A Meduno un segno stabile per i donatori: AFDS festeggia mezzo secolo di attività
In piazza della Chiesa inaugurata una stele che resterà al Comune. Durante la ricorrenza premiati anche sei soci per il loro percorso di donazione.
Non solo una ricorrenza da celebrare, ma un simbolo destinato a restare nel cuore del paese. A Meduno il cinquantesimo anniversario della sezione AFDS è stato segnato dall’inaugurazione di una stele in piazza della Chiesa, scelta come testimonianza concreta di una presenza che da decenni accompagna la vita della comunità.
La giornata, tenuta domenica 25 ottobre, ha riunito volontari, donatori, amministratori e cittadini attorno a una storia associativa che nel tempo ha legato il nome di Meduno alla cultura del dono e all’impegno per la salute pubblica.
Un monumento pensato con i richiami del territorio
L’opera è nata con l’obiettivo di lasciare un segno visibile del cammino compiuto dalla sezione locale. La struttura richiama elementi fortemente riconoscibili per il paese: il basamento rivestito di sassi rimanda al Meduna, mentre la pietra calcarea bianca posta sopra proviene dall’area montana locale.
Sulla sommità trova spazio il simbolo dell’associazione, con la goccia di sangue e il pellicano, figura che nella tradizione rappresenta dedizione e attenzione verso gli altri. L’idea del monumento è stata suggerita dall’amministrazione comunale e poi sviluppata dalla sezione AFDS come segno di unione tra identità locale e valore della donazione.
Alla realizzazione hanno collaborato Marco Boz, Bruno Sovran, Bruno Del Bianco, Mario Menegon, Daniele De Stefano e Massimo De Stefano, insieme ad altri sostenitori. Un contributo importante è arrivato anche da Banca 360 FVG, che ha sostenuto sia l’opera sia l’organizzazione dell’anniversario. La stele entrerà nel patrimonio comunale.
Una storia iniziata negli anni del terremoto
Le radici della sezione risalgono al 1976, anno in cui Meduno divenne la quarantesima sezione dell’Associazione Friulana Donatori di Sangue. Un passaggio maturato in un momento difficile per il Friuli, segnato dal terremoto, quando il senso di comunità e la solidarietà assunsero un peso ancora più forte.
Da allora l’attività non si è fermata, attraversando generazioni diverse e mantenendo al centro la promozione della donazione volontaria e gratuita. Nel corso degli anni la guida della sezione è passata da Franco Del Bianco, primo presidente fino al 1987, a Mario Rosa Bernardis, Mara Bonitta e Sandra Viel, oggi vicepresidente.
Il ricambio generazionale al centro del messaggio
Nel corso della cerimonia è intervenuto anche il presidente Enrico Mastello, entrato in carica lo scorso giugno a 23 anni. Nel suo intervento ha richiamato il tema del coinvolgimento dei più giovani, indicandolo come una delle sfide decisive per dare continuità all’associazione nei prossimi anni.
Il senso del suo messaggio è stato chiaro: la donazione resta un gesto accessibile, ma capace di produrre un effetto enorme per chi ha bisogno di cure. Un passaggio che ha dato alla ricorrenza non solo il valore della memoria, ma anche quello di un impegno rivolto al futuro.
I riconoscimenti ai donatori della sezione
Accanto all’inaugurazione della stele, la celebrazione ha previsto gli interventi della vicepresidente provinciale AFDS Alice De Michiel e del vicesindaco di Meduno Paolo Borsoi. Uno dei momenti più sentiti è stato quello della consegna delle benemerenze ai soci che hanno raggiunto traguardi significativi.
I riconoscimenti sono andati a Valentina Ortis per 8 donazioni, Giuseppe Rugo per 10, Ilaria Ferroli per 15, Renato Bevilacqua e Gimmy Paveglio per 35 e Sergio Melosso per 50. La chiusura della giornata si è svolta nella sala di Banca 360 FVG, con un momento conviviale che ha riportato al centro lo spirito di condivisione costruito in questi cinquant’anni.