A Codroipo il punto sui fondi regionali 2026: più margini per sistemare e comprare le sedi delle associazioni

A Villa Manin illustrata la misura rivolta a Pro Loco, parrocchie, fondazioni e realtà associative: copertura fino a 70mila euro senza cofinanziamento obbligatorio.

20 ottobre 2026 19:33
A Codroipo il punto sui fondi regionali 2026: più margini per sistemare e comprare le sedi delle associazioni -
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Per molte realtà del Friuli che tengono aperti spazi di comunità, il bando regionale 2026 può tradursi in un aiuto concreto. Nell’incontro ospitato a Villa Manin di Passariano, a Codroipo, sono stati illustrati contenuti e novità della misura che sostiene interventi su immobili e strutture usati per attività associative, feste tradizionali e momenti di aggregazione locale.

Il provvedimento riguarda sedi e impianti collegati all’attività di Pro Loco, parrocchie, fondazioni e associazioni, con un’impostazione che punta a favorire soprattutto i centri piccoli e medi, dove questi luoghi rappresentano spesso un riferimento stabile per la vita del paese.

Quanto copre il bando

La misura regionale consente di ottenere un contributo fino al 100% della spesa considerata ammissibile, con un tetto di 70mila euro per ciascuna domanda. Tra gli aspetti evidenziati durante l’incontro c’è l’assenza dell’obbligo di cofinanziamento, elemento che può rendere più accessibile la partecipazione anche alle realtà con minore capacità economica.

Le risorse sono destinate a lavori su immobili e impianti impiegati per sagre, fiere tradizionali e manifestazioni locali, ma anche alle sedi associative vere e proprie. Un perimetro che interessa direttamente molte organizzazioni diffuse sul territorio friulano.

Le novità introdotte nella misura

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda l’allargamento degli interventi finanziabili. Le modifiche approvate di recente consentono infatti non solo opere di recupero, ma anche l’acquisto degli immobili e l’ampliamento delle sedi, sia nel caso di beni pubblici sia privati.

Tra le innovazioni segnalate c’è inoltre la possibilità di presentare la convenzione nella fase di rendicontazione. Un adeguamento tecnico che si aggiunge alle aperture già previste e che punta a rendere più praticabile l’accesso ai fondi da parte dei soggetti interessati.

Bando 2026 per sedi associative, ampliate le possibilità di intervento

L’incontro a Villa Manin

L’appuntamento di Codroipo è stato promosso da Unpli Fvg. A introdurre e coordinare i lavori è stato il direttore Marco Specia, mentre sono intervenuti il presidente di Unpli Fvg Pietro De Marchi, l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante e il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin.

Nel suo intervento, Bordin ha richiamato il percorso della norma collegata al bando 2026, previsto dall’articolo 3 della legge regionale 7/2019, sottolineando il valore di uno strumento pensato per dare sostegno alle realtà che animano i territori. Ha anche rimarcato come gli aggiornamenti introdotti siano arrivati recependo le esigenze emerse dalle comunità locali.

Secondo quanto emerso nel confronto, la finalità della misura non è soltanto edilizia o amministrativa. Il punto, per molti territori friulani, è mantenere vivi spazi dove si costruiscono relazioni, volontariato e iniziative che danno continuità alle tradizioni locali. In questo senso, la possibilità di recuperare, ampliare o acquistare una sede può avere un impatto che va oltre il singolo edificio.

Nell’incontro è stato inoltre evidenziato che si tratta di fondi capaci di arrivare in tempi rapidi ai beneficiari e di generare effetti concreti anche sull’economia locale attraverso lavori e investimenti diffusi. Per associazioni e organizzazioni del Friuli, il bando 2026 si presenta quindi come una leva importante per consolidare presìdi sociali che in molti paesi restano centrali nella vita quotidiana.

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