Trieste spinge la doppia sfida hi-tech: spazio e subacquea al centro della strategia regionale

Dal confronto ospitato nel capoluogo giuliano la Regione rilancia su ricerca, industria e nuove filiere ad alta specializzazione tra mare e aerospazio.

14 settembre 2026 22:05
Trieste spinge la doppia sfida hi-tech: spazio e subacquea al centro della strategia regionale -
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Trieste torna a proporsi come uno dei punti di riferimento del Friuli Venezia Giulia per l'innovazione industriale più avanzata. Nel capoluogo regionale, durante una tappa degli Stati generali dello spazio, è emersa con chiarezza la linea della Regione: puntare con decisione su aerospazio e tecnologie subacquee come assi di crescita per il sistema produttivo locale.

L'appuntamento del 14 settembre 2026 ha offerto anche l'occasione per ribadire un indirizzo già avviato sul piano degli investimenti. A sottolinearlo è stata l'assessore regionale Alessia Rosolen, che ha collegato la scelta di Trieste come sede dell'incontro alla traiettoria che il Friuli Venezia Giulia sta cercando di consolidare in questi comparti.

Spazio e tecnologie subacquee, il Friuli Venezia Giulia accelera sulle nuove filiere

Una rete regionale tra mare, cantieristica e ricerca

La prospettiva indicata dalla Regione mette insieme mondi che fino a pochi anni fa venivano spesso letti separatamente: filiera navale e nautica, applicazioni per l'ambiente sottomarino, tecnologie spaziali e possibili sviluppi sul fronte energetico. L'idea è costruire connessioni stabili tra questi ambiti, così da trasformare competenze già presenti sul territorio in una leva industriale più forte.

In questo schema, il cluster Mare Tc Fvg viene indicato come lo strumento per far dialogare imprese, istituti di ricerca e soggetti pubblici. L'obiettivo è favorire progetti condivisi e accelerare iniziative ad alto contenuto tecnologico, valorizzando una base regionale che già oggi comprende competenze scientifiche e industriali di rilievo.

Il nodo strategico del Polo nazionale della subacquea

Tra gli elementi messi in evidenza da Rosolen c'è anche il rapporto con il Polo nazionale della subacquea. Secondo la Regione, il Friuli Venezia Giulia si distingue perché può contare su una collaborazione strutturata con questo organismo, considerato centrale per lo sviluppo delle tecnologie legate agli ambienti sottomarini.

Per la Giunta, proprio l'incrocio fra space economy e underwater rappresenta uno dei terreni più promettenti per i prossimi anni. Da qui la scelta di insistere su un metodo che unisca ricerca, innovazione e manifattura, con un approccio trasversale capace di coinvolgere competenze differenti.

Nella visione regionale, questa integrazione dovrebbe tradursi in nuove catene produttive ad alta specializzazione. Tra i soggetti richiamati nel percorso figurano grandi gruppi industriali come Fincantieri e Leonardo, accanto ad altre realtà già operative nei settori interessati.

Gli Stati generali dello spazio e il passaggio sulle regole

La tappa triestina rientra nel percorso nazionale promosso dall'Intergruppo parlamentare per la space economy. Gli Stati generali dello spazio hanno l'obiettivo di raccogliere contributi da tutto l'ecosistema italiano del settore, mettendo a confronto istituzioni, università, industria, startup, investitori, centri di ricerca, associazioni e utilizzatori finali delle tecnologie.

Il lavoro avviato nei diversi territori mira a definire priorità comuni e indicazioni operative per le politiche nazionali dedicate allo spazio. Per il Friuli Venezia Giulia, ospitare questo passaggio significa collocarsi dentro un confronto che tocca non solo la ricerca, ma anche le prospettive industriali dei prossimi anni.

Nel suo intervento, l'assessore ha richiamato inoltre la necessità di un quadro normativo capace di affrontare in modo organico il tema delle infrastrutture strategiche.

Spazio e tecnologie subacquee, il Friuli Venezia Giulia accelera sulle nuove filiere
In una fase caratterizzata da trasformazioni rapide e da un intreccio sempre più fitto tra settori diversi, la richiesta è quella di regole chiare, evitando sovrapposizioni e frammentazioni legislative che potrebbero rallentare lo sviluppo.

Per Trieste e per l'intero sistema regionale, il messaggio uscito dall'incontro è netto: la partita dell'innovazione si gioca anche sulla capacità di saldare mare, industria e spazio in una visione unica, con ricadute che il Friuli Venezia Giulia punta a trasformare in valore produttivo e competitivo.

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