Denis Urubko arriva per la prima volta in Friuli: il mito degli Ottomila a Udine

Denis Urubko protagonista a Udine il 19 marzo al Teatro Palamostre per la chiusura della Rassegna della montagna.

14 marzo 2026 14:53
Denis Urubko arriva per la prima volta in Friuli: il mito degli Ottomila a Udine -
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UDINE – Una serata dedicata al grande alpinismo internazionale chiuderà la 41ª Rassegna dei film e dei protagonisti della montagna organizzata dalla Società Alpina Friulana. Giovedì 19 marzo alle 20.30, al Teatro Palamostre, arriverà per la prima volta in Friuli Venezia Giulia uno dei protagonisti assoluti dell’alpinismo mondiale: Denis Urubko.

L’appuntamento, dal titolo “Ritorno al futuro degli Ottomila”, offrirà al pubblico l’opportunità di incontrare e ascoltare dal vivo uno degli scalatori più celebri e rispettati della scena internazionale. L’ingresso alla serata sarà libero.

Denis Urubko, alpinista di origini russe, vive da diversi anni in Italia, nel territorio bergamasco. Nel corso della sua carriera ha scritto pagine memorabili della storia dell’alpinismo grazie a ascensioni straordinarie in alta quota, spesso compiute in solitaria e con uno stile considerato tra i più etici e rigorosi dell’ambiente alpinistico.

A dialogare con lui durante la serata sarà Silvia Stefanelli, alpinista del Club Alpino Accademico Italiano, in un incontro che promette di raccontare non solo le imprese sulle montagne più alte del pianeta, ma anche la visione personale e il percorso umano che hanno accompagnato Urubko lungo tutta la sua carriera.

L’evento si inserisce nel calendario delle iniziative culturali e sportive che animano il territorio regionale, come altri appuntamenti dedicati alla montagna e al turismo lento, tra cui l’incontro sulla ciclovia Alpe Adria a Tarvisio, che ha richiamato esperti e appassionati del settore.

DENIS URUBKO
DENIS URUBKO

Classe 1973, Denis Urubko è uno degli alpinisti più completi e rispettati al mondo. Nel corso della sua carriera ha realizzato migliaia di ascensioni difficili, oltre quaranta delle quali in solitaria, aprendo nuove vie e raggiungendo record di velocità su alcune delle montagne più impegnative del pianeta.

Il suo nome è entrato nella storia dell’alpinismo quando è riuscito a scalare tutti i quattordici Ottomila – le montagne che superano gli 8000 metri di quota – in soli nove anni, tra il 2000 e il 2009. Un risultato straordinario che lo ha reso il nono uomo al mondo a completare l’impresa senza utilizzare ossigeno supplementare, e il quindicesimo nella classifica assoluta.

Tre di queste montagne sono state scalate da Urubko per due volte, perché nella seconda occasione ha aperto nuovi itinerari. Tra le imprese più importanti spicca la salita invernale del Makalu, oltre alla prima ascensione della parete sud-est del Cho Oyu, che nel 2009 gli è valsa il prestigioso Piolet d’Or, considerato il vero e proprio “Oscar dell’alpinismo”. Nel 2019 lo stesso riconoscimento gli è stato attribuito una seconda volta per l’intera carriera.

Nel 1993 Urubko si trasferisce in Kazakistan, scegliendo di assumere la cittadinanza kazaka per integrarsi nel sistema sportivo e militare del Paese e dedicarsi completamente alla montagna. In breve tempo diventa uno dei principali alpinisti della squadra nazionale kazaka.

È proprio in questo periodo che conosce l’alpinista italiano Simone Moro, figura chiave nel suo percorso. Moro lo coinvolge in un progetto ambizioso: la conquista delle cinque montagne dell’ex Unione Sovietica oltre i 7000 metri. Urubko riesce a completare l’impresa e ottiene il prestigioso titolo di Snow Leopard, riconoscimento dedicato agli alpinisti che raggiungono tutte queste cime.

Da quel momento la sua carriera assume una dimensione sempre più internazionale, portandolo a confrontarsi con le spedizioni sugli Ottomila e con le grandi sfide dell’alpinismo moderno.

Oltre alle imprese sportive, Denis Urubko è conosciuto per il suo spirito di solidarietà e altruismo. Nel corso degli anni si è distinto in diverse operazioni di soccorso in montagna, spesso in condizioni estremamente difficili.

Una delle più celebri risale al 2018 sul Nanga Parbat. In quell’occasione Urubko interruppe la propria spedizione sul K2, alla quale partecipava con un team polacco, per prendere parte a un’operazione di salvataggio di una spedizione francese in grave difficoltà. Insieme a un compagno di cordata affrontò una salita notturna di oltre 1000 metri di dislivello, raggiungendo quota 6100 metri e riuscendo a salvare l’alpinista Elisabeth Revol, gravemente congelata.

DENIS URUBKO
DENIS URUBKO

Oltre a essere un grande alpinista, Urubko è anche scrittore e narratore. Il suo libro più noto è “Colpevole di alpinismo” (Priuli e Verlucca, 2010), in cui racconta la propria vita, dagli inizi fino alle grandi spedizioni himalayane.

Il testo si distingue per uno stile personale e originale, lontano dai classici resoconti tecnici delle spedizioni. L’opera è arricchita da una forte componente autobiografica e da un’ironia sottile che richiama quello che lui stesso definisce “umorismo russo”, diretto e asciutto.

La passione per la letteratura affonda le radici nella sua infanzia e nella tradizione culturale russa. Non tutti sanno che Urubko ha anche un passato da attore teatrale, elemento che contribuisce a rendere le sue conferenze particolarmente coinvolgenti.

L’incontro di giovedì 19 marzo al Teatro Palamostre rappresenta quindi un’occasione rara per ascoltare dal vivo uno dei protagonisti più carismatici dell’alpinismo contemporaneo. La serata chiuderà ufficialmente la 41ª Rassegna della montagna della Società Alpina Friulana, appuntamento storico della cultura alpinistica a Udine.

Eventi come questo confermano il forte legame del territorio con il mondo della montagna e dell’outdoor, un settore sempre più centrale anche per il turismo regionale, come dimostrano le numerose iniziative dedicate agli sport e alle attività in natura che animano il Friuli Venezia Giulia durante tutto l’anno.

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