con il nuovo nome, il parco entrerà stabilmente nella toponomastica cittadina.
Il percorso amministrativo è partito dalla richiesta avanzata dalla presidenza nazionale dell’ANEI, l’Associazione Nazionale Ex Internati, sostenuta anche dalla sezione locale. La Giunta comunale ha accolto la proposta e il sindaco Alessandro Basso ha poi trasmesso al Prefetto la comunicazione formale necessaria per l’iter previsto in materia di intitolazioni.
Una data scelta per il suo valore simbolico
La cerimonia non è stata collocata casualmente nel calendario. Il 21 settembre arriva infatti subito dopo la ricorrenza del 20 settembre, individuata dalla legge n. 6 del 13 gennaio 2025 come giornata dedicata agli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
Per il Comune, l’obiettivo è dare al momento istituzionale anche un significato condiviso dalla comunità. L’assessore Walter De Bortoli ha spiegato che l’intitolazione vuole tenere insieme il ricordo storico e la partecipazione pubblica, affidando a uno spazio vissuto ogni giorno un valore che vada oltre la sola cerimonia.
Chi erano gli Internati Militari Italiani
Il nome scelto richiama i militari e i civili che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, non aderirono né allo Stato nazionalsocialista né alla Repubblica sociale italiana. Per quella scelta subirono deportazione e lavoro forzato nei Lager.
I dati richiamati dall’amministrazione danno la misura di quella vicenda: gli Internati Militari Italiani furono più di 700 mila, con oltre 3 mila persone provenienti dal Friuli Venezia Giulia. L’intitolazione di Pordenone si inserisce così in un quadro nazionale che oggi riconosce in modo più esplicito questa memoria.
Coinvolte anche le scuole cittadine
Il percorso verso il taglio del nastro non si fermerà all’aspetto formale. Il Comune intende coinvolgere anche gli istituti scolastici cittadini, così da accompagnare l’intitolazione con un lavoro di approfondimento rivolto alle nuove generazioni.
Su questo fronte De Bortoli sta lavorando insieme all’assessore Pietro Tropeano, con l’idea di trasformare la cerimonia in un’occasione educativa oltre che istituzionale. Il tema, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà entrare anche nel confronto pubblico e scolastico che precederà settembre 2026.
L’appuntamento dedicato agli IMI rientra inoltre in un calendario più ampio di nuove intitolazioni cittadine. Prima di quella data, il 12 settembre, è già prevista l’intitolazione della piazzetta tra via San Marco, via Codafora e via della Santissima a Luigia Tagliariol Tomadini, su decisione della Giunta comunale dopo la proposta di Fidapa Pordenone.
Con il futuro parco dedicato agli Internati Militari Italiani, Pordenone aggiunge così un nuovo segno concreto nello spazio urbano, affidando a un luogo quotidiano il compito di custodire una memoria storica e civile che oggi cerca maggiore visibilità anche nella vita della città.