Friuli Venezia Giulia, missione Usa: a New York prende forma una tappa speciale di Selecting Italy
Fedriga presenta negli Stati Uniti un appuntamento dedicato alla piattaforma tra Regioni e investitori, con l’obiettivo di consolidare i rapporti economici con il mercato americano.
Il Friuli Venezia Giulia guarda agli Stati Uniti come a uno snodo decisivo per la propria crescita economica e prova a trasformare i rapporti già esistenti in nuove occasioni di investimento. Da New York, nel corso della missione istituzionale della Regione, il presidente Massimiliano Fedriga ha indicato questa direttrice annunciando l’intenzione di organizzare proprio nella metropoli americana un’edizione speciale di Selecting Italy.
L’iniziativa, nelle intenzioni della Regione, dovrà servire a intensificare il confronto con il mondo produttivo e finanziario, mettendo in contatto i territori italiani con i singoli Stati americani. Fedriga, che guida anche la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha spiegato che il mercato statunitense resta una priorità e che il lavoro dovrà concentrarsi su relazioni stabili tra istituzioni, imprese e rappresentanze economiche.
Il peso del mercato americano per il Friuli Venezia Giulia
I numeri aiutano a capire perché gli Usa siano al centro della strategia regionale. Secondo le elaborazioni della Camera di commercio di Pordenone-Udine su dati Istat, le vendite del Friuli Venezia Giulia verso gli Stati Uniti hanno toccato quota 2,35 miliardi di euro, pari al 12,3% dell’export complessivo della regione. Un valore che colloca gli Usa al secondo posto tra i mercati di destinazione delle imprese del territorio.
Molto più contenuto il dato delle importazioni, ferme a 107,6 milioni di euro. Il saldo commerciale resta quindi fortemente positivo, per 2,24 miliardi, a conferma di un rapporto economico già strutturato e rilevante per il sistema produttivo regionale.
Non solo scambi: la rete delle partecipazioni societarie
Accanto all’export, c’è anche il capitolo degli investimenti. In base alla banca dati Reprint, 56 investitori del Friuli Venezia Giulia possiedono partecipazioni in 76 aziende statunitensi distribuite in 21 Stati, con New York che risulta il principale punto di riferimento. Sul versante opposto, sono 66 le imprese regionali che vedono la presenza di capitali americani.
È dentro questo quadro che la Regione punta a rafforzare il proprio posizionamento internazionale, facendo leva sulle competenze industriali locali, sull’innovazione e sulla piattaforma logistica del territorio. L’obiettivo dichiarato è tradurre i contatti istituzionali e imprenditoriali in ricadute concrete per l’economia del Friuli Venezia Giulia.
L’incontro a New York con imprese e finanza italiana
L’annuncio è arrivato durante un confronto ospitato all’Armani Caffè di New York, inserito nel programma della missione regionale negli Stati Uniti. Al tavolo erano presenti rappresentanti di importanti gruppi industriali, bancari e finanziari italiani attivi sul mercato americano.
Con Fedriga ha partecipato anche l’assessore regionale Alessia Rosolen. All’incontro hanno preso parte Giovanni Colavita per Colavita, Erica di Giovancarlo per Ice, Filippo Gori per JPMorgan Chase, Matteo Mascazzini per Armani, Marco Micheli per Intesa Sanpaolo, Mario Platero per Investindustrial, Fabio Santucci per Msc, Claudio Zanardo per Pirelli e la vicepresidente di Confindustria Barbara Cimmino.
Lo scenario Italia-Usa resta in crescita
Il contesto generale conferma la centralità dei rapporti economici con Washington. I dati dell’Agenzia Ice indicano che nel 2025 l’interscambio commerciale tra Italia e Stati Uniti ha raggiunto i 118 miliardi di dollari, con un aumento dell’8,6% rispetto all’anno precedente.
La tendenza positiva prosegue anche nel 2026: secondo l’Osservatorio economico del Ministero degli Affari esteri, nei primi sette mesi dell’anno si registra un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. In questo scenario, il Friuli Venezia Giulia prova a ritagliarsi uno spazio sempre più riconoscibile, puntando a far diventare il dialogo con gli Usa una leva di sviluppo per le imprese del territorio.