Udine, al Palamostre una serata su parole, diritti e narrazioni pubbliche: arriva “WOKE!”
Il 25 settembre nella Sala Pasolini l’iniziativa di FVG Pride ODV: ingresso libero con prenotazione consigliata, pochi giorni prima del Pride regionale.
Udine si prepara a ospitare uno degli appuntamenti che precedono la manifestazione regionale del Pride in programma il 3 ottobre. Venerdì 25 settembre, alle 20.30, nella Sala Pier Paolo Pasolini del Teatro Palamostre va in scena “WOKE! – Contro la nuova grammatica reazionaria”, proposta aperta al pubblico promossa da FVG Pride ODV.
L’evento, sostenuto dal patrocinio del Comune di Udine, porta nel capoluogo friulano una lettura-performance che unisce riflessione culturale, linguaggio e temi legati ai diritti. L’ingresso è gratuito, ma vista la disponibilità limitata di posti viene suggerita la pre-iscrizione.
Per la realtà associativa organizzatrice si tratta dell’ultimo appuntamento pubblico di maggiore rilievo prima della giornata regionale prevista sempre a Udine nei primi giorni di ottobre, passaggio che dà alla serata anche un valore simbolico nel percorso di avvicinamento alla manifestazione.
Un progetto che intreccia teatro e ricerca
La produzione nasce nell’ambito di Sherocco Festival ed è costruita a partire dal lavoro di studio portato avanti da Sara Garbagnoli e Massimo Prearo sui movimenti e sui discorsi che si oppongono ai diritti delle persone LGBTQIA+ e di altre minoranze.
Il format scelto mette insieme registri diversi: analisi, testimonianze, materiali d’archivio e dimensione scenica. L’idea è quella di trasformare temi spesso confinati al dibattito accademico o politico in un racconto accessibile, capace di parlare anche a un pubblico più ampio.
Chi partecipa alla serata di Udine
Sul palco saranno presenti, oltre a Garbagnoli e Prearo, anche Nicole De Leo e Porpora Marcasciano. Vera Gheno interverrà invece attraverso un contributo video, aggiungendo un ulteriore punto di vista sul rapporto fra parole, società e comunicazione.
Le esperienze delle persone coinvolte sono differenti ma complementari: dalla ricerca sui fenomeni anti-gender all’attivismo LGBTQIA+ italiano, fino alla riflessione politica e linguistica. Proprio questa pluralità di sguardi costituisce uno degli elementi centrali della proposta ospitata al Palamostre.
Il nodo centrale: come cambiano le parole nel dibattito pubblico
Al centro della performance ci sono alcuni termini entrati con forza nella discussione pubblica, da “gender” a “wokismo”, fino a espressioni come “sostituzione etnica”. La serata prova a mostrare in che modo queste formule vengano usate, trasformate e caricate di significati politici e culturali.
Il percorso collega le battaglie femministe, antirazziste e LGBTQIA+ con il presente, soffermandosi su come oggi vengano raccontate o contestate. L’attenzione non è solo sui contenuti, ma anche sulle cornici narrative che possono contribuire a costruire ostilità verso gruppi sociali e soggetti minorizzati.
Massimo Prearo ha spiegato che il progetto nasce come occasione di riflessione condivisa, in una fase storica in cui le minoranze si trovano esposte a nuove forme di pressione e marginalizzazione. Nello stesso tempo, la performance vuole richiamare il peso delle relazioni comunitarie, delle lotte collettive e delle alleanze costruite nel tempo.
Ingresso libero, ma con posti limitati
Chi intende partecipare alla serata del 25 settembre potrà farlo gratuitamente. La capienza della Sala Pasolini, però, non è illimitata e per questo gli organizzatori consigliano di riservare in anticipo il proprio posto.
L’appuntamento al Teatro Palamostre si inserisce così nel calendario che accompagna Udine verso il Pride regionale, offrendo alla città un momento di confronto pubblico in cui teatro, attualità e linguaggio si incontrano dentro uno spazio culturale riconoscibile del territorio.