A Pordenone arriva la FAO con il progetto MuNe: EUREKA 2026 rafforza il profilo internazionale della fiera
Il 5 e 6 novembre negli spazi di Pordenone Fiere anche un appuntamento dedicato al rapporto tra creatività, istituzioni e dialogo culturale.
EUREKA 2026 si prepara ad aggiungere un ospite di rilievo internazionale al programma di novembre: alla Fiera di Pordenone sarà presente anche la FAO, che porterà in Friuli il percorso del MuNe, il museo-rete dedicato ai temi dell’alimentazione e dell’agricoltura.
Per la manifestazione in calendario il 5 e 6 novembre, promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia insieme a Pordenone Fiere, si tratta di un tassello significativo. La partecipazione dell’agenzia delle Nazioni Unite amplia infatti il respiro dell’evento e collega il confronto sulle imprese culturali e creative a questioni globali come sostenibilità, biodiversità e innovazione.
L’annuncio arriva alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Alimentazione e coincide con il primo anniversario del FAO MuNe, che farà tappa a Pordenone attraverso il progetto itinerante MuNe on Tour.
Un museo itinerante che parla anche ai più giovani
Il MuNe della FAO è costruito come un’esperienza partecipativa: 1.300 metri quadrati, 12 ambienti tematici, installazioni interattive e materiali provenienti da diversi Paesi membri dell’organizzazione. Accanto alle opere e agli oggetti esposti, il progetto mette al centro un messaggio educativo che unisce conoscenza e coinvolgimento diretto.
I contenuti toccano alcuni dei nodi più attuali del dibattito internazionale, dal cibo alla tutela delle risorse naturali, fino ai cambiamenti che attraversano i sistemi agricoli. A Pordenone è previsto anche un focus rivolto a studentesse e studenti, con un percorso pensato per ragionare in modo creativo sul legame tra persone, nutrizione e pianeta.
Il laboratorio su creatività e diplomazia culturale
Nel programma di EUREKA è previsto anche un workshop promosso dalla FAO dal titolo “Il valore della creatività per la diplomazia culturale”. L’incontro prenderà in esame il modo in cui le istituzioni internazionali possono usare linguaggi culturali e strumenti creativi per rendere più accessibili i propri messaggi.
Partendo proprio dall’esperienza del MuNe, il workshop approfondirà come un mandato multilaterale possa trasformarsi in contenuti capaci di dialogare con pubblici differenti, incoraggiare il confronto tra culture e rafforzare il ruolo della cultura come leva di cooperazione.
Perché la presenza della FAO pesa per il territorio
Nelle parole di Clara Velez Fraga, responsabile dell’Ufficio attività di promozione della FAO, il museo nasce per avvicinare le persone alle grandi sfide legate ad alimentazione e agricoltura, utilizzando arte, creatività e partecipazione come strumenti di conoscenza. La presenza a Pordenone, sottolinea, serve anche a mostrare come la diplomazia culturale possa creare connessioni tra istituzioni, comunità e nuove generazioni.
Per la Regione, l’arrivo della FAO conferma la vocazione di EUREKA come spazio in cui le discipline creative dialogano con lo sviluppo economico. Il vicepresidente e assessore alla Cultura Mario Anzil evidenzia il valore della manifestazione sia come luogo di incontro tra imprese culturali, startup e industria, sia come occasione per misurare l’impatto della creative economy sul tessuto produttivo.
Anche il presidente di Pordenone Fiere, Renato Pujatti, lega questo passaggio al percorso che la città sta costruendo verso il 2027. Ospitare una realtà del livello della FAO, osserva, rafforza il ruolo di EUREKA come vetrina strategica per le imprese culturali e creative e come piattaforma di innovazione per il territorio.
Verso la presentazione del programma completo
La partecipazione della FAO è uno dei primi elementi di peso che accompagnano il conto alla rovescia verso l’apertura dei padiglioni. Per EUREKA 2026 restano ora attesi il calendario definitivo degli appuntamenti, il quadro completo degli espositori e i dettagli del convegno principale.
La presentazione ufficiale è in agenda per giovedì 29 ottobre nella Sala Consiglio della Fiera di Pordenone. Sarà quello il momento in cui la manifestazione mostrerà nel dettaglio il proprio profilo, sempre più orientato a tenere insieme cultura, impresa e apertura internazionale.