A Claut torna la memoria delle sedonere: in sala il docufilm con le ultime testimoni
L’8 agosto alle 17.30 la Valcellina ritrova sul grande schermo una parte della propria storia, con autori, protagoniste, musica e poesia.
Non è una semplice proiezione cinematografica, ma un ritorno alla memoria di casa. Sabato 8 agosto 2026, alle 17.30, la Sala Convegni di Claut ospiterà “Fora pal mont (I passi rimasti)”, il documentario che riporta al centro le vite delle sedonere, figure femminili che hanno attraversato decenni di storia della Valcellina.
Per Claut l’appuntamento ha un significato particolare: il film arriva infatti proprio nel territorio da cui prende forma il racconto, restituendo alla comunità voci, volti e ricordi che appartengono a un passato non lontano, ma spesso poco raccontato.
Il lavoro porta la firma di Lorena Trevisan e Michele Pastrello e si concentra sulle donne di Claut, Cimolais ed Erto che tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento partivano per lunghi periodi dalle loro case, spingendo carretti carichi di manufatti in legno lungo strade e paesi del Nord Italia, spingendosi talvolta anche oltre.
Una pagina di Valcellina riletta attraverso le donne
Quelle partenze non erano soltanto fatica e necessità. Erano anche una forma concreta di sostegno alle famiglie e, in diversi casi, uno dei pochi spazi di indipendenza possibili per donne cresciute in una società montana severa, dove il lavoro aveva spesso il volto del sacrificio quotidiano.
Il documentario sceglie di raccontare questa esperienza partendo da chi l’ha vissuta davvero. Il cuore dell’opera è infatti costruito sulle testimonianze delle ultime sedonere ancora in vita, custodendo una memoria che rischiava di sfilacciarsi con il passare del tempo.
Ad accompagnare questo racconto ci sono anche la voce della poetessa clautana Bianca Borsatti e il brano originale “Feméne”, composto da Franco Giordani, elementi che danno al film un tono intimo e radicato nel territorio.
Chi sarà presente all’incontro di Claut
Alla proiezione parteciperanno Carolina Barzan, Fiorina Barzan, Luciana Martini, Vittoria Della Putta, Teresina Della Putta e la centenaria Luigia Protti, conosciuta come “Vigia de Pierut”. Con loro ci sarà anche Gino Borsatti, l’unico uomo che partì ancora bambino fora pal mont seguendo una zia.
Attesi in sala anche i registi Lorena Trevisan e Michele Pastrello, il musicista Franco Giordani, la poetessa Bianca Borsatti e Fulvia De Damiani per il museo Casa Clautana. La presenza dei protagonisti rende l’appuntamento ancora più vicino alla comunità locale, trasformando la visione in un momento di incontro e riconoscimento collettivo.
Il percorso del film prima del rientro in paese
Prima di approdare a Claut, “Fora pal mont” aveva già trovato spazio in contesti importanti: la prima nazionale era arrivata alle Giornate della Luce di Spilimbergo, seguita poi da varie partecipazioni a festival cinematografici in Italia.
Tra i riconoscimenti ricevuti figura anche la Menzione d’Onore al Premio Vittorio De Seta, segnale di un interesse che va oltre i confini della valle e conferma la forza universale di una storia profondamente friulana.
Per la Valcellina, però, questa tappa ha un peso diverso da tutte le altre. A Claut il documentario non si limita a essere visto: torna nel luogo che gli dà origine e rimette davanti agli occhi del territorio una vicenda di lavoro, resistenza e identità femminile che ha segnato la storia locale.