Udine recupera l’ex scuola di via di Toppo dopo 30 anni: diventerà la nuova sede del CPIA | VIDEO

Udine recupera l’ex scuola di via di Toppo: diventerà la nuova sede del CPIA dedicata all’istruzione degli adulti.

09 marzo 2026 16:45
Udine recupera l’ex scuola di via di Toppo dopo 30 anni: diventerà la nuova sede del CPIA | VIDEO -
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UDINE - Si è svolto oggi a Udine il sopralluogo presso l’ex scuola di via di Toppo, storico edificio progettato da Provino Valle e chiuso da oltre trent’anni, che l’Amministrazione comunale ha scelto di recuperare e riqualificare per destinarlo a una nuova funzione pubblica: ospitare la sede del CPIA, il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti.

Al sopralluogo hanno preso parte l’assessore all’Istruzione Federico Pirone, i tecnici comunali coinvolti nell’intervento, l’impresa costruttrice, gli studi di ingegneria e architettura incaricati della progettazione e della direzione dei lavori. L’incontro ha consentito di fare il punto sull’avanzamento del cantiere e sullo stato di un’opera strategica, che unisce il recupero di un immobile di valore storico e architettonico alla realizzazione di uno spazio dedicato alla formazione permanente degli adulti.

Un edificio che attraversa un secolo di storia

Quella di via di Toppo non è una scuola qualsiasi, ma un edificio che attraversa un secolo di storia urbana e architettonica udinese. Il suo progetto prende forma tra il 1921 e il 1923 dalla matita di Provino Valle, in una fase di ripensamento e ampliamento del complesso Toppo Wassermann. L’architetto immagina dapprima un impianto più semplice, poi rielabora il disegno dando vita a un manufatto più ricco, articolato e rappresentativo, capace di unire funzione scolastica, servizi e spazi per il personale. Ne nasce un edificio complesso ma elegante, costruito su più livelli e modellato anche sul dislivello naturale dell’area, con una facciata pensata per dare prestigio e riconoscibilità alla nuova scuola. I lavori prendono avvio il 25 gennaio 1923 e procedono rapidamente: già il 16 ottobre dello stesso anno, a cantiere quasi concluso, le nuove aule accolgono i primi 81 alunni. Da allora l’edificio entra nella vita educativa della città, diventando parte del paesaggio e della memoria di Udine. Oggi, a distanza di oltre un secolo dalla sua nascita e dopo più di trent’anni di chiusura, questo palazzo torna a vivere conservando la propria identità originaria e aprendosi a una nuova stagione pubblica.

L’avanzamento dei lavori

I lavori sono iniziati nel settembre 2024 e la conclusione del cantiere è prevista indicativamente per la fine di maggio. Attualmente operano nel cantiere in media una ventina di persone al giorno. In una prima fase l’intervento ha riguardato soprattutto le parti interne e strutturali dell’edificio; successivamente i lavori si sono concentrati anche sull’esterno e sulle facciate. A questo punto restano da completare alcune finiture interne e parte delle pavimentazioni.

Spazi e caratteristiche della nuova sede

L’immobile si sviluppa su tre piani più sottotetto, per una superficie complessiva di circa 1.200 metri quadrati. Gli spazi ospiteranno 9 aule, un’aula docenti e ulteriori locali destinati ai servizi, alla dirigenza e alle attività di supporto. L’impresa esecutrice è la Mazzale di Sedegliano.

La nuova sede del CPIA sarà organizzata in modo da coniugare funzionalità, qualità degli spazi e rispetto dell’identità storica dell’edificio. Al piano terra troveranno posto l’ingresso principale con doppia hall, la direzione, la segreteria, l’aula insegnanti e i servizi, mentre i tre piani superiori ospiteranno complessivamente nove aule didattiche, distribuite tre per livello, servite da corridoi, ascensore, scala principale e ampi spazi di relazione destinati anche alla pausa e alla socialità. Il progetto prevede inoltre il riordino delle aree esterne, con cortile, zone verdi di pertinenza e una nuova scala di sicurezza esterna indipendente dal corpo storico.

Sotto il profilo tecnico, l’intervento garantirà un importante miglioramento strutturale e sismico, il rinforzo dei solai e delle murature, la piena sicurezza antincendio e nuovi impianti ad alta efficienza, con riscaldamento a pavimento alimentato da pompa di calore, ventilazione meccanica controllata con recupero di calore e monitoraggio della qualità dell’aria. Anche l’impianto elettrico sarà completamente rinnovato, con illuminazione a LED, rete dati diffusa e sistemi intelligenti per la gestione dei consumi, in un edificio che saprà unire comfort, sostenibilità, sicurezza e valorizzazione del patrimonio architettonico.

Una sede dedicata per il CPIA

La nuova sede rappresenta un passaggio importante anche per la storia recente del CPIA a Udine. Nel tempo il Centro ha trovato collocazione prima alla scuola Valussi di via Petrarca, poi in via Diaz, in condivisione con l’Uccellis. Con il recupero dell’ex scuola di via di Toppo, il CPIA potrà finalmente contare su una sede dedicata, adeguata alla sua funzione di scuola statale autonoma. Una scelta effettuata dalla Giunta ancora nel novembre 2024. Il dirigente scolastico del CPIA di Udine è il prof. Adriano Degiglio. I CPIA sono scuole statali autonome istituite dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e rappresentano un presidio fondamentale per la formazione permanente di adulti e giovani, italiani e stranieri. Si rivolgono a persone che desiderano conseguire il titolo conclusivo del primo ciclo di istruzione, acquisire competenze di base, rafforzare le competenze digitali, apprendere la lingua italiana o intraprendere percorsi di aggiornamento e riqualificazione in relazione al mondo del lavoro. Offrono percorsi di alfabetizzazione per stranieri, corsi per il conseguimento del diploma di scuola secondaria di primo grado, percorsi per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e ulteriori opportunità di formazione continua.

Una scelta di inclusione e cittadinanza

La scelta dell’Amministrazione comunale di investire in una sede stabile e qualificata per il CPIA si inserisce in una visione precisa: considerare la scuola come luogo di istruzione, cioè come strumento essenziale di inclusione, cittadinanza e crescita sociale. In una città come Udine, caratterizzata da una popolazione sempre più anziana ma anche sempre più eterogenea, il ruolo dell’istruzione degli adulti diventa infatti centrale per assicurare un sapere di base e un titolo e per accompagnare i percorsi di integrazione, favorire l’inserimento lavorativo, sostenere la riqualificazione delle competenze e offrire nuove opportunità a chi è rimasto fuori dai percorsi scolastici tradizionali.

 “Questa amministrazione ritiene giusto che il CPIA abbia finalmente una sede esclusiva e adeguata, anche in relazione al ruolo sempre più importante che ha e avrà nella nostra società”, dichiara l’assessore all’Istruzione Federico Pirone. “Scegliere il CPIA significa anche investire nell’inclusione, nella formazione permanente e nella cittadinanza attiva, offrendo opportunità a chi vuole completare il proprio percorso di istruzione, acquisire competenze di base e digitali, imparare l’italiano e altre lingue, rafforzare le proprie possibilità di inserimento e riqualificazione nel mondo del lavoro. La nostra comunità è da anni alle prese con la doppia sfida della longevità e della convivenza con persone di origine straniera, anche per ciò che esse rappresentano nel mondo del lavoro: questa amministrazione vuole operare senza fanatismi o ipocrisie ma con progettualità di lungo respiro che garantiscano prima di tutto la dignità delle persone. La scuola per adulti rappresenta un presidio essenziale di integrazione, autonomia ed emancipazione, a partire dalle donne, e una leva decisiva per costruire coesione sociale e nuove opportunità

“Come Amministrazione consideriamo l’edilizia scolastica una priorità assoluta: intervenire sulle scuole significa investire sul futuro e sulla sicurezza della nostra comunità,” dichiara l’Assessore ai Lavori Pubblici Ivano Marchiol. “Con il cantiere di via di Toppo restituiamo a Udine un edificio di straordinario pregio architettonico, unendo la valorizzazione dell'opera di Provino Valle alla piena funzionalità richiesta da chi vivrà questi ambienti ogni giorno. Il recupero di un immobile storico di queste dimensioni ha un riflesso immediato sull’intero quartiere, che ritrova un nuovo centro di vitalità. Riconsegniamo alla città un luogo sicuro e all'avanguardia, che onora la sua vocazione originaria ospitando un servizio pubblico fondamentale.”

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