Valvasone, il Castello rilancia l’autunno culturale con la mostra dei Magri tra sacro e Menocchio

Dal 3 ottobre al 15 novembre il castello ospita “Fede ed eresia”: opere di Giancarlo e Alberto Magri, visite guidate e percorso tra arte contemporanea e memoria friulana.

30 settembre 2026 10:57
Valvasone, il Castello rilancia l’autunno culturale con la mostra dei Magri tra sacro e Menocchio -
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Il Castello di Valvasone si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti culturali dell’autunno friulano con “Fede ed eresia”, esposizione che mette in relazione i lavori di Giancarlo Magri e Alberto Magri. L’apertura al pubblico è fissata per sabato 3 ottobre 2026 alle 11.30, mentre la rassegna resterà visitabile fino al 15 novembre.

Per il borgo, l’iniziativa aggiunge un nuovo tassello al ruolo del castello come spazio vivo della proposta culturale regionale. Il percorso espositivo si sviluppa nella Cappella Gentilizia e in altri ambienti dedicati, intrecciando linguaggi contemporanei, riferimenti spirituali e richiami forti alla storia del Friuli.

La mostra è curata da Fulvio Dell'Agnese e propone al pubblico circa venti opere, comprese alcune novità, realizzate su tela, carta e pannelli lignei con tecniche miste. Accanto ai dipinti trovano posto anche disegni e una scultura in argilla dedicata a Domenico Scandella, il Menocchio del Cinquecento.

Valvasone, al Castello apre “Fede ed eresia”: in mostra Giancarlo e Alberto Magri

Un progetto che si lega al Festival di Musica Sacra

L’esposizione rientra nella XXXV edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra, che quest’anno sceglie proprio il tema “Fede ed eresia”. Il dialogo tra i due artisti diventa così una declinazione visiva di un percorso più ampio, capace di unire riflessione religiosa, ricerca artistica e identità territoriale.

Si tratta inoltre della 519ª mostra d’arte promossa dal Centro Iniziative Culturali di Pordenone insieme al Comune di Valvasone. Collaborano all’iniziativa anche Presenza e Cultura, Fondazione Concordia Sette, Casa Zanussi Centro Cultura Pordenone e Diocesi di Concordia-Pordenone, con il supporto di Rai Friuli Venezia Giulia e Rai Radio3 come media partner.

Il sostegno organizzativo ed economico arriva da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone, Fondazione Friuli e BCC Pordenonese Monsile.

Il confronto tra due sguardi della stessa famiglia

Il centro della mostra sta nel dialogo tra padre e figlio, costruito attorno a due temi che si sfiorano e si contrastano. Giancarlo Magri si muove nel campo del sacro, forte anche di una lunga esperienza nel restauro del patrimonio artistico friulano e veneto maturata in oltre cinquant’anni di attività. Alberto Magri, invece, concentra la sua ricerca sul versante dell’eresia e sulla figura di Menocchio.

Nel lavoro di Giancarlo Magri la figurazione resta uno strumento diretto, pensato per parlare alla collettività. Tra le opere segnalate figurano le due versioni dell’“Estasi di San Francesco” del 1987, dedicate al momento delle stigmate, ma anche la più recente “Basilica di San Pietro”, costruita attraverso interventi pittorici e raschiature che richiamano la superficie ferita di un affresco antico.

In esposizione compare anche il bozzetto per una delle vetrate absidali della chiesa di San Giorgio a Porcia, datato 1988, con una scansione formale che richiama l’universo visivo di Marc Chagall.

Menocchio, figura friulana che continua a interrogare il presente

La parte affidata ad Alberto Magri ruota invece attorno a Domenico Scandella, il mugnaio di Montereale arso sul rogo nel XVI secolo per le sue idee sull’origine del mondo. È un riferimento che parla in modo diretto al Friuli, perché riporta al centro una delle figure più emblematiche della storia culturale regionale.

Nei suoi disegni affiorano arbusti, mulini, campanili, colline e greti sassosi: un paesaggio che rimanda a una materia originaria e alla visione cosmologica associata a Menocchio. Il risultato è un immaginario che mette insieme territorio, memoria e libertà di pensiero.

Valvasone, al Castello apre “Fede ed eresia”: in mostra Giancarlo e Alberto Magri

La presenza di Menocchio rende la mostra particolarmente significativa anche per il pubblico friulano, perché riapre una riflessione su dissenso, coscienza individuale e rapporto tra autorità e parola libera. Temi storici, ma ancora attuali.

Visite guidate, date e accesso

Fino al 31 ottobre le visite guidate sono previste il giovedì alle 11.00, mentre venerdì, sabato e domenica gli ingressi accompagnati sono in programma alle 9.30, 11.00, 15.30 e 16.45.

Valvasone, al Castello apre “Fede ed eresia”: in mostra Giancarlo e Alberto Magri

Dall’1 al 15 novembre il giovedì l’orario si sposta alle 10.30; nei giorni di venerdì, sabato e domenica le visite saranno invece alle 9.30, 11.00, 15.00 e 16.00. Fuori da queste fasce l’accesso è possibile solo su prenotazione telefonica al numero 0434.898899.

L’ingresso è gratuito per i visitatori fino a 14 anni. La scelta della Cappella Gentilizia e degli altri ambienti del Castello di Valvasone conferma ancora una volta la vocazione del complesso a ospitare non soltanto la memoria del passato, ma anche percorsi espositivi capaci di parlare al presente del Friuli.

Valvasone, al Castello apre “Fede ed eresia”: in mostra Giancarlo e Alberto Magri

Nel presentare il progetto, il sindaco di Valvasone Arzene Fulvio Avoledo ha richiamato il legame dei due artisti con il patrimonio culturale friulano e il valore simbolico di Menocchio nella storia locale. Un passaggio che rafforza il senso di una mostra pensata non solo come evento artistico, ma come occasione di lettura del territorio attraverso le sue radici più profonde.

Valvasone, al Castello apre “Fede ed eresia”: in mostra Giancarlo e Alberto Magri

Per chi segue la vita culturale del Friuli, l’appuntamento di Valvasone si annuncia dunque come una proposta capace di unire qualità artistica, identità storica e centralità di uno dei luoghi più riconoscibili del territorio.

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