A Palmanova si prova la risposta al terremoto: esercitazione regionale con campo per 250 sfollati

Nel quartier generale della Protezione civile friulana è scattato il test su uno scenario con epicentro simulato a Gemona e attivazione del coordinamento d’emergenza.

25 settembre 2026 17:26
A Palmanova si prova la risposta al terremoto: esercitazione regionale con campo per 250 sfollati -
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Palmanova torna al centro del sistema di protezione civile del Friuli Venezia Giulia con una giornata di esercitazione che mette alla prova la macchina dei soccorsi su uno degli scenari più sensibili per il territorio: un terremoto con effetti estesi nell’area di Gemona del Friuli.

Il cuore operativo del test è nella sede regionale, dove è stata riprodotta l’attivazione del dispositivo d’emergenza e dove ha preso forma anche l’organizzazione di una tendopoli in grado di accogliere fino a 250 persone, prevista nell’area della caserma Goi-Pantanali.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato in vista del cinquantesimo anniversario del sisma del 1976 e richiama non solo la memoria di quella ferita, ma anche la necessità di verificare oggi tempi, procedure e capacità di coordinamento tra strutture diverse.

Palmanova nodo operativo del test regionale

Nella giornata odierna la simulazione ha previsto un evento sismico ipotetico con epicentro a Gemona. Da lì è partita la catena delle attivazioni che, nel pomeriggio, ha portato alla convocazione del Corem nella sede di Palmanova, il coordinamento regionale chiamato a gestire le fasi più delicate di una crisi.

Il passaggio è servito a controllare il funzionamento del sistema integrato: centrali operative, sanità, volontari, Prefetture, Vigili del fuoco e Corpo forestale sono stati coinvolti nella verifica delle procedure previste in caso di emergenza reale.

Dal capoluogo stellato è quindi partita anche una colonna mobile della Protezione civile regionale diretta verso Gemona del Friuli, con il compito di predisporre il campo destinato all’assistenza della popolazione evacuata.

Lo scenario ipotizzato e i numeri della prova

Secondo quanto illustrato dall’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, lo scenario costruito per l’esercitazione prende in considerazione un sisma di magnitudo 5,7 in un’area che richiama quella colpita mezzo secolo fa.

Nella simulazione vengono ipotizzati 400 dispersi, 3.800 persone senza casa e 700 mila edifici coinvolti. Numeri che servono a misurare la tenuta dell’intero sistema e a stressare la catena decisionale in un quadro complesso.

Protezione civile, a Palmanova il test sisma con epicentro a Gemona e tendopoli per 250

Lo stesso Riccardi ha spiegato che l’obiettivo del test è affinare le modalità operative e confrontare mezzi, organizzazione e rapidità d’intervento dei soggetti chiamati a collaborare. Il richiamo al 1976, in questa chiave, diventa un esercizio concreto di preparazione e non soltanto un momento commemorativo.

Volontariato e cooperazione oltreconfine

Una parte rilevante dell’attività riguarda il volontariato di Protezione civile, componente strutturata del sistema regionale e chiamata anche in questa occasione a operare dentro un quadro organizzato e condiviso con le istituzioni.

Il programma rientra infatti nel raduno interregionale del volontariato del Nord Italia e transfrontaliero, appuntamento che proseguirà fino al 4 ottobre 2026 con esercitazioni, confronti tecnici e momenti di coordinamento. Accanto alle realtà italiane partecipano anche i partner istituzionali di Austria, Croazia e Slovenia.

Per il Friuli, e per un territorio come Palmanova che ospita uno dei principali centri decisionali nelle emergenze, la prova rappresenta un passaggio importante: trasformare la memoria del terremoto in capacità operativa, verificando sul campo quanto il sistema sia pronto a reagire in modo rapido e coordinato.

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