Vajont, dal ricordo una richiesta al Friuli Venezia Giulia: più prevenzione sul territorio
Nel 61° anniversario del disastro, Caterina Conti collega la memoria delle vittime alla necessità di rafforzare difesa del suolo e sicurezza ambientale in regione.
La memoria del Vajont, per il Friuli Venezia Giulia, non riguarda soltanto una delle pagine più dolorose del Novecento. Nel giorno dell’anniversario, il richiamo torna a essere anche una questione molto concreta: protezione del territorio, prevenzione e responsabilità pubblica.
È questo il senso dell’intervento diffuso da Caterina Conti, segretaria regionale del Partito democratico Fvg, che lega il ricordo delle quasi duemila persone morte nel disastro del 9 ottobre 1963 alla necessità di agire contro il dissesto idrogeologico.
Un anniversario che parla anche al presente
Nel suo messaggio, Conti sottolinea che il ricordo delle vittime non può esaurirsi in una cerimonia o in una ricorrenza simbolica. L’anniversario, nella sua lettura, deve diventare una spinta a tradurre la memoria in scelte amministrative e politiche capaci di ridurre i rischi per chi vive in regione.
Il riferimento è alla tragedia che travolse Longarone, Erto, Casso e altri centri vicini nella notte del 9 ottobre 1963. Un evento che, ancora oggi, resta un punto fermo nel dibattito sul rapporto tra opere, ambiente e sicurezza delle comunità.
Il richiamo al Friuli Venezia Giulia
La segretaria dem indica come priorità la tutela del suolo e la messa in sicurezza del territorio regionale, chiedendo di utilizzare gli strumenti istituzionali e normativi disponibili. L’obiettivo, nelle sue parole, è evitare che fragilità ambientali, incuria o decisioni sbagliate possano aprire la strada a nuove emergenze.
Per Conti, il Friuli Venezia Giulia deve leggere il Vajont non come un fatto confinato al passato, ma come un avvertimento ancora valido. La richiesta è quella di rafforzare una linea di prevenzione stabile, capace di intervenire prima che i problemi si trasformino in tragedie.
Incendi e alluvioni come segnali da non ignorare
Nell’intervento trova spazio anche un collegamento con quanto accaduto negli ultimi mesi. Incendi e alluvioni vengono indicati come episodi che mostrano quanto il territorio resti esposto e quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione.
Da qui l’idea che la difesa dell’ambiente non sia un tema astratto, ma una scelta che incide direttamente sulla sicurezza delle persone. La prevenzione, in questo quadro, viene presentata come il passaggio indispensabile per limitare danni e conseguenze.
La diga come simbolo e monito
Nelle parole della segretaria del Pd Fvg, la diga del Vajont continua a rappresentare un monito severo contro la cecità delle istituzioni e contro una visione in cui il profitto prevale sul rispetto della natura e dell’incolumità pubblica.
Il messaggio politico che accompagna la ricorrenza parte proprio da qui: il ricordo delle vittime, secondo Conti, deve tradursi in un impegno concreto per una gestione più attenta del territorio regionale. Non solo commemorazione, dunque, ma una richiesta esplicita di scelte capaci di rendere il Friuli Venezia Giulia più sicuro.