Urbanistica Fvg, in Aula entrano correzioni su Comuni, ciclabili e tutela del suolo

Nel confronto sul ddl 90 la consigliera regionale Giulia Massolino segnala gli interventi accolti: dai tempi per i municipi alla mobilità sostenibile.

A cura di Web Team Web Team
02 ottobre 2026 13:19
Urbanistica Fvg, in Aula entrano correzioni su Comuni, ciclabili e tutela del suolo -
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Per i Comuni friulani uno dei nodi più concreti della riforma del governo del territorio riguarda le scadenze e gli strumenti con cui dovranno adeguarsi. È su questo terreno che, nel passaggio in Consiglio regionale del ddl 90, la consigliera Giulia Massolino indica alcuni cambiamenti ottenuti durante il confronto politico e tecnico.

Il punto fatto il 2 ottobre 2026 dall’esponente di Patto per l’Autonomia - Civica FVG richiama un lavoro costruito tra Commissione e Aula, con oltre 50 emendamenti presentati e il contributo di associazioni e soggetti interessati. Una parte delle proposte, spiega, è confluita direttamente nel testo della riforma; altre hanno trovato spazio in ordini del giorno accolti dalla Giunta.

Il provvedimento, arrivato in questi giorni all’esame dell’Assemblea regionale, tocca aspetti che hanno ricadute dirette anche sul territorio friulano: pianificazione locale, mobilità, rapporto tra infrastrutture e centri abitati, oltre alla gestione del suolo.

Scadenze più chiare per gli enti locali

Tra i risultati rivendicati da Massolino c’è la definizione del calendario attuativo. Il regolamento previsto dalla riforma dovrà essere approvato dalla Giunta entro 180 giorni.

Non solo: il tempo a disposizione dei Comuni per aggiornare i propri strumenti urbanistici partirà dalla pubblicazione di quel regolamento e non dall’entrata in vigore della legge. Secondo la consigliera, questo passaggio evita di mettere le amministrazioni davanti a obblighi immediati senza un quadro operativo già definito.

Un altro aspetto istituzionale riguarda i tavoli di pianificazione sovracomunale. Gli indirizzi strategici con cui i Comuni vi prenderanno parte dovranno essere approvati prima dai Consigli comunali, rafforzando quindi il ruolo delle assemblee elettive nelle scelte di area vasta.

Suolo e rigenerazione: cambia il perimetro degli interventi

Sul piano urbanistico, uno dei temi messi in evidenza è quello del consumo di suolo. L’emendamento accolto, riferisce Massolino, amplia il significato di rigenerazione urbana: non soltanto recupero o sostituzione dell’esistente, ma anche interventi di de-impermeabilizzazione e rinaturalizzazione in aree già compromesse.

Nel quadro richiamato dalla consigliera trovano spazio anche le infrastrutture verdi e una maggiore attenzione alla qualità dello spazio pubblico, elementi che incidono sul modo in cui i territori potranno essere ripensati nei prossimi anni.

Mobilità sostenibile e logistica fuori dai quartieri

Tra le modifiche segnalate compare poi l’inserimento della mobilità sostenibile tra gli obiettivi della pianificazione. Nelle dotazioni urbanistiche vengono incluse anche velostazioni e infrastrutture legate alla ciclabilità, con un’impostazione che guarda alle nuove esigenze di spostamento.

Su questo versante si collega anche un ordine del giorno accolto dalla Giunta: l’indicazione è di orientare il futuro regolamento verso limiti massimi ai parcheggi per auto private e, allo stesso tempo, verso soglie minime per la sosta sicura delle biciclette. Il riferimento, nel ragionamento illustrato da Massolino, è alla direttiva europea prevista da gennaio 2027.

Un altro capitolo tocca la viabilità legata ai porti e alle aree retroportuali. L’ordine del giorno accolto punta a una rete dedicata, sia stradale sia ferroviaria, per evitare che il traffico pesante finisca sulle strade ordinarie e nei contesti residenziali. Nello stesso disegno rientrano anche le aree buffer e logistiche, che dovranno essere connesse a questa rete separata.

I temi rimasti fuori dal recepimento

Nel bilancio politico della consigliera non mancano le questioni che, a suo giudizio, restano aperte. Tra queste cita il tema della partecipazione, che secondo la sua valutazione dovrebbe pesare di più quando gli interventi incidono direttamente sulla vita delle comunità locali.

Massolino richiama inoltre le proprietà collettive e i GECT tra gli aspetti che non avrebbero trovato un approdo soddisfacente nel testo. La fase decisiva, osserva, si giocherà ora nella scrittura del regolamento attuativo e nella sua applicazione concreta da parte della Regione insieme ai Comuni.

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