Udine, il cuore della città resta vivo: oltre 4.500 attività nella Z0, ma il centro cambia volto

La mappa aggiornata del protocollo su rigenerazione urbana mostra il peso del centro storico udinese: forte presenza di servizi, negozi e pubblici esercizi.

29 settembre 2026 17:49
Udine, il cuore della città resta vivo: oltre 4.500 attività nella Z0, ma il centro cambia volto -
Condividi

Più che un semplice conteggio di negozi, è il ritratto di come sta cambiando il centro di Udine. Nell’area Z0, quella che coincide con il cuore storico cittadino, risultano attive 4.592 attività economiche: una quota molto alta, pari al 42,7% dell’intero tessuto comunale.

Il dato arriva dall’aggiornamento a settembre 2026 del Protocollo di rigenerazione urbana sviluppato da Comune, Confcommercio e Università, che osserva il periodo compreso tra il 2021 e il 2025 e affianca ai dati amministrativi anche una verifica diretta lungo le strade del centro.

Per Udine il punto più interessante non è tanto la tenuta complessiva dei numeri, quanto la trasformazione interna del sistema economico. Le attività più visibili nella vita quotidiana del centro — commercio, pubblici esercizi, artigianato e manifattura — restano importanti, ma oggi convivono con una presenza molto ampia di servizi professionali, attività alla persona, funzioni amministrative e comparti collegati alla cultura.

Il peso del centro sul totale cittadino

Nel 2025 il Registro Imprese segnala 10.747 posizioni attive in tutto il Comune di Udine. Di queste, 4.592 ricadono nel perimetro del centro storico. È un dato che conferma quanto la parte più centrale della città continui a concentrare una fetta decisiva dell’economia urbana.

La ricostruzione è stata resa più precisa anche grazie al lavoro di geolocalizzazione delle attività, completato quasi integralmente con riferimenti ufficiali. Questo passaggio ha corretto anche alcune anomalie tecniche emerse in precedenza nella localizzazione degli esercizi.

Non solo negozi: cresce il peso dei servizi

Guardando alla composizione della Z0, il commercio al dettaglio conta 713 attività, ristorazione e alloggio arrivano a 532, mentre manifattura e artigianato si fermano a 207 unità. Tutto il resto, cioè 3.140 posizioni, appartiene al mondo dei servizi e delle professioni.

Questo significa che il centro storico udinese continua a essere un polo commerciale e di socialità, ma allo stesso tempo rafforza una struttura economica più articolata rispetto al passato. Il cambiamento, quindi, non si legge tanto in un crollo delle attività tradizionali, quanto in una redistribuzione degli spazi tra funzioni diverse.

Resta comunque forte il ruolo della Z0 per due ambiti chiave della vita cittadina: qui si concentra oltre la metà del commercio al dettaglio del Comune e più della metà delle attività legate a ristorazione e alloggio.

Le vetrine osservate strada per strada

Accanto ai dati camerali è stato concluso anche il rilievo diretto dei locali al piano terra e delle vetrine lungo 143 vie. Si tratta di una base di lavoro importante perché restituisce ciò che realmente si vede passeggiando in città, distinguendo tra attività formalmente registrate e spazi che, in quel momento, appaiono inattivi o senza affaccio operativo.

Da questa rilevazione nasce anche l’aggiornamento dell’atlante degli sfitti al 30 giugno 2026. Il monitoraggio proseguirà fino alla fine dell’anno per capire quali locali siano stati rioccupati, quali restino vuoti e dove invece si siano aggiunti nuovi spazi liberi.

Per chi guarda alla rigenerazione urbana, è proprio questo uno degli strumenti più utili: non solo sapere quante imprese esistono sulla carta, ma verificare come cambiano davvero le strade del centro.

Un equilibrio che tiene, ma con una composizione diversa

Nel confronto tra 2021 e 2025, le tre grandi aree più legate alla vita del centro — negozi, ristorazione e artigianato — passano complessivamente da 1.442 a 1.452 attività. Il saldo è minimo, e suggerisce una sostanziale stabilità numerica.

La lettura proposta dal protocollo, però, va oltre il dato secco. Il centro di Udine sembra reggere meglio di quanto si potrebbe pensare, ma cambia nella sua offerta e nelle sue funzioni. È una tendenza che si inserisce in uno scenario nazionale difficile, segnato dalla contrazione dei punti vendita tradizionali e dalla crescita dell’e-commerce, pur con il commercio fisico ancora dominante dove il tessuto urbano mantiene forza e continuità.

I prossimi passaggi per leggere meglio la città

Il lavoro non è considerato concluso. Tra gli obiettivi indicati c’è infatti il completamento della classificazione merceologica di tutte le attività presenti in Z0, così da avere una lettura più accurata e omogenea dell’intero centro storico.

Per Udine questo patrimonio informativo rappresenta una base concreta per orientare scelte urbanistiche e commerciali. La disponibilità di una mappa così dettagliata, insieme al censimento delle vetrine e al quadro sugli sfitti, offre infatti uno strumento operativo prezioso per capire in quale direzione stia andando il cuore della città.

Udine, in centro storico 4.592 attività: il commercio tiene ma cambia composizione

Nel documento viene infine richiamato anche un ultimo elemento di aggiornamento: rispetto alla rilevazione camerale di dicembre 2025, nell’ambito Z0 il saldo indicato è di 136 posizioni in meno, un dato che aggiunge un ulteriore tassello alla lettura dell’evoluzione in corso nel centro udinese.

Segui Prima Friuli