Urbanistica Fvg, il Pd boccia la riforma: Fasiolo chiede chiarezza su Province e area vasta
La consigliera regionale critica il ddl 90 per tempi e assetto istituzionale, ma rivendica i correttivi accolti su suolo, rischi idrogeologici e confini transfrontalieri.
Nel riassetto del governo del territorio approvato in Consiglio regionale, per il Partito democratico resta aperta una questione di fondo: chi farà davvero cosa, soprattutto con il ritorno delle Province. È su questo punto che la consigliera regionale Laura Fasiolo motiva la scelta di votare contro il ddl 90, pur riconoscendo alcune modifiche inserite durante l'esame del testo.
La valutazione politica, nella lettura dell'esponente dem, resta negativa soprattutto per i dubbi applicativi che la nuova norma si porterebbe dietro. Fasiolo sostiene che il provvedimento introduca elementi di aggiornamento e una maggiore elasticità rispetto al quadro precedente, ma giudica ancora poco definito il disegno complessivo che dovrà poi tradursi nell'attività concreta di Comuni e organismi sovracomunali.
Il punto più discusso: il ruolo delle future Province
Al centro delle obiezioni c'è il ritorno dell'ente intermedio, considerato ancora privo di contorni netti per quanto riguarda competenze, funzioni e organizzazione. Secondo Fasiolo, senza una definizione più precisa rischia di crearsi un sistema difficile da far funzionare nella pratica amministrativa.
Il nodo riguarda anche il rapporto con i 12 Sistemi territoriali locali, chiamati dalla riforma a svolgere compiti di pianificazione e copianificazione su scala sovracomunale. Per la consigliera, proprio l'intreccio tra questi livelli istituzionali avrebbe richiesto un percorso più graduale e tempi di preparazione più ampi.
Il confronto politico, del resto, non si limita a un tema tecnico. Dentro la riforma entrano scelte che toccano mobilità, infrastrutture, trasporto pubblico, gestione del suolo e tutela ambientale, con effetti destinati a ricadere direttamente sui territori del Friuli Venezia Giulia.
La partita di Gorizia nel nuovo assetto
Tra i passaggi che Fasiolo considera con interesse c'è quello che riguarda Gorizia. In questo caso, osserva, il perimetro della Provincia potrebbe coincidere con quello del Sistema territoriale locale, aprendo così uno scenario di pianificazione di area vasta più leggibile rispetto ad altre zone della regione.
Per la consigliera, un'impostazione di questo tipo potrebbe incidere su dossier concreti, dai collegamenti al trasporto pubblico, fino al contenimento del consumo di suolo e alla protezione dell'ambiente. Resta però, nella sua analisi, una domanda ancora irrisolta: che cosa si intenda esattamente per area vasta e dove finiscano le competenze dei diversi soggetti coinvolti.
I correttivi accolti durante l'esame del testo
Pur nel quadro di un voto contrario, Fasiolo segnala alcuni risultati ottenuti in Aula. Tra questi cita l'accoglimento di emendamenti a sua prima firma sulla copianificazione transfrontaliera tra Stati e Regioni confinanti, sia sul piano comunale sia su quello sovracomunale.
La consigliera indica inoltre come positivi gli interventi inseriti sul contenimento del consumo di suolo e sulla prevenzione di frane e allagamenti. Si tratta, nella sua lettura, di aspetti che rafforzano il testo su temi molto concreti per amministrazioni e comunità locali.
Nel testo anche il tema delle isole di calore
Tra gli elementi approvati compare anche un ordine del giorno che impegna a valutare, nel futuro regolamento attuativo, la mappatura delle isole di calore all'interno degli strumenti urbanistici comunali e di area vasta.
La posizione finale di Fasiolo resta quindi di netta contrarietà alla riforma nel suo impianto generale. Allo stesso tempo, la consigliera rivendica che alcune proposte del gruppo dem abbiano trovato spazio nel provvedimento, soprattutto sui capitoli legati alla cooperazione transfrontaliera, alla riduzione del consumo di suolo e alla prevenzione dei rischi idrogeologici.
Per il dibattito regionale non sembra comunque una partita chiusa: il vero banco di prova sarà l'attuazione della legge e la capacità di chiarire, senza sovrapposizioni, il ruolo di Province, Sistemi territoriali locali e Comuni.