Zoppola, allarme nei sentieri della riserva: associazioni animaliste chiedono verifiche sui bocconi con chiodi

PAI FVG e Animal Pride Defending sollecitano controlli nell’area dopo il ritrovamento: a rischio cani, animali domestici e fauna selvatica.

27 settembre 2026 10:22
Zoppola, allarme nei sentieri della riserva: associazioni animaliste chiedono verifiche sui bocconi con chiodi -
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La richiesta è di intervenire in tempi rapidi per bonificare l’area e capire se vi siano altri inneschi pericolosi nascosti tra i percorsi frequentati da cacciatori, residenti e proprietari di cani. A Zoppola, dopo il ritrovamento di bocconi di carne con chiodi nella riserva di caccia, il Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia e Animal Pride Defending hanno preso posizione chiedendo un controllo accurato della zona.

Per le due realtà non si tratta di un episodio che riguarda soltanto il mondo venatorio. Il pericolo, osservano, si estende agli animali da compagnia portati a passeggio e alla fauna che vive o attraversa quell’area, con conseguenze che potrebbero essere gravissime in caso di ingestione.

Un rischio che va oltre la caccia

Nel loro intervento, le associazioni insistono su un punto: qualunque sia la motivazione alla base del gesto, l’uso di esche di questo tipo non può essere giustificato. Se dietro ci fosse una protesta contro l’attività venatoria, sostengono, resterebbe comunque inaccettabile scegliere una modalità che colpisce animali senza distinzione.

Tra quelli esposti ci sono anche i cani impiegati durante la caccia, indicati come vittime indirette di una pratica che non dipende da una loro scelta. Lo stesso vale per gli animali d’affezione che accompagnano i proprietari sui sentieri e per gli esemplari selvatici che possono imbattersi nei bocconi.

L’appello per mettere in sicurezza la zona

A firmare la presa di posizione sono Irene Giurovich, portavoce regionale del PAI FVG, e Patrizia Munarin, presidente di Animal Pride Defending. La loro richiesta è rivolta alle autorità affinché venga monitorata la riserva e vengano individuati non solo i bocconi già segnalati, ma anche eventuali altri elementi pericolosi presenti nell’area.

L’obiettivo indicato è chiaro: rendere sicuri i percorsi e gli spazi interessati prima che il rischio si traduca in nuovi casi. In un territorio come quello di Zoppola, dove le aree verdi vengono frequentate anche per le passeggiate con gli animali, la presenza di esche con chiodi viene considerata una minaccia concreta per più categorie di utenti e per l’ambiente naturale.

Il contesto friulano

La vicenda si inserisce in un clima già sensibile sul rapporto tra tutela degli animali, attività venatoria e controlli sul territorio. Le associazioni richiamano infatti l’attenzione anche su altri episodi emersi in Friuli Venezia Giulia, come quelli legati al bracconaggio a Caneva, tema che da tempo alimenta confronto e tensioni.

In questo quadro, il caso di Zoppola riporta al centro la necessità di verifiche puntuali e di una sorveglianza efficace nelle zone più esposte. Per PAI FVG e Animal Pride Defending la priorità resta rimuovere ogni possibile esca pericolosa e prevenire ulteriori danni ad animali domestici e selvatici.

Le due associazioni chiedono quindi un intervento sul posto che permetta di chiarire l’estensione del problema e di restituire sicurezza a un’area utilizzata da più soggetti. Il punto, ribadiscono, non riguarda soltanto una contrapposizione di posizioni, ma la protezione concreta degli animali che potrebbero pagare il prezzo più alto.

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