Pordenone, "Vorrei una voce" al Teatro Verdi: lo spettacolo che dà voce ai sogni delle detenute

Al Teatro Verdi di Pordenone Tindaro Granata porta in scena “Vorrei una voce”, spettacolo nato dal carcere femminile di Messina.

07 gennaio 2026 11:40
Pordenone, "Vorrei una voce" al Teatro Verdi: lo spettacolo che dà voce ai sogni delle detenute -
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PORDENONE – C’è un momento, in Vorrei una voce, in cui il teatro smette di essere semplice rappresentazione e diventa ascolto profondo. Uno spazio in cui le storie non vengono raccontate su qualcuno, ma attraverso qualcuno. È da questa esigenza autentica che nasce lo spettacolo scritto e interpretato da Tindaro Granata, in scena venerdì 9 gennaio alle 20.30 al Teatro Verdi di Pordenone, secondo appuntamento della sezione Nuove Scritture della programmazione di prosa 2025/2026.

Uno spettacolo nato da un’esperienza reale

Vorrei una voce prende forma da un’esperienza vissuta e condivisa, maturata all’interno del carcere femminile di alta sicurezza di Messina, dove l’artista ha condotto un laboratorio teatrale con alcune detenute. Un percorso umano prima ancora che artistico, che ha trasformato l’incontro in materia scenica, senza filtri e senza forzature.

Granata sceglie di non rappresentare il carcere come simbolo astratto o scenario stereotipato. Evita la retorica e qualsiasi costruzione edificante, optando invece per una strada più fragile e più vera: dare voce a cinque donne, alle loro parole, ai loro silenzi, ai sogni che resistono anche quando tutto sembra negarli.

Dare corpo alle parole, ascoltare i silenzi

«Ho capito subito che non potevo lavorare come faccio di solito – racconta l’artista –. Non volevo partire da un testo, ma dall’incontro». È proprio quell’incontro a diventare teatro: corpo, voce, presenza.

In scena pochi elementi essenziali: aste con microfoni, costumi appesi, luci ridotte all’osso. Eppure basta questo perché il palco si riempia di presenze potenti. Granata attraversa identità diverse, si trasforma, presta il proprio corpo a storie che non gli appartengono e che proprio per questo esigono rispetto, precisione e ascolto.

Mina come paesaggio emotivo

Ogni racconto è accompagnato da una canzone di Mina, cantata in playback. Non si tratta di un omaggio musicale, ma di una scelta drammaturgica precisa: la voce assoluta di Mina diventa linguaggio comune, spazio emotivo condiviso, luogo in cui dolore, desiderio e memoria possono esistere senza essere giudicati.

Vorrei una voce non è uno spettacolo musicale, ma un attraversamento intimo di esistenze segnate dal carcere, dalla colpa, dalla perdita di un rapporto pacificato con il proprio corpo e con la propria femminilità.

Il sogno come atto di resistenza

Uno dei nuclei più forti della drammaturgia è il diritto di sentirsi vivi, desideranti, capaci di immaginare ancora. Al centro dello spettacolo c’è il sogno, non come fuga o illusione, ma come gesto radicale di resistenza. Il sogno come progetto, come desiderio semplice, come bisogno profondo.

Perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé. Ritrovarla, anche solo per un istante, diventa già un atto di libertà. Per questo Vorrei una voce è dedicato a chi quella voce l’ha smarrita, o forse non l’ha mai avuta.

Nuove Scritture e teatro del presente

Prodotto da LAC Lugano Arte e Cultura in collaborazione con Proxima Res e premiato con l’Hystrio Twister 2025, lo spettacolo si inserisce pienamente nel percorso di Nuove Scritture, la sezione del Teatro Verdi dedicata alla drammaturgia contemporanea come terreno vivo, necessario, capace di interrogare il presente senza semplificarlo.

Qui il teatro non offre risposte, ma apre spazi. Non giudica, ma accompagna. Non rappresenta il dolore: lo ascolta. Ed è forse questo il senso più profondo di Vorrei una voce: ricordare che il teatro può ancora essere luogo di trasformazione, di incontro, di fragile e condivisa umanità.

Aperitivo e informazioni utili

Alla serata si abbina una opportunità speciale: un aperitivo-degustazione riservato ai possessori di biglietti e abbonamenti, disponibile a prezzo agevolato prima o dopo lo spettacolo presso l’Osteria All’Ombra, in viale Martelli, a pochi passi dal Teatro.

Info e prevendite: Biglietteria del Teatro Verdi di Pordenone e online sul sito ufficiale del Teatro.

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