Villa Pace apre le porte al gran finale settembrino del Festival dei Tiepolo

A Tapogliano, domenica 27 settembre, visita guidata e focus su arte, storia d’impresa e tradizione friulana. Posti su prenotazione.

25 settembre 2026 10:06
Villa Pace apre le porte al gran finale settembrino del Festival dei Tiepolo -
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Tapogliano si ritaglia uno spazio centrale nel calendario culturale friulano con l’appuntamento di domenica 27 settembre 2026 a Villa Pace, scelto come ultimo incontro di settembre del Festival dei Tiepolo e del Settecento in Europa. L’iniziativa, prevista alle 18 nella dimora di via XXIV Maggio 1, unisce la visita agli ambienti storici a un percorso di lettura del patrimonio locale che guarda anche al lavoro, alla produzione e alla continuità delle imprese del territorio.

Per Prima Friuli, il valore dell’evento sta anche in questo intreccio: la villa non viene proposta soltanto come spazio artistico da osservare, ma come luogo che racconta la storia sociale ed economica del Friuli attraverso famiglie, attività e saperi tramandati nel tempo.

L’incontro rientra nel ciclo dedicato al tema della dimora storica intesa come realtà produttiva nel Settecento, all’interno della sesta edizione della rassegna curata dall’associazione Itineraria. Il programma generale del festival accompagna il pubblico da marzo a fine ottobre con tappe che mettono in relazione arte, musica, storia, enogastronomia e identità del territorio.

Una villa che racconta il Settecento friulano

La sede scelta per questa tappa conclusiva di settembre è una residenza nobiliare nata nella seconda metà del Seicento come soggiorno estivo della famiglia Pace, al centro dei possedimenti di famiglia. Nel corso del Settecento l’edificio cambiò volto in maniera significativa, fino ad assumere caratteri che ancora oggi ne definiscono l’immagine.

La trasformazione del 1751 introdusse infatti soluzioni legate al gusto viennese, tra cui i camini angolari e lo scalone interno, accostate a un impianto decorativo di matrice veneziana. Un insieme che restituisce bene la posizione del Friuli come terra di passaggio e di dialogo tra culture diverse.

All’interno della villa trovano spazio anche elementi artistici di particolare interesse: gli stucchi attribuiti a Francesco Re, la decorazione del soffitto di Giovanni Scajaro, in rapporto con la lezione tiepolesca, e gli affreschi attribuiti a Giuseppe Mattioni, allievo di Francesco Chiarottini, dedicati al viaggio nei Mari del Sud del capitano James Cook.

Non solo visita: il legame con le aziende friulane

La parte finale dell’appuntamento allargherà lo sguardo oltre la villa, mettendo al centro due esperienze imprenditoriali friulane. Da una parte l’Azienda Perusini di Corno di Rosazzo, realtà vitivinicola attiva dalla fine del Settecento e riconosciuta per una produzione di qualità; dall’altra Oro Caffè di Tavagnacco, impresa che ha sviluppato il proprio percorso tra sostenibilità, ricerca e cultura del caffè.

La scelta di queste due presenze rafforza il filo conduttore dell’intero ciclo: leggere le dimore storiche come luoghi abitati, ma anche come spazi in cui si costruivano economie familiari, si trasmettevano conoscenze e prendevano forma pratiche produttive destinate a durare nel tempo.

Tapogliano, il 27 settembre a Villa Pace l’ultimo incontro del Festival dei Tiepolo

In questa chiave, la tappa di Tapogliano assume un significato particolare per il pubblico friulano: osservare una residenza storica significa anche riscoprire il rapporto profondo tra patrimonio architettonico e capacità del territorio di generare cultura d’impresa.

Come partecipare all’incontro di Tapogliano

La partecipazione prevede il pagamento dell’ingresso alla dimora e richiede la prenotazione obbligatoria. Per adesioni e informazioni è disponibile il numero +39 347 2522221.

L’appuntamento di Villa Pace segna l’ultima fermata settembrina della rassegna prima dell’epilogo autunnale. Il Festival dei Tiepolo e del Settecento in Europa si chiuderà infatti il 29, 30 e 31 ottobre 2026 a Villa Manin di Passariano, con tre giornate dedicate al tricentenario della nascita di Ludovico Manin, ultimo doge di Venezia, nel quadro di un programma che metterà ancora una volta in relazione storia della Serenissima e patrimonio friulano.

Il progetto 2026 è sostenuto da Regione Friuli Venezia Giulia, Camera di Commercio di Pordenone Udine e Banca360 FVG. Per Tapogliano, intanto, l’incontro del 27 settembre rappresenta un’occasione concreta per riportare l’attenzione su una delle dimore storiche del territorio e sul suo ruolo nella memoria culturale friulana.

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