Udine, più controlli nell’area di via Sabbadini: il Comune annuncia 15 nuove telecamere

Dopo il confronto con gli abitanti, Palazzo D’Aronco accelera su videosorveglianza e rilancia la richiesta di fondi per l’ex Macello.

09 ottobre 2026 17:47
Udine, più controlli nell’area di via Sabbadini: il Comune annuncia 15 nuove telecamere -
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Nel quadrante di via Sabbadini il prossimo intervento concreto sarà l’ampliamento della videosorveglianza. Il Comune di Udine ha annunciato l’installazione di circa quindici nuovi occhi elettronici dopo un incontro con i residenti della zona, che da tempo chiedono risposte su sicurezza e recupero urbano tra ex Frigo ed ex Macello.

Al tavolo erano presenti il sindaco Alberto Felice De Toni, gli assessori Federico Pirone e Rosi Toffano, il comandante della Polizia Locale Marco Muzzatti e una rappresentanza degli abitanti. Il confronto si è concentrato su criticità segnalate nel quartiere, tra episodi di degrado e situazioni ritenute problematiche da chi vive nell’area ogni giorno.

Il confronto con il quartiere

I residenti hanno riportato la necessità di una presenza più efficace sul fronte della prevenzione e di interventi capaci di dare continuità al recupero di una porzione di città considerata delicata. In particolare, l’attenzione si è concentrata sul comparto dell’ex Macello e sull’ex Frigo, due nodi che da anni segnano il dibattito cittadino.

Dal Comune è arrivata la conferma che il monitoraggio della zona resta aperto e che il dialogo con le forze dell’ordine prosegue. In questo quadro si inserisce la decisione di rafforzare i controlli attraverso nuove telecamere, indicate come una delle misure immediate per aumentare la sorveglianza nel tratto interessato.

Ex Macello, la partita dei finanziamenti

Accanto al tema della sicurezza, l’amministrazione ha fatto il punto sul futuro dell’ex Macello, dove una parte degli spazi è già stata riqualificata e trova sede il Museo Friulano di Storia Naturale. L’obiettivo dichiarato è completare il percorso di recupero degli edifici che attendono ancora un intervento definitivo.

Il sindaco ha spiegato ai residenti che il Comune ha chiesto alla Regione di poter utilizzare per questo progetto risorse inizialmente destinate al secondo ascensore del Castello e rimaste bloccate da tempo. L’idea è convogliare quei fondi sul completamento del museo e sull’avanzamento della riqualificazione dell’area.

Via Sabbadini, 15 nuove telecamere dopo l’incontro con i residenti a Udine

Parallelamente, da Palazzo D’Aronco è stata rinnovata anche la richiesta di ulteriori stanziamenti regionali per proseguire i lavori. L’amministrazione ritiene infatti il recupero del comparto una priorità per Udine, sia dal punto di vista urbanistico sia per le ricadute sulla vivibilità della zona.

L’ex Frigo resta il dossier più complesso

Più difficile, almeno allo stato attuale, il capitolo che riguarda l’ex Frigo. L’edificio è sottoposto a tutela della Soprintendenza e questo rende più articolato qualsiasi percorso di recupero. Secondo quanto riferito durante l’incontro, per il solo consolidamento strutturale servirebbero oltre 22 milioni di euro.

De Toni ha ricordato inoltre che il progetto varato nella precedente amministrazione nell’ambito del PNRR non aveva dimensioni economiche adeguate rispetto alle necessità dell’immobile. Venuto meno quel canale di finanziamento, oggi il recupero richiede una disponibilità di risorse molto più consistente e un passaggio condiviso con gli enti coinvolti.

Per chi abita in via Sabbadini, dunque, il segnale più vicino nel tempo è quello dei nuovi dispositivi di controllo. Sullo sfondo resta una partita più ampia: trasformare un’area da anni al centro di segnalazioni e attese in un pezzo di città finalmente recuperato e più sicuro.

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