Udinese sempre più su: ecco perché puntare su Runjaić
Udinese in crescita con Runjaić: risultati, identità tattica e continuità alimentano il sogno di un ritorno in Europa
Senza troppi proclami, l'Udinese si è ritagliata un posto sempre più solido nella metà nobile della classifica. Merito di un lavoro paziente, cominciato nell'estate del 2024 con l'arrivo in panchina di KostaRunjaić, allenatore tedesco di origini croate che ha saputo dare ai friulani un'identità precisa. Poche chiacchiere, tanto lavoro sul campo e una crescita che si misura nei numeri più che negli slogan. E i risultati, stagione dopo stagione, gli stanno dando ragione.
Due stagioni in crescendo
Il primo anno di Runjaić era stato di rodaggio.Alla quarta giornata i bianconeri avevano perfino agganciato la vetta della classifica, cosa che non accadeva da tredici anni, salvo poi accontentarsi di un dodicesimo posto finale a causa di un lungo calo dopo la salvezza raggiunta con 44 punti conquistati in 38 gare, frutto di 12 vittorie, 8 pareggi e 18 sconfitte. Un'annata di alti e bassi, insomma, ma con lampi che lasciavano intravedere le potenzialità del gruppo.
Nel campionato successivo, invece, è arrivato il salto di qualità. Nonostante le partenze pesanti di elementi-cardine come Thauvin e Lucca, l'Udinese ha chiuso a un inaspettato decimo posto con 50 punti, quota che ai friulani mancava da oltre un decennio, conquistati grazie a 14 successi, 8 pareggi a fronte di 16 sconfitte. A trascinare la squadra ci hanno pensato uomini come Davis, Zaniolo e Arthur Atta, quest’ultimo al centro dei desideri di mezza Serie A, con la Fiorentina che l’ha spuntata acquisendone il cartellino.E con la squadra che ha lasciato prestazioni particolarmente brillanti proprio contro le più forti, considerando le vittorie di prestigio a San Siro contro Inter e Milan, e sul campo amico ai danni di Roma, Napoli e Atalanta. Un rendimento da grande contro le grandi, che è poi il marchio delle squadre in salute.
Il valore di un tecnico ricercato
Sono questi numeri e prestazioni che non passano inosservati. L'ottimo lavoro di Runjaić ha infatti attirato l'interesse di diversi club, anche dall'estero, segno che a Udine è stato costruito qualcosa di concreto. Il tecnico, però, è rimasto al suo posto, pronto a proseguire un percorso che ha nella continuità il suo punto di forza.
La sua Udinese è una squadra tosta, organizzata, capace di soffrire quando serve e di ripartire con verticalità: proprio quel tipo di solidità che, nel tempo, fa la differenza tra una comparsa e una realtà del campionato.Runjaic chiede ai suoi coraggio e organizzazione, partendo con una costruzione dal basso, con i difensori centrali che impostano l'azione con calma, cercando linee di passaggio pulite, ma sfruttando anche l’ampiezza del campo. Il tecnico vuole che gli esterni di centrocampo allarghino il campo per creare spazi al centro. E poi non transige sull’aggressività senza palla, punto fondamentale per il gioco del croato poiché la squadra deve sempre recuperareil possesso il più velocemente possibile pressando gli avversari. In una piazza abituata da anni a vendere i propri gioielli per poi ricostruire, riuscire comunque a migliorare i piazzamenti è un merito che va tutto ascritto al lavoro dello staff e alla bontà di un progetto che non insegue scorciatoie.
Il sogno Europa e i piedi per terra
Il sogno dei friulani rimane chiaramente quello del ritorno in Europa. Bisogna essere onesti: le solite big appaiono al momento irraggiungibili, come dimostrano le quote Scudetto e le previsioni dei vari addetti ai lavori. I bianconeri dovranno muoversi un passo alla volta, continuando sulla scia attuale, senza bruciare le tappe. Il rischio, in questi casi, è sempre quello di pretendere troppo e troppo presto, mentre la forza dell'Udinese sta proprio nel sapere aspettare. Ma la direzione, quella, sembra ormai tracciata.
In fondo, la storia recente racconta di una società che ha saputo scegliere bene e avere pazienza, due qualità non così scontate nel calcio di oggi. Puntare su Runjaić si sta rivelando una mossa lungimirante: niente rivoluzioni, niente fughe in avanti, solo un miglioramento costante che avvicina l'Udinese ai propri obiettivi. In un calcio che spesso cambia allenatore alla prima difficoltà, la scelta di dare fiducia e tempo appare quasi controcorrente, eppure è proprio questa la ricetta che sta portando i suoi frutti. E se il ritmo sarà questo, il traguardo europeo potrebbe smettere presto di essere soltanto un sogno da coltivare in silenzio.