Udine, truffa all’anziano sventata fuori casa: recuperati gioielli per 10mila euro
Un 92enne era stato convinto al telefono da un falso carabiniere a consegnare i preziosi. Un 42enne è stato fermato dai militari mentre cercava di allontanarsi.
Si è chiuso con il recupero immediato di anelli e collane in oro il raggiro messo in scena a Udine ai danni di un uomo di 92 anni. I preziosi, per un valore stimato attorno ai 10mila euro, erano appena stati ritirati da un uomo arrivato alla porta dell’anziano dopo una telefonata ingannevole.
A fermarlo, secondo quanto reso noto dai Carabinieri, sono stati i militari della Sezione operativa della Compagnia di Udine, che hanno bloccato un 42enne di origine campana non appena ha lasciato l’abitazione. L’uomo è stato arrestato, allo stato delle indagini, con l’accusa di furto.
Il ritiro dei gioielli dopo la chiamata
Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di venerdì nel capoluogo friulano. Tutto sarebbe partito da una telefonata ricevuta dal 92enne: dall’altra parte della linea, un uomo si sarebbe qualificato come appartenente all’Arma.
Con il pretesto di una presunta indagine su una rapina, il sedicente militare avrebbe detto all’anziano di radunare denaro e oggetti in oro presenti in casa, spiegando che sarebbero serviti per un controllo. Poco dopo, alla porta si è presentata un’altra persona per prendere quanto preparato.
Il fermo all’esterno dell’abitazione
La consegna, però, non ha avuto l’esito previsto da chi aveva organizzato il piano. Una volta uscito dall’abitazione con i preziosi, il 42enne è stato intercettato dai veri Carabinieri, che gli hanno impedito di allontanarsi.
Il controllo ha permesso di recuperare subito tutta la refurtiva: si tratta di anelli e collane in oro che sono stati restituiti al proprietario. Per il pensionato, quindi, non ci sono state conseguenze patrimoniali nonostante il tentativo di raggiro fosse arrivato fino al ritiro dei beni.
L’uomo portato nel carcere di Udine
Dopo l’arresto, il 42enne è stato accompagnato nella Casa circondariale di Udine, dove si trova a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Resta ora da chiarire l’intera catena dei contatti che ha preceduto l’episodio.
Gli investigatori stanno infatti ricostruendo i passaggi della vicenda, a partire da chi avrebbe effettuato la telefonata al 92enne. L’obiettivo è verificare se nell’azione possano essere coinvolte altre persone.
Il richiamo alla prudenza anche in Friuli
Il caso riporta l’attenzione su una modalità di truffa che continua a colpire soprattutto le persone anziane. Le forze dell’ordine ricordano che nessun appartenente a Carabinieri, Polizia o altri enti chiede di consegnare in casa soldi, gioielli o valori per controlli o verifiche.
Quando arriva una chiamata sospetta, il consiglio è interrompere subito la conversazione e contattare direttamente il 112, senza seguire indicazioni fornite da chi telefona. Può essere utile anche avvisare familiari o vicini prima di aprire a sconosciuti, perché i raggiri possono partire sia da una telefonata sia da messaggi inviati sul cellulare.
Il provvedimento è stato adottato d’iniziativa dai Carabinieri. Vale in ogni caso il principio di presunzione di innocenza: l’eventuale responsabilità dell’indagato potrà essere accertata solo con una decisione definitiva dell’autorità giudiziaria.