Udine, l’ateneo porta Collega-Menti in tutto il Friuli: al centro il tema degli equilibri
Dal 2 al 4 ottobre torna il festival dell’Università di Udine, con anteprime e appuntamenti anche a Pordenone, Gorizia e Gemona.
Non sarà una rassegna chiusa dentro le aule universitarie. La nuova edizione di Collega-Menti, il festival promosso dall’Università di Udine, punta ad allargare il confronto ben oltre il capoluogo e a coinvolgere diverse città friulane attorno a una parola chiave: “Equilibri”.
L’appuntamento è fissato dal 2 al 4 ottobre 2026, ma il percorso partirà già nei giorni precedenti con iniziative collegate in altre sedi dell’ateneo. L’impostazione scelta dall’università rafforza un’idea precisa: fare del festival uno spazio aperto, capace di parlare al territorio e non soltanto alla comunità accademica.
A illustrare il senso dell’edizione 2026 è stato il rettore Angelo Montanari, che ha spiegato come il riferimento dell’ateneo sia l’intero Friuli. In quest’ottica, la manifestazione cresce e mette in evidenza anche le peculiarità delle varie sedi universitarie.
Un programma che si allarga oltre Udine
Il cuore degli eventi resterà a Udine, ma Collega-Menti avrà tappe anche a Pordenone, Gorizia e Gemona. È una scelta che dà al festival un profilo ancora più vicino alla dimensione regionale dell’università.
A Pordenone è in calendario, mercoledì 30 settembre, un’anteprima con i Papu, che proporranno uno spettacolo pensato appositamente per la manifestazione. Il giorno successivo, giovedì 1° ottobre, a Gorizia è previsto un intervento del professor Staglianò dedicato al tema della pace.
Con l’avvio vero e proprio del festival, da venerdì, ci saranno appuntamenti anche a Gemona, dove l’attenzione si concentrerà in particolare sul rapporto tra sport e medicina. Una distribuzione che racconta bene la volontà di rendere visibile la presenza dell’ateneo nelle sue diverse articolazioni.
Il filo conduttore scelto per il 2026
La quarta edizione ruoterà attorno al concetto di equilibrio, individuato durante il lavoro di preparazione successivo all’ultimo festival. È un tema ampio, che consente di leggere insieme questioni personali e scenari collettivi.
Nel programma troveranno spazio il benessere, la salute psicologica, gli assetti economici e le tensioni internazionali. L’idea, nelle parole del rettore, è quella di cercare strumenti di comprensione più efficaci per una realtà che cambia rapidamente e mette continuamente alla prova i punti di riferimento abituali.
Scienza e saperi umanistici nello stesso confronto
Collega-Menti non si presenta come una semplice sequenza di incontri scientifici. La formula scelta mira piuttosto a mettere in relazione approcci diversi, convinta che i problemi più complessi non possano essere letti da una sola prospettiva.
Accanto ai contenuti scientifici ci sarà quindi un dialogo con l’area umanistica. Il festival nasce proprio con questa ambizione: far incontrare competenze differenti e superare confini disciplinari che, secondo l’impostazione dell’ateneo, rischiano di impoverire l’analisi della realtà.
In questa direzione, il confronto coinvolgerà non solo i docenti dell’Università di Udine, ma anche studiosi di altri atenei, professionisti ed esperti internazionali. La pluralità delle voci viene indicata come uno degli elementi più significativi della manifestazione.
Il nodo del disagio giovanile
Tra i temi che emergeranno durante il festival c’è anche quello della fragilità psicologica tra i giovani, a partire dagli studenti universitari. Montanari ha richiamato i risultati di una recente indagine dell’ateneo, dalla quale emerge una presenza rilevante di situazioni di disagio e di richiesta di sostegno.
Il tema, però, non viene letto come un problema circoscritto all’università. La ricerca di un equilibrio personale riguarda fasce molto più ampie della popolazione, soprattutto in anni segnati da cambiamenti rapidi e da una crescente incertezza sociale.
Il ruolo pubblico dell’università
Nella visione proposta dal rettore, l’università ha il compito di aiutare a capire la complessità, evitando semplificazioni automatiche. Davanti a questioni delicate, il contributo dell’ateneo sta nello studio, nell’analisi e nella capacità di tenere insieme punti di vista diversi.
L’equilibrio di cui parlerà Collega-Menti, infatti, non è una condizione fissa da conquistare una volta per tutte. È piuttosto un adattamento continuo, che riguarda la vita delle persone ma anche i rapporti sociali, l’economia e gli scenari internazionali.
Dal 2 al 4 ottobre il festival proverà a tradurre questa impostazione in incontri e occasioni di dialogo, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra l’Università di Udine e il territorio friulano che la circonda.