Udine, verifiche nei luoghi di lavoro: quattro stop per motivi di sicurezza e una sospensione per lavoro nero
Ispezioni tra città e provincia in parrucchieri, pizzeria, centro massaggi e servizi per l’agricoltura: multe complessive oltre i 140mila euro.
Il dato più pesante emerso dalle ultime verifiche nel territorio udinese è quello delle sospensioni: quattro attività sono state fermate per violazioni legate alla tutela dei lavoratori, mentre un’altra azienda è stata bloccata per l’impiego irregolare di personale. Il bilancio complessivo supera i 140mila euro tra sanzioni e ammende.
L’operazione ha riguardato diversi comparti presenti tra Udine e provincia, con controlli concentrati su pubblici esercizi, servizi alla persona e attività collegate all’agricoltura. A occuparsene è stato il Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri di Udine, affiancato dai militari delle Compagnie di Udine, Palmanova e Cividale del Friuli.
Nel mirino sono finite otto realtà risultate irregolari: cinque saloni di parrucchieri, una pizzeria, un centro massaggi e un’azienda di supporto al settore agricolo. Le contestazioni hanno toccato più fronti: formazione assente o incompleta, carenze nella gestione delle emergenze, documentazione obbligatoria non predisposta e omissioni sul piano sanitario.
Le irregolarità riscontrate tra città e provincia
Tra gli elementi emersi durante le ispezioni figurano l’assenza del documento di valutazione dei rischi, la mancata designazione di figure previste dalla normativa, la formazione non effettuata per i dipendenti, l’omissione della sorveglianza sanitaria e carenze nelle dotazioni essenziali per il primo intervento.
In due aziende sono stati inoltre individuati due lavoratori non regolarmente assunti. Uno dei casi ha riguardato un esercizio di parrucchieri, dove la presenza di personale in nero è stata rilevata su un organico molto ridotto. L’altro episodio ha interessato una ditta di servizi di supporto all’agricoltura.
I casi più rilevanti a Udine
Nel capoluogo friulano una parruccheria ha ricevuto contestazioni per oltre 25mila euro: tra le mancanze segnalate, l’addetto incaricato per l’antincendio non era stato formato, i lavoratori non avevano ricevuto la preparazione prevista e non risultava nominato il responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Per questa attività è scattata anche la sospensione.
Sempre a Udine un centro massaggi è stato sanzionato per circa 20mila euro. Le verifiche hanno fatto emergere la mancata nomina del medico competente, l’assenza delle visite di idoneità alla mansione per i dipendenti e la carente formazione sulla sicurezza.
Tra i provvedimenti più significativi c’è anche quello che ha colpito una pizzeria della città, con sanzioni superiori ai 20mila euro. In questo caso sono state rilevate la mancata formazione dei lavoratori, l’assenza della cassetta di primo soccorso e la mancata predisposizione del documento di valutazione dei rischi. Anche qui è stato disposto lo stop dell’attività.
Parrucchieri e azienda agricola tra le attività sanzionate
Altri saloni udinesi sono finiti al centro dei controlli con importi differenti. Un’attività di parrucchiere per uomo è stata sanzionata per circa 10mila euro per la mancata formazione dei lavoratori. Un’altra parruccheria ha ricevuto contestazioni per oltre 25mila euro per carenze nella formazione antincendio, mancata preparazione del personale e assenza di dispositivi antincendio. Un ulteriore esercizio, sempre in città, è stato sanzionato per oltre 10mila euro per la mancata redazione del documento di valutazione dei rischi; in questo caso è stata disposta la sospensione sia per violazioni della sicurezza sia per lavoro nero.
Fuori Udine, l’azienda di servizi di supporto all’agricoltura con sede a San Giovanni al Natisone e operativa nel territorio di Buttrio ha ricevuto sanzioni per circa 30mila euro. Le irregolarità contestate riguardano visite mediche non effettuate, formazione assente, mancata individuazione dell’addetto alle emergenze e assenza della cassetta di primo soccorso. Nella stessa impresa è stato trovato un lavoratore in nero su sei addetti, circostanza che ha portato alla sospensione dell’attività.
Le verifiche, spiegano i dati dell’operazione, sono state indirizzate sulla base di analisi informative e incrocio di elementi raccolti sul territorio. Il quadro che emerge nel Friuli orientale conferma l’attenzione degli ispettori soprattutto nei comparti dove il rispetto delle regole sulla sicurezza e sulla regolarità del lavoro resta un punto critico.