Udine, ferma una consegna sospetta e salva 1.150 euro al marito: denunciato un 50enne
Una telefonata sui Bitcoin, prelievi che non tornavano e la targa annotata in tempo: così una donna ha evitato che il raggiro andasse a segno.
È bastata una chiamata tempestiva a evitare che un presunto investimento in criptovalute si trasformasse in una perdita definitiva. In provincia di Udine una donna, insospettita dai movimenti del marito e da un incontro in strada con un motociclista, ha allertato i carabinieri e ha consentito di recuperare 1.150 euro appena consegnati.
La vicenda riguarda un pensionato di 79 anni, convinto a mettere denaro in un’operazione presentata come vantaggiosa nel mercato dei Bitcoin. L’uomo, secondo quanto ricostruito, aveva già preso contatti con chi gli prospettava guadagni rapidi e senza particolari complicazioni.
L’intervento dei militari ha portato al rintraccio del centauro indicato dalla moglie. Il denaro è stato restituito all’anziano, mentre un uomo di 50 anni, anche lui residente in Friuli, è stato denunciato a piede libero con l’ipotesi di truffa.
Il sospetto nato in casa
A far scattare l’allarme non è stato un singolo dettaglio, ma una serie di segnali messi insieme nel giro di pochi giorni. La donna aveva notato prelievi insoliti dal conto cointestato e, nel primo pomeriggio del 1° ottobre, aveva sentito il marito parlare al telefono di Bitcoin e di soldi da far arrivare negli Stati Uniti.
Quando poi si è accorta che l’uomo non era in casa e lo ha visto dalla finestra mentre parlava con uno sconosciuto arrivato in moto, il quadro le è apparso più chiaro. A quel punto ha contattato la Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Udine, fornendo anche la targa del mezzo.
La proposta arrivata via chat
Nei giorni precedenti il 79enne era stato avvicinato attraverso una chat di messaggistica da una donna che si era presentata come referente di una società di investimenti. Il tono rassicurante e la promessa di rendimenti immediati avrebbero contribuito a conquistare la sua fiducia.
La richiesta, stando alla ricostruzione, era semplice: versare somme contenute, in contanti e in tempi rapidi, per entrare nel mondo delle criptovalute. A rendere ancora più credibile la proposta sarebbe stata la disponibilità di un incaricato a ritirare personalmente il denaro e ad aprire per lui un wallet, cioè un portafoglio digitale.
Il recupero del denaro
Le informazioni fornite dalla moglie hanno permesso a una pattuglia del comando di zona di individuare il motociclista e fermarlo poco dopo. Durante i controlli sono stati trovati 1.150 euro, una cifra corrispondente a quella che l’anziano aveva appena consegnato.
I contanti sono stati restituiti al proprietario. Per il cinquantenne fermato è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria competente. Il procedimento, va ricordato, è nella fase iniziale e ogni eventuale responsabilità potrà essere accertata solo nelle sedi previste dalla legge.
Come riconoscere i raggiri legati alle criptovalute
L’episodio rilancia un tipo di truffa che fa leva su parole molto note, come Bitcoin e investimenti online, per spingere le vittime a decidere in fretta. I carabinieri invitano a diffidare da chi assicura profitti facili o chiede versamenti immediati per non perdere un’occasione.
Tra le cautele indicate ci sono la verifica dell’effettiva autorizzazione dell’operatore negli elenchi ufficiali di CONSOB, Banca d’Italia ed ESMA, oltre alla massima attenzione nel non consegnare documenti, dati bancari o credenziali personali. Anche la pressione psicologica, soprattutto quando accompagna richieste di contanti, resta uno dei campanelli d’allarme più evidenti.