Udine porta due giovani designer nell’Index ADI 2026: riconoscimento per l’Accademia Tiepolo
Selezionati nella Targa Giovani i progetti “Questa non è una donna” e “Bond”, candidati al Compasso d’Oro ADI 2028.
UDINE - Due progetti firmati da ex studentesse dell’Accademia di Belle Arti “GB Tiepolo” di Udine entreranno nell’ADI Design Index 2026, la selezione biennale che raccoglie i lavori ammessi al percorso verso il Premio Compasso d’Oro ADI 2028. Le opere scelte sono “Questa non è una donna” di Annalisa Maganuco e “Bond” di Anna Nardin, inserite nella categoria Targa Giovani.
Per l’Accademia udinese si tratta di un doppio riconoscimento in uno dei passaggi più rilevanti del design italiano. Il Compasso d’Oro, istituito nel 1954 da un’idea di Gio Ponti e poi affidato all’ADI dal 1958, è considerato il più antico premio mondiale di design e uno dei più prestigiosi per qualità progettuale e produttiva.
Chi sono le autrici selezionate
Annalisa Maganuco si è diplomata in Graphic Design nel 2025. Il suo progetto “Questa non è una donna”, seguito dal relatore Prof. Cristian Malisan, affronta il tema della violenza contro le donne attraverso il linguaggio della comunicazione visiva.
Anna Nardin, diplomata nel 2025 in Product e Interior Design, firma invece “Bond”, con relatore Prof. Filippo Saponaro e correlatore Prof.ssa Lorella Agnoletto. Il lavoro sviluppa un percorso tra profumo, tessuto e percezione sensoriale.
La direttrice di ABA UD Serena Selva ha parlato di un risultato importante per l’istituto, sottolineando l’orgoglio dell’Accademia per la presenza di due progetti tra quelli candidati al Compasso d’Oro e indicando nel lavoro svolto con i docenti uno degli elementi che hanno reso possibile il traguardo.
Il progetto “Questa non è una donna”
“Questa non è una donna” nasce come riflessione sulla violenza di genere e usa il manifesto come strumento di memoria e sensibilizzazione. Il progetto è costruito su una serie di tre manifesti, ognuno dedicato a una donna vittima di femminicidio avvenuto rispettivamente nel 2023, 2024 e 2025.
Ogni elaborato, nel formato 70x100 centimetri, unisce il nome della vittima, la data della morte, il racconto della sua storia e l’illustrazione di una figura femminile frammentata, realizzata con disegno a penna. La frammentazione diventa il simbolo della violenza subita e della distruzione fisica ed esistenziale provocata dal femminicidio.
Il lavoro ruota attorno al concetto di ricomposizione: la figura spezzata può essere ricostruita attraverso un gesto individuale, analogico e intimo. Il manifesto è pensato come supporto bifronte: sul fronte compaiono immagine e storia della vittima, sul retro un testo guida approfondisce il significato del progetto, mentre il colophon raccoglie le informazioni sulle associazioni destinatarie delle offerte libere.
“Bond”, dal profumo al tessuto
“Bond” prende forma dalla passione di Anna Nardin per la profumeria e dall’incontro con un brand newyorkese di fragranze. Da alcune reinterpretazioni grafiche ispirate ai profumi del marchio, il progetto si sviluppa fino a costruire un legame tra olfatto, vista e tatto, usando il tessuto come un vero e proprio “vestito” per le fragranze.
BOND si basa sul principio della sinestesia, mettendo in relazione sfere sensoriali diverse. Gli stimoli olfattivi vengono tradotti in colori, segni e superfici per dare forma a un’esperienza immersiva e multisensoriale. In un contesto segnato dalla sovrastimolazione digitale, il progetto sceglie la strada della materia, della semplicità formale e della forza espressiva del colore.
L’obiettivo dichiarato è quello di riattivare una dimensione percettiva profonda, capace di coinvolgere corpo e memoria. Su questa linea si inseriscono anche altre ricerche nate in Friuli, come il progetto ADI Design Index 2026 sviluppato ad Aviano nel settore del design di prodotto.
Secondo la descrizione del progetto, così come il profumo agisce direttamente su emozioni e identità, anche i tessuti, attraverso texture, peso e temperatura, modificano l’esperienza sensoriale. “Bond” unisce questi elementi per costruire un percorso in cui il design diventa connessione tra i sensi e riscoperta del valore delle emozioni.