A Morsano il festival ritrova le sue radici: palazzetto pieno per l’omaggio musicale ai Sessanta

Serata partecipata con 19 voci del paese, orchestra dal vivo e ospite MAL: il Festival Morsanese conferma il suo legame con la comunità.

21 settembre 2026 17:08
A Morsano il festival ritrova le sue radici: palazzetto pieno per l’omaggio musicale ai Sessanta -
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Il legame tra Morsano al Tagliamento e il suo festival passa ancora una volta dalla partecipazione del paese. Al palazzetto erano in 600 per l’edizione 2026 della rassegna, costruita quest’anno attorno alle canzoni degli anni Sessanta e affidata interamente a interpreti del territorio.

La manifestazione, arrivata alla ventesima edizione non consecutiva, ha scelto il titolo “Morsano Canta gli anni ’60” e ha riportato sul palco 19 cantanti locali accompagnati dal vivo dai Bagliori di Luce. A dare ulteriore richiamo alla serata è stata anche la presenza di MAL, ospite speciale di un appuntamento che in paese mantiene un’identità molto precisa.

Non si tratta infatti di una competizione, ma di un momento collettivo che da anni conserva due caratteristiche nette: possono esibirsi soltanto persone originarie di Morsano o residenti in paese, mentre l’accompagnamento musicale deve essere eseguito dal vivo. Una formula che continua a distinguere il festival nel panorama delle iniziative locali.

L’organizzazione è della Cooperativa Esibirsi insieme alla Cooperativa Sociale Insegnare Musica, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio del Comune di Morsano al Tagliamento.

Un ritorno al decennio da cui tutto è partito

La scelta di dedicare la serata ai Sessanta non è casuale. Il Festival Morsanese nacque infatti nel 1965 con l’intento di avvicinare i più giovani al canto. Dopo quattro edizioni si fermò, per poi riprendere nel 1991 grazie all’iniziativa di alcuni volontari adulti, tra i quali c’erano anche ex protagonisti delle prime stagioni.

Negli anni successivi il palco ha continuato a mettere insieme generazioni diverse, diventando un appuntamento riconoscibile per la comunità e capace di attirare pubblico anche oltre i confini del paese. Dal 1991 al 2013 si sono tenute 13 edizioni non consecutive, prima di un nuovo stop.

Il percorso è ripartito nel 2024 con “Morsano Canta Battisti” ed è proseguito nel 2025 con “Morsano Canta Sanremo”. Per il 2026 la direzione scelta è stata quella di un omaggio al decennio in cui la manifestazione prese forma, una stagione musicale che continua a parlare a pubblici diversi.

A spiegare il senso dell’edizione sono stati Lucio Bot, Giuliano Biasin e Luigi Buggio, amministratori di Esibirsi e Insegnare Musica, che hanno richiamato proprio il valore simbolico di quegli anni e la forza di un repertorio rimasto familiare nel tempo.

La scaletta del paese, voce dopo voce

Ad aprire la serata sono stati i Bagliori di Luce con Lucio Bot, prima di una successione di brani che ha attraversato alcuni dei titoli più popolari dell’epoca. Sul palco si sono alternati Francesca Gaiardo con “Il ballo del mattone”, Endia Biason con “Ma che freddo fa”, Federica Vicentini con “Shout”, Andrea Nadalin con “Ho difeso il mio amore”, Elena Ellero e Piero Gnesutta con “Senza fine”, Michela Gaiardo con “Chariot”, Eva Nadalin con “Se telefonando” e lo stesso Lucio Bot con “7 e 40”.

Nella seconda parte si sono esibiti Giulia Innocente con “Can’t Help Falling in Love with You”, Marco Carbonera con “Meraviglioso”, Fulvia Loretti con “Sono bugiarda”, Anna Gardiman con “Città vuota”, Laura Vicentini con “Cuore”, Serena Antoniali con “Pregherò”, Rachele Sorgon con “Una ragione di più”, Luca Vittor con “Se bruciasse la città” e Manola Simonato con “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”.

Tra un’interpretazione e l’altra, i Bagliori di Luce hanno proposto anche alcuni medley dedicati ad altri classici del periodo. La chiusura è arrivata con “Hey Jude” dei Beatles, cantata insieme da tutti i protagonisti riuniti sul palco.

Ospiti, saluti istituzionali e memoria del festival

Uno dei momenti più attesi è stato l’intervento di MAL, nome strettamente legato alla scena musicale di quegli anni. L’artista ha proposto “Pensiero d’amore” insieme a un potpourri dei suoi brani più noti, aggiungendo un ulteriore richiamo a una serata già molto partecipata.

Durante l’evento hanno portato il loro saluto anche il sindaco Elena Maiolla e il consigliere regionale Markus Maurmair, accompagnati dall’amministratore di Esibirsi Giuliano Biasin.

Accanto alla parte musicale, il festival ha proposto anche una mostra fotografica dedicata alla sua storia, con immagini delle diverse edizioni dalle origini a oggi. A completare l’allestimento c’erano inoltre una piccola esposizione di radio e televisioni anni Sessanta, messe a disposizione dal collezionista Romano Biasin, e due vetture simbolo di quel periodo, una Fiat 500 e una bianchina fornite dall’officina Bianchi.

Più che una semplice serata musicale, l’appuntamento morsanese ha così confermato il proprio ruolo di rito collettivo: un evento che unisce memoria, repertorio popolare e partecipazione diretta del paese.

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