Udine, dopo il Pride l’intervento di Capozzi: "Sui diritti non si torna indietro"

La consigliera regionale del M5S, presente alla giornata udinese, richiama il ruolo delle istituzioni nel contrasto a discriminazioni e violenze.

03 ottobre 2026 18:30
Udine, dopo il Pride l’intervento di Capozzi: "Sui diritti non si torna indietro" -
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La giornata del Fvg Pride a Udine si chiude anche con una presa di posizione politica netta. A intervenire, al termine della manifestazione, è stata la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Rosaria Capozzi, che ha riportato al centro del confronto pubblico il tema della tutela delle persone esposte a discriminazioni e aggressioni legate all’orientamento sessuale o all’identità.

La rappresentante pentastellata ha partecipato agli appuntamenti organizzati in città e ha spiegato di aver voluto esserci di persona per dare un segnale preciso. Non, ha chiarito, come presenza simbolica fine a sé stessa, ma per ribadire una linea politica che considera non negoziabili libertà individuali e diritti civili.

Il messaggio lanciato da Udine

Nelle dichiarazioni diffuse dopo l’evento, Capozzi ha sottolineato che non può essere accettato come fatto ordinario che qualcuno venga insultato, emarginato o colpito per ciò che è. Ha anche criticato l’uso della paura del diverso come strumento di divisione sociale e di ricerca del consenso.

Il passaggio centrale del suo intervento riguarda il compito delle istituzioni, chiamate secondo la consigliera a garantire libertà effettive e a proteggere chi rischia di restare più vulnerabile. L’obiettivo indicato è quello di una comunità in cui nessuno debba sentirsi fuori posto, invisibile o costretto a nascondere la propria identità.

Il patrocinio del Comune nel dibattito cittadino

Nel suo intervento, la consigliera regionale ha richiamato anche il patrocinio concesso dal Comune di Udine alla manifestazione, scelta che aveva già accolto positivamente nei giorni scorsi. Un riferimento che inserisce le sue parole nel confronto più ampio sul ruolo delle amministrazioni locali quando si parla di diritti e riconoscimento pubblico.

Per la politica regionale del M5S, la presenza delle istituzioni accanto a iniziative di questo tipo rappresenta un segnale importante nel clima che accompagna il Pride friulano. Il tema, infatti, non riguarda soltanto la singola giornata, ma il modo in cui il territorio affronta discriminazioni e inclusione.

Nessun passo indietro

Capozzi ha ribadito che sui diritti non devono esserci arretramenti. Nelle sue parole, nessuna forma di discriminazione può essere considerata tollerabile e non c’è spazio, su questo terreno, per passi indietro rispetto alla libertà personale.

La chiusura del suo intervento insiste su un principio semplice: la libertà di una persona non limita quella di un’altra, ma contribuisce a rendere più libera l’intera società. Un messaggio affidato alla conclusione del Pride udinese, che riporta il dibattito locale sul valore concreto delle garanzie e del rispetto per tutti.

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