Udine, il nuovo profilo sanitario: cresce il peso degli anziani e aumentano le persone che vivono sole
Lo studio di IRES FVG per il programma “Città Sane” delinea una città stabile nei numeri ma segnata dall’invecchiamento e da nuclei familiari sempre più piccoli.
Più che il numero complessivo dei residenti, a cambiare a Udine è la composizione della popolazione. La città resta attorno a quota 98 mila abitanti, ma il nuovo Profilo di Salute mette in evidenza un equilibrio sempre più spostato verso le età avanzate e una presenza molto ampia di persone che affrontano la quotidianità da sole.
Il documento, preparato da IRES FVG nell’ambito del percorso OMS “Città Sane”, sarà utilizzato come base per le prossime scelte del Comune in campo sociale e sanitario. La fotografia emersa indica bisogni nuovi, che riguardano assistenza, prevenzione, relazioni di comunità e organizzazione dei servizi.
La presentazione pubblica si è tenuta giovedì 8 ottobre nella Sala Ajace di Palazzo D'Aronco. Al centro dell’analisi ci sono dati demografici, economici, ambientali e sanitari, letti insieme per capire come sta cambiando Udine e quali strumenti possano essere più utili nei prossimi anni.
Una città più anziana e con famiglie sempre più piccole
Il dato che colpisce di più riguarda gli over 65: sono 26.591 e rappresentano il 27,1% della popolazione. I residenti con meno di 15 anni, invece, si fermano al 10,7%. Tradotto in un rapporto diretto, ogni 100 giovani sotto i 15 anni si contano 253 anziani.
L’età media in città è arrivata a 48,4 anni e rispetto al 2011 la fascia degli over 50 è cresciuta di circa 6 mila persone. A questo si affianca un altro indicatore significativo: quasi una famiglia su due è composta da una sola persona. Non è solo un dato statistico, ma un elemento che incide sulla rete di supporto, sulla domanda di servizi e sulla capacità di intercettare le situazioni più fragili.
Il messaggio sintetizzato dal Comune nella presentazione dello studio è netto: un residente su quattro vive da solo. Un quadro che, per una realtà come Udine, chiama in causa non soltanto la sanità, ma anche politiche abitative, socialità di quartiere e accesso ai servizi di prossimità.
Il lavoro di IRES FVG e il piano che guiderà le prossime scelte
Lo studio è stato costruito seguendo l’impostazione dell’Organizzazione mondiale della sanità. La base è composta da 32 indicatori quantitativi, integrati con altri dati statistici e con il sistema di sorveglianza PASSI. L’obiettivo non è fermarsi alla descrizione del presente, ma definire una traccia concreta per il futuro Piano di Salute cittadino.
Udine partecipa al programma “Città Sane” dal 1995 ed è inserita nella Rete Italiana Città Sane – OMS dal 2001. L’idea di fondo è che la salute di una comunità dipenda da molti fattori insieme: condizioni economiche, qualità dell’abitare, ambiente urbano, mobilità, alimentazione e legami sociali.
Per questo il profilo non si limita ai servizi medici. Il quadro complessivo serve a capire dove intervenire per ridurre gli squilibri e per costruire risposte più adatte a una popolazione che sta cambiando rapidamente nella struttura per età e nelle forme della vita familiare.
Prevenzione, nidi e verde tra gli elementi più solidi
Nel report non emergono solo criticità. Tra i punti considerati favorevoli ci sono la partecipazione ai programmi di screening oncologico, ritenuta buona, la disponibilità di asili nido e una dotazione importante di aree verdi, indicata come componente rilevante per la qualità della vita urbana.
Accanto a un tessuto demografico più fragile, il documento segnala quindi la presenza di risorse già strutturate. Questo aspetto diventa centrale perché consente di partire da basi esistenti per rafforzare prevenzione, informazione e accompagnamento delle fasce più esposte.
Il lavoro dovrà aiutare anche a individuare meglio i gruppi vulnerabili e a coordinare l’azione di Comune, Azienda sanitaria, scuole, università e associazioni, così da trasformare i dati in interventi riconoscibili sul territorio.
Il confronto pubblico a Palazzo D'Aronco
I risultati delle indagini sono stati illustrati dai ricercatori Alessandro Russo e Gianluca Masotti. L’incontro è stato aperto dal sindaco Alberto Felice De Toni e introdotto da Stefania Pascut, responsabile dell’unità operativa comunale Progetti Area Socio-Sanitaria.
Nelle conclusioni sono intervenuti Silvio Brusaferro dell’Università di Udine, il presidente di Federsanità ANCI FVG Giuseppe Napoli e l’assessore comunale alla Salute ed Equità sociale Carlo Giacomello. Proprio Giacomello ha richiamato la necessità di prepararsi a trasformazioni demografiche e sociali già evidenti, puntando su stili di vita sani e riduzione delle disuguaglianze.
Il Profilo di Salute sarà ora il riferimento per fissare le priorità di intervento, mettere in relazione le iniziative comunali con quelle dei servizi sanitari e verificare nel tempo se le azioni adottate riusciranno a rispondere ai bisogni reali della città.