A Grado il confronto su disabilità e inclusione: Riccardi rilancia il passaggio a un sistema più sociosanitario
Nel Premio regionale Solidarietà, l’assessore ha richiamato il ruolo delle leggi del Friuli Venezia Giulia e il contributo della Consulta.
Il tema non è solo sanitario, ma riguarda il modo in cui una comunità accompagna le persone nei percorsi di vita quotidiana. Da Grado, nel corso del Premio regionale Solidarietà, è tornato con forza il richiamo a un’organizzazione dei servizi capace di tenere insieme salute, assistenza e inclusione.
Nel suo intervento al Palazzo dei congressi, l’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità Riccardo Riccardi ha indicato la direzione su cui la Regione intende continuare a lavorare: superare una visione centrata esclusivamente sulla cura sanitaria per consolidare un impianto sempre più sociosanitario.
Secondo Riccardi, il lavoro svolto fin qui in Friuli Venezia Giulia sul fronte della disabilità ha prodotto risultati importanti, ma non può considerarsi concluso. L’obiettivo, ha spiegato, è proseguire nella trasformazione delle risposte ai bisogni delle persone, anche attraverso le nuove linee di gestione, nelle quali sono stati inseriti gli elementi indicati dalla Consulta.
Il premio ospitato a Grado è stato promosso e organizzato dalla Consulta regionale delle Associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie, realtà che da anni rappresenta un punto di riferimento nel dialogo con le istituzioni regionali.
Il percorso normativo richiamato durante l’incontro
Nel ripercorrere l’esperienza del Friuli Venezia Giulia, l’assessore ha ricordato che la costruzione di questo impianto non nasce oggi. La Regione, ha sottolineato, può contare su una tradizione legislativa consolidata, avviata già negli anni Novanta con provvedimenti che hanno anticipato passaggi poi arrivati anche a livello nazionale.
Tra i riferimenti citati c’è la legge regionale 41 del 1996, indicata come uno dei passaggi che hanno segnato in anticipo il riconoscimento di diritti e strumenti dedicati. A questa si è aggiunta in seguito la legge 16, richiamata da Riccardi come un tassello centrale per affrontare la disabilità nelle sue diverse forme.
Nel passaggio evidenziato durante l’incontro di Grado, l’attenzione si è concentrata soprattutto su inclusione, autonomia personale e libertà. Temi che, nelle parole dell’assessore, sono stati affrontati con continuità istituzionale e con una collaborazione politica capace di produrre un risultato condiviso.
Il riconoscimento al lavoro della Consulta
Una parte significativa dell’intervento è stata dedicata al rapporto costruito negli anni con la Consulta regionale della disabilità, indicata come interlocutore essenziale in questo percorso. Riccardi ha parlato di un cammino portato avanti con responsabilità e con una visione comune, fino a diventare un’esperienza riconosciuta.
Nel corso della cerimonia è arrivato anche un ringraziamento esplicito al presidente della Consulta, Mario Brancati, figura che l’assessore ha voluto ricordare per l’impegno personale e pubblico dedicato a questa causa.
Nel suo intervento conclusivo, Riccardi ha collegato il valore di questo riconoscimento al lavoro di tante persone impegnate nel volontariato, nelle famiglie e nelle istituzioni. Un patrimonio che, anche dall’appuntamento di Grado, viene indicato come base da cui proseguire per rafforzare un modello regionale più vicino ai bisogni reali delle persone con disabilità.