Valli del Natisone e del Torre, oltre 55 mila pernottamenti: l’estero traina la nuova fase del territorio

Nel 2025 l’area della Comunità di montagna cresce ancora: presenze a quota 55.548, con un aumento forte rispetto al 2024 e numeri ben sopra il 2019.

A cura di Web Team Web Team
08 ottobre 2026 15:46
Valli del Natisone e del Torre, oltre 55 mila pernottamenti: l’estero traina la nuova fase del territorio -
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Le Valli del Natisone e del Torre consolidano il loro percorso di crescita turistica e nel 2025 superano quota 55 mila presenze. Il dato complessivo registrato nel territorio della Comunità di montagna del Torre e del Natisone arriva a 55.548 pernottamenti, segnando un incremento del 26,7% sull’anno precedente e un balzo del 77,1% nel confronto con il 2019.

Per il Friuli orientale è un segnale rilevante, perché fotografa un’area che negli ultimi anni ha rafforzato la propria capacità di attrarre visitatori non solo per il paesaggio e i borghi, ma anche per un’offerta sempre più riconoscibile legata a prodotti tipici, eventi e iniziative diffuse.

Una crescita sostenuta da italiani e stranieri

Ad accompagnare l’aumento non c’è un solo mercato. Le presenze italiane nel 2025 sono state 24.049, con un progresso del 35,2% rispetto al 2024. Anche il fronte internazionale continua a dare un contributo importante: i visitatori dall’estero hanno totalizzato 31.499 presenze, in aumento del 21%.

Il dato straniero, oltre a crescere, resta maggioritario sul totale. È un elemento che conferma come le Valli stiano trovando spazio anche fuori dai confini regionali e nazionali, con una proposta che appare sempre più leggibile e competitiva.

Il confronto tra Regione e amministratori locali

I numeri sono stati richiamati dall’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini durante un incontro con il sindaco di San Leonardo e presidente della Comunità di montagna del Torre e del Natisone Antonio Comugnaro, con il sindaco di San Pietro al Natisone Cesare Pinatto e con il consigliere regionale Roberto Novelli. Al tavolo era presente anche Mauro Pierigh, presidente dell’associazione Sapori nelle Valli.

Dal confronto è emersa la lettura di un territorio che sta allargando la propria offerta e che comincia a raccogliere gli effetti del lavoro condiviso tra amministrazioni, Regione e operatori economici. Tra i fattori indicati come più incisivi c’è il richiamo dell’enogastronomia, sempre più centrale nelle scelte di chi programma un soggiorno.

Prodotti locali e identità come leva turistica

La direzione sembra chiara: chi viaggia cerca esperienze riconoscibili, legate ai luoghi e alle comunità. In questo quadro, sapori, produzioni del territorio e tradizioni locali diventano uno dei punti di forza delle Valli del Natisone e del Torre, considerate ancora ricche di margini di sviluppo.

Il tema non riguarda solo la promozione in senso stretto, ma la costruzione di un’identità turistica. L’idea che emerge è quella di un’area capace di presentarsi in modo unitario, mettendo insieme accoglienza, cultura locale, iniziative di valle e qualità delle produzioni.

Il lavoro costruito da Sapori nelle Valli

In questo percorso trova spazio anche l’attività di Sapori nelle Valli, associazione che riunisce circa venti aziende locali e segue la commercializzazione delle loro produzioni. Il suo ruolo è quello di dare maggiore visibilità alle eccellenze del comprensorio e di coordinare una promozione più compatta delle tipicità enogastronomiche.

Da dieci anni l’associazione organizza a San Pietro al Natisone l’omonima mostra mercato, appuntamento ormai stabile nel calendario locale. Attorno a questa esperienza si è consolidato un sistema di iniziative che punta a valorizzare il territorio in modo continuativo, non solo in occasione dei singoli eventi.

Eventi e rete territoriale nella strategia di sviluppo

Nelle stesse valli hanno trovato spazio, negli ultimi mesi, anche proposte culturali e turistiche come Home Altana Festival, accanto ad attività collegate allo sport e alla vita del territorio, fra cui le Vallimpiadi Ueb a San Pietro al Natisone. Segnali diversi, ma coerenti con una strategia che punta a moltiplicare le occasioni di visita.

Il quadro tracciato nell’incontro racconta quindi un’area del Friuli che sta rafforzando la propria vocazione turistica ed economica. La continuità degli eventi, la rete costruita attorno alle produzioni tipiche e il sostegno istituzionale stanno contribuendo a dare alle Valli del Natisone e del Torre un profilo sempre più definito nel panorama regionale.

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