Viabilità regionale, nel 2026 oltre 31 milioni: al Friuli il grosso degli interventi tra ponti, barriere e nuovi collegamenti

Il piano per gli Edr assegna 31,593 milioni in regione. Udine e Pordenone concentrano la quota maggiore, con opere diffuse anche nel Goriziano e nel Triestino.

04 ottobre 2026 10:33
Viabilità regionale, nel 2026 oltre 31 milioni: al Friuli il grosso degli interventi tra ponti, barriere e nuovi collegamenti -
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La partita più consistente delle risorse 2026 per la viabilità regionale si giocherà soprattutto in Friuli, dove tra territorio udinese e pordenonese si concentra la parte principale dei fondi destinati a strade, ponti e opere di messa in sicurezza. Il quadro complessivo vale 31,593 milioni di euro e coinvolge i quattro Enti di decentramento regionale.

Nel dettaglio, la ripartizione assegna 13,229 milioni all’Edr di Pordenone, 10,9 milioni a quello di Udine, 6,48 milioni a Gorizia e 984 mila euro a Trieste. La linea seguita dal programma punta in larga misura alla tenuta della rete: infrastrutture da consolidare, attraversamenti da sistemare, muri di sostegno da ripristinare, gallerie e intersezioni da adeguare.

Udine e Pordenone assorbono la quota maggiore

Guardando al peso delle risorse, sono i due Edr friulani a raccogliere il pacchetto più ampio. Nell’area udinese sono programmati interventi su rotatorie, protezioni laterali, ponti e collegamenti viari, con una serie di cantieri distribuiti tra pianura, fascia collinare e montagna.

Tra le opere indicate per l’Edr di Udine ci sono la riorganizzazione delle rotatorie in corrispondenza del nuovo ponte sul Torre lungo la SR UD 50 a Chiopris-Viscone, l’installazione di reti e barriere paramassi sulla SR UD 45 della Val Cosizza a Drenchia e sulla SR UD 38 del Cornappo tra Nimis e Taipana, oltre al consolidamento del muro e alla correzione della curva in località Azzida, nel comune di San Pietro al Natisone, per 1,1 milioni di euro.

Nello stesso programma rientrano anche nuovi dispositivi di sicurezza lungo la SR UD 38 a Taipana per 800 mila euro, il consolidamento del ponte e del versante sulla SR UD 73 del Lumiei ad Ampezzo e quello del ponte sulla SR UD 76 della Val Raccolana a Chiusaforte, dove è prevista anche la realizzazione di un ponte provvisorio durante i lavori, per 1 milione di euro.

Completano il pacchetto udinese la manutenzione dei piani viabili in porfido sulla SR UD 86 a Ravascletto, la sistemazione del muro sulla SR UD 34 a Montenars, gli interventi sulla SR UD 38 nelle località Cavalicco e Adegliacco nel comune di Tavagnacco per 800 mila euro, il sottopasso ferroviario lungo la SR UD 98 di Bressa e nuove rotatorie tra Chiopris-Viscone, Buja e Codroipo. Tra le opere di maggior rilievo figura anche il collegamento tra la SS13 e la SR UD 60 bis a Pasian di Prato, finanziato con 3,86 milioni di euro, insieme alla messa in sicurezza della viabilità nel centro di Gonars per 640 mila euro.

Nel Pordenonese molti cantieri riguardano i ponti

La quota più alta in assoluto va però all’Edr di Pordenone, con poco più di 13,2 milioni di euro. Qui il piano mette al centro soprattutto le strutture sui corsi d’acqua e i tratti che richiedono manutenzioni straordinarie o rinforzi.

Tra gli interventi compare la sistemazione della SR PN 50 di Sacile nel tratto Camolli-Casut, nei territori di Sacile, Fontanafredda e Brugnera. A questa si aggiungono lavori distribuiti su numerose strade regionali: la SR PN 2 di Maraldi, la SR PN 6 del Sile, la SR PN 9 di Pasiano, la SR PN 22 della Val Cosa, la SR PN 26 della Val Colvera, la SR PN 34 di Lestans, la SR PN 36 di Arba, la SR PN 41 di Bagnarola, la SR PN 48 di Tremeacque, la SR PN 1 della Val d’Arzino, la SR PN 27 Vivarina, la stessa SR PN 50 di Sacile, la SR PN 55 di Pradis, la SR PN 57 di Campone, la SR PN 20 di Andreis e la SR PN 54 di Chievolis.

Le tipologie di intervento cambiano in base allo stato delle opere: in alcuni casi si parla di manutenzione straordinaria, in altri di rinforzi strutturali, fino ad arrivare dove necessario alla demolizione e ricostruzione. Il totale indicato per l’Edr pordenonese è di 13.228.952,57 euro.

Goriziano, attenzione a frane, ponti e viabilità commerciale

Per l’Edr di Gorizia il programma 2026 mette insieme 6,48 milioni di euro. Una parte importante riguarda il Collio e le strade che necessitano di consolidamenti dopo criticità legate ai versanti.

Tra gli interventi previsti figurano il ripristino e la messa in sicurezza della SRGO14 tra Cormons e Dolegna del Collio, con lavori sui dissesti franosi per 1,5 milioni di euro, e la sistemazione di ponti lungo la SRGO21 e ancora sulla SRGO14 nel territorio di Dolegna del Collio, per un valore complessivo di 2 milioni.

Nel programma compaiono inoltre opere sui ponti sullo Judrio, sul torrente Reca e in località Trussio, oltre ai lavori sul ponte di Terranova a San Canzian d'Isonzo e su quello sul Vipacco a Savogna d'Isonzo. Previsti anche 900 mila euro per manutenzioni puntuali su vari ponti, interventi sulla pavimentazione e lavori di sicurezza sulla SRGO25 nell’area Tiare-Ikea fra Romans d’Isonzo e Villesse per 450 mila euro, insieme alla sistemazione del muro di sostegno in località Sovenza, a San Floriano del Collio.

Trieste, risorse più contenute ma mirate

Il capitolo più ridotto è quello dell’Edr di Trieste, al quale vengono destinati 984 mila euro. Le opere previste si concentrano su alcuni punti specifici della rete.

È prevista un’integrazione ai lavori di ripristino del muro di sostegno lungo la SR TS 19 di Gropada per 250 mila euro.

Strade e ponti in Friuli Venezia Giulia, 31,6 milioni nel 2026 per gli Edr

Nel piano rientrano poi 234 mila euro per manutenzioni straordinarie sui ponti, sulla base delle analisi di livello 4 previste dalle linee guida ministeriali, e 500 mila euro per la volta della galleria Montedoro lungo la SR TS 37 nel comune di Muggia.

Nel complesso, il programma 2026 conferma una priorità chiara: mettere in sicurezza la rete regionale prima ancora di ampliarla. Per il Friuli significa una lunga serie di opere diffuse, dai collegamenti della pianura ai tratti più delicati delle vallate, con effetti attesi soprattutto sulla tenuta delle infrastrutture e sulla continuità della circolazione.

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