Udine, il Tomadini riparte con nuovi vertici: Cristina Nadal alla guida, Silvio Albanese alla presidenza
Dal 1° novembre si apre il triennio 2026-2029 per il Conservatorio udinese, realtà centrale della vita culturale friulana con centinaia di studenti e una fitta attività pubblica.
Per la vita musicale di Udine si apre una fase nuova. Dal 1° novembre il Conservatorio statale Jacopo Tomadini avvierà il triennio 2026-2029 con un assetto rinnovato ai vertici, affidando la direzione a Cristina Nadal e la presidenza a Silvio Albanese.
Il passaggio arriva in un momento significativo per l’istituto di piazza Primo Maggio, che ha appena oltrepassato il traguardo del secolo di storia e continua a rappresentare uno dei riferimenti più solidi dell’alta formazione artistica in Friuli Venezia Giulia.
Un passaggio che pesa sulla scena culturale udinese
Il Tomadini non è soltanto una scuola di musica: per Udine è anche una presenza costante nel calendario culturale cittadino, grazie a una programmazione che ogni anno porta al pubblico più di cento appuntamenti gratuiti. Il cambio di governance, quindi, riguarda da vicino non solo studenti e docenti, ma anche la città che ruota attorno a questa istituzione.
Oggi il Conservatorio conta oltre 450 iscritti e un’offerta formativa ampia, distribuita in 10 dipartimenti. I percorsi comprendono 36 corsi propedeutici, 46 corsi accademici di primo livello e 41 di secondo livello, in un ventaglio che va dagli strumenti al canto fino alla liuteria.
La nuova direttrice dal 1° novembre
A prendere il testimone della direzione sarà Cristina Nadal, scelta a maggio con un consenso molto largo da parte del corpo docente e poi nominata con decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca, il n. 968 del 29 luglio 2026.
Nadal raccoglie l’eredità di Beppino Delle Vedove, del quale è stata vicedirettrice. Il suo profilo unisce esperienza artistica e didattica: violoncellista e soprano, insegna in Conservatorio da oltre vent’anni e ha sviluppato un’attività concertistica in Italia e all’estero, collaborando con figure di primo piano come Claudio Abbado, Daniel Oren, Lorin Maazel, Jeffrey Tate, Mario Brunello e Franco Battiato.
Nel suo percorso figurano esibizioni in sedi di rilievo nazionale, dalla Biennale Musica di Venezia all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dalla Fondazione Peggy Guggenheim al Teatro La Fenice, fino al Piccolo Teatro Strehler di Milano.
«Dirigere il Conservatorio Tomadini di Udine – spiega la neo-Direttrice Cristina Nadal – è per me un onore e lo vivo come un impegno condiviso, da portare avanti insieme a studenti, docenti e personale. Il Tomadini è una comunità di persone che ogni giorno trasforma la musica in formazione, cultura e relazione con il territorio. Ringrazio chi mi ha eletta e il Ministero per la nomina. Il mio impegno sarà custodire la nostra storia e aprirla al futuro: più dialogo tra le istituzioni, più occasioni per i giovani musicisti, più musica per la città e uno sguardo sempre rivolto all’internazionalizzazione».
Alla presidenza Silvio Albanese
Accanto alla nuova direttrice ci sarà Silvio Albanese, nominato presidente con decreto ministeriale del 24 luglio 2026. Avvocato, porta con sé un profilo che intreccia competenze professionali, interesse per la musica e attività maturate nella guida di realtà del Terzo Settore.
Alla pratica forense Albanese affianca infatti studi pianistici e un percorso legato anche all’ambito editoriale, formativo e divulgativo. Un’impostazione che guarda alla gestione dell’istituto con attenzione sia all’organizzazione interna sia alla sua proiezione esterna.
«Ho accolto la nomina con entusiasmo – dichiara il Presidente Silvio Albanese – considerandola una sfida stimolante, nella consapevolezza della responsabilità che comporta. Intendo operare in continuità con chi mi ha preceduto, favorendo la collaborazione tra Direzione, Consiglio di amministrazione e uffici amministrativi, nel rispetto dei rispettivi ruoli. Desidero contribuire a rafforzare l'immagine e il ruolo del Tomadini, con particolare attenzione agli studenti, alla qualità della formazione e alle opportunità di crescita artistica. Credo inoltre nell' apertura internazionale, attraverso le reti europee e i programmi Erasmus, per consolidare il ruolo del Conservatorio nell'Alta Formazione musicale in Friuli Venezia Giulia».
Le priorità del nuovo triennio
Dalle parole dei nuovi vertici emergono alcune linee chiare: attenzione alle nuove generazioni, valorizzazione del rapporto con Udine e rafforzamento dei percorsi internazionali. La dimensione europea, insieme alle opportunità offerte dai programmi Erasmus, viene indicata come uno degli assi su cui costruire il prossimo triennio.
Per il Friuli si tratta di un passaggio importante, perché il Tomadini continua a essere un presidio culturale e formativo capace di formare musicisti, produrre iniziative pubbliche e mantenere vivo un legame stretto con il territorio. La nuova governance si insedierà dunque con l’obiettivo di tenere insieme tradizione, apertura e presenza nella vita cittadina.