Trieste, su piazza Libertà Roberti appoggia la linea della Questura

L’assessore regionale alla Sicurezza interviene sulla discussione nata attorno alle prescrizioni fissate per l’area di piazza Libertà.

17 ottobre 2026 16:14
Trieste, su piazza Libertà Roberti appoggia la linea della Questura -
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Nel confronto apertosi a Trieste su ciò che può o non può accadere in piazza Libertà, l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti prende posizione e sostiene la scelta della Questura di introdurre prescrizioni per quello spazio pubblico.

Per l’esponente della Giunta regionale, quando in una piazza si organizzano in modo continuativo attività come preparazione e distribuzione di cibo, musica, giochi e presenza di simboli o bandiere, il quadro va considerato per quello che è: una manifestazione che, proprio per questo, deve rispettare regole precise.

Il nodo delle regole negli spazi pubblici

Roberti richiama un principio che, a suo giudizio, vale per tutti allo stesso modo: il diritto a manifestare va tutelato, ma non può essere svincolato dalle modalità previste per l’uso delle aree pubbliche.

Nel suo intervento, l’assessore osserva che la situazione in piazza Libertà sarebbe stata sopportata anche troppo a lungo. Da qui il ragionamento: se passasse l’idea che in uno spazio cittadino sia consentito fare qualsiasi cosa senza limiti, diventerebbe difficile spiegare perché altri soggetti, come partiti o organizzazioni sindacali, non possano occupare stabilmente altre piazze della città.

La presa di posizione dell’assessore

Secondo Roberti, il punto non riguarda il contenuto politico o simbolico delle iniziative, ma il rispetto di una cornice comune. Manifestare, afferma, è legittimo anche quando avviene attraverso distribuzione di pasti o esposizione di bandiere, purché questo non condizioni il diritto degli altri cittadini a utilizzare liberamente gli stessi luoghi.

Da qui il giudizio favorevole sull’intervento del questore, che per Roberti si è mosso come accade normalmente in casi analoghi, fissando condizioni e limiti validi per chiunque.

Un dibattito che resta aperto in città

Le parole dell’assessore si inseriscono in una discussione che a Trieste continua a far emergere sensibilità molto diverse sul rapporto tra libertà di espressione, presenza continuativa nelle piazze e gestione dell’ordine pubblico.

Nella lettura proposta da Roberti, però, il tema centrale resta uno: evitare che il confronto venga trascinato sul terreno dello scontro ideologico, perché la questione, sostiene, riguarda prima di tutto l’applicazione di regole uguali per tutti negli spazi condivisi della città.

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