Udine riscopre la memoria: arrivano i nuovi leggii multilingue con QR code | FOTO

A Udine inaugurati due leggii con QR code per raccontare Tempio Ossario e Monumento alla Resistenza in 5 lingue.

09 marzo 2026 17:40
Udine riscopre la memoria: arrivano i nuovi leggii multilingue con QR code | FOTO -
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UDINE – Due nuovi strumenti informativi per raccontare la città, la sua memoria storica e il suo patrimonio architettonico. Sono stati inaugurati questa mattina in piazzale XXVI Luglio i nuovi leggii esplicativi dedicati al Tempio Ossario e al Monumento alla Resistenza, due opere profondamente legate all’identità di Udine e al suo passato civile.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Comune di Udine e Anpi, con il coinvolgimento dell’Ordine degli Architetti e della parrocchia di San Nicolò Vescovo, e punta a offrire a cittadini e visitatori un supporto immediato, chiaro e accessibile per comprendere meglio il significato dei due monumenti che caratterizzano uno dei punti più centrali e frequentati della città.

I nuovi supporti sono stati collocati in una posizione strategica di piazzale XXVI Luglio e forniscono le principali informazioni di carattere turistico, culturale e storico utili a contestualizzare i due luoghi di interesse. Si tratta di un intervento semplice nella forma, ma importante sul piano simbolico e divulgativo, perché trasforma un’area di passaggio in uno spazio capace di stimolare attenzione, riflessione e conoscenza.

Il Tempio Ossario e il Monumento alla Resistenza non sono soltanto due presenze architettoniche significative nel tessuto urbano di Udine, ma rappresentano anche due tasselli centrali della memoria collettiva cittadina. Entrambi, inoltre, sono legati alla famiglia Valle: il Tempio Ossario fu progettato dall’architetto Provino Valle, mentre il Monumento alla Resistenza porta la firma di Gino Valle.

Questo legame familiare e progettuale aggiunge ulteriore valore all’iniziativa, perché consente di leggere i due monumenti anche come espressione di una continuità culturale e architettonica che ha segnato in modo profondo la storia urbana del capoluogo friulano.

Uno degli elementi più innovativi dei nuovi leggii è la presenza di un codice QR, che rimanda a una pagina web pubblicata sul sito dell’Anpi. Qui gli stessi contenuti sono consultabili in cinque lingue: italiano, friulano, tedesco, inglese e sloveno.

Si tratta di una scelta che amplia notevolmente l’accessibilità delle informazioni e rende il progetto fruibile non soltanto ai residenti, ma anche ai visitatori provenienti da altre regioni o dall’estero. L’utilizzo di più lingue, comprese quelle che appartengono alla tradizione e alla pluralità culturale del territorio, rafforza il significato dell’iniziativa e ne sottolinea il respiro internazionale.

La possibilità di accedere ai contenuti attraverso smartphone rende inoltre la consultazione più immediata e moderna, inserendo questi due luoghi della memoria in una dimensione contemporanea, dove la valorizzazione del patrimonio passa anche attraverso strumenti digitali e modalità di fruizione più dinamiche.

Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte l’assessore ai Lavori pubblici Ivano Marchiol, la presidente del comitato udinese dell’Anpi Antonella Lestani e Pietro Valle, figlio di Gino Valle. Una presenza significativa, che ha dato ulteriore spessore a un momento pensato non solo come presentazione di un progetto, ma anche come occasione pubblica di riflessione sul valore della memoria condivisa.

L’iniziativa si inserisce nel solco di un lavoro più ampio di valorizzazione culturale della città, che negli ultimi mesi ha visto Udine al centro di diversi progetti di recupero e rilancio del proprio patrimonio, come dimostra anche il progetto di recupero dell’ex scuola di via di Toppo, destinata a una nuova funzione pubblica, o il rinnovato interesse verso i luoghi simbolo della città e della sua identità storica.

Nel corso della mattinata, l’assessore Ivano Marchiol ha sottolineato il senso profondo dell’iniziativa, spiegando come i leggii rappresentino, pur nella loro essenzialità, dei veri e propri “punti di osservazione” pensati per offrire la migliore prospettiva possibile sui due monumenti.

Secondo Marchiol, questi nuovi supporti riescono a trasformare un luogo di passaggio in uno spazio di sosta e consapevolezza, capace di incuriosire e di aiutare a conoscere in modo immediato il patrimonio di cultura e memoria della città. Un concetto che restituisce centralità al rapporto tra spazio urbano e cittadinanza, facendo dell’informazione un elemento concreto di valorizzazione.

L’assessore ha evidenziato anche il valore della collaborazione tra istituzioni ed enti, definendola fondamentale per raccontare e preservare uno dei periodi più importanti della storia italiana e udinese, quello della Resistenza.

Nel suo intervento, Marchiol ha posto l’accento sul fatto che i leggii aiutano a leggere non soltanto l’architettura delle due opere, ma anche il loro significato civile e simbolico. In particolare, il Monumento alla Resistenza viene così riportato al centro dell’attenzione come cuore della Medaglia d’Oro al Valor Militare attribuita alla città di Udine.

Il richiamo alla libertà conquistata e al senso di convivenza che ne deriva rappresenta uno dei passaggi più forti dell’intera iniziativa. Rendere questi contenuti accessibili in più lingue non ha solo una funzione pratica, ma assume anche un valore simbolico molto preciso: raccontare la memoria significa oggi anche promuovere dialogo, apertura e condivisione.

La presenza dell’italiano, del friulano, del tedesco, dello sloveno e dell’inglese all’interno dello stesso progetto è infatti un segnale chiaro della volontà di costruire una narrazione inclusiva, capace di parlare a pubblici diversi e di riconoscere la pluralità culturale che caratterizza il Friuli Venezia Giulia.

L’inaugurazione dei due leggii si inserisce in una visione più ampia di valorizzazione del patrimonio urbano, nella quale memoria, architettura e accessibilità diventano strumenti per rafforzare l’identità della città. Udine continua così a investire nella promozione dei propri luoghi simbolici, mettendo in dialogo storia e contemporaneità.

In questo percorso trovano spazio anche altre iniziative culturali che negli ultimi giorni hanno acceso l’attenzione sul territorio, come il Premio Latisana per il Nord-Est con i finalisti dell’edizione 2026 o il riconoscimento internazionale legato alla Cattedra Unesco dell’Università di Udine, segni concreti di una città e di una regione sempre più attente alla diffusione della cultura e alla costruzione di una memoria viva.

I nuovi leggii dedicati al Tempio Ossario e al Monumento alla Resistenza diventano così molto più di due semplici pannelli informativi: sono strumenti di conoscenza, occasioni di approfondimento e inviti a fermarsi, osservare e comprendere meglio due luoghi che raccontano in modo profondo la storia di Udine, il suo patrimonio architettonico e il valore civile della sua memoria.

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