A Trieste la SISSA mette al centro il giornalismo dallo spazio: così i dati aiutano a leggere Gaza

Nel convegno della SISSA un focus sul lavoro con immagini satellitari, mappe e IA per documentare conflitti e territori dove i reporter non possono entrare.

20 maggio 2026 20:04
A Trieste la SISSA mette al centro il giornalismo dallo spazio: così i dati aiutano a leggere Gaza -
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Non solo cronaca e testimonianze dirette: per raccontare guerre, crisi ambientali e aree chiuse agli osservatori esterni oggi il giornalismo passa anche dallo spazio. A Trieste, negli spazi della SISSA, questo approccio è uno dei fili conduttori della due giorni dedicata all’incontro tra scienza, dati e narrazione.

Tra gli interventi più seguiti c’è stato quello di Riccardo Pravettoni, giornalista di Le Monde, geografo e cartografo, impegnato da anni nell’uso di immagini satellitari, banche dati e strumenti di Intelligenza Artificiale per leggere scenari complessi. Il suo contributo ha portato l’attenzione su Gaza, uno dei contesti più difficili da documentare per chi si trova fuori dal territorio.

Il racconto di Gaza attraverso le immagini satellitari

Nel suo intervento a Trieste, Pravettoni ha spiegato che il lavoro del team di Le Monde sulla Striscia è partito dopo il 7 ottobre 2023, in una fase in cui l’accesso per molti giornalisti occidentali era di fatto precluso. In quella situazione, l’osservazione satellitare è diventata uno strumento utile per seguire trasformazioni del territorio, danni e possibili evoluzioni sul campo.

Secondo quanto illustrato durante il convegno, la lettura in sequenza delle immagini raccolte dalle agenzie spaziali permette non soltanto di documentare ciò che è già accaduto, ma anche di individuare segnali utili a interpretare gli sviluppi militari e geopolitici. Un metodo che, ha sottolineato, si applica a un’area ridotta come Gaza ma anche a scenari molto più ampi del Medio Oriente.

«L’utilizzo delle tecniche satellitari ha dimostrato a Gaza che è possibile prevedere alcune cose fra le più segrete al mondo: i piani di guerra dei Paesi in gioco – ha spiegato alla SISSA Riccardo Pravettoni – Lo abbiamo fatto con il nostro team di Le Monde in una delle zone più calde al mondo, e stiamo continuando a seguire tutto quello che è relativo al conflitto e alle dinamiche geopolitiche. Questo vale per un territorio molto piccolo, come Gaza, ma anche per un’area molo vasta come il Medio Oriente con la guerra in Iran. Essere un giornalista cartografo significa che anziché utilizzare il testo, per il mio lavoro giornalistico, utilizzo mappe, carte geografiche, illustrazioni o infografie, per spiegare fenomeni più o meno complessi che hanno collegamento con il territorio da raccontare, e con la geopolitica. Abbiamo cominciato dopo il 7 ottobre 2023 a raccontare Gaza, territorio inaccessibile per i giornalisti occidentali. Le immagini satellitari sono così diventate un riferimento per raccontare quello che succede: basandoci sulle immagini della agenzie spaziali, con il loro racconto di distruzione della striscia, per capire come potesse evolvere la situazione sul territorio».

Il convegno triestino tra scienza, dati e nuove forme di inchiesta

L’appuntamento, ospitato nella Room 005 della SISSA, riunisce giornalisti, ricercatori, artisti e comunicatori attorno al tema “From data and satellites to stories: intersections between journalism, science and art”. Il taglio scelto mette insieme strumenti scientifici e linguaggi giornalistici per far emergere storie che spesso restano fuori dal racconto pubblico.

Il programma affronta casi diversi: dalle aree umide scomparse in Italia agli effetti della crisi climatica, fino alle politiche agricole europee e ai territori difficili da raggiungere. L’obiettivo è mostrare come remote sensing, analisi dei dati e visual storytelling possano diventare strumenti di verifica e approfondimento.

L’iniziativa è promossa all’interno della rete EFC Educating Future Citizens dal Laboratorio Interdisciplinare della SISSA insieme a FACTA.EU, testata italiana indipendente che applica il metodo scientifico al lavoro giornalistico. Nella prima giornata sono intervenuti anche Elisabetta Tola e Roberto Trotta.

Gli appuntamenti in agenda per giovedì 21 maggio

Il programma prosegue domani con altri incontri dedicati al rapporto tra osservazione della Terra e informazione. Alle 9 è previsto l’intervento di Anne Linn Kumano-Ensby con “Green to Grey”, progetto nato dalla collaborazione tra giornalisti e scienziati per misurare la perdita di spazi verdi in Europa.

Alle 9.45 prenderà la parola Federico Acosta Rainis, responsabile dell’Unità dati del Centro Pulitzer, con un focus sul giornalismo investigativo ambientale. Nel corso della mattinata ci sarà spazio anche per un approfondimento su come si fotografa un buco nero.

La partecipazione è gratuita e aperta al pubblico fino a esaurimento dei posti disponibili. Per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia è anche un’occasione per osservare da vicino come il dialogo tra ricerca e informazione possa produrre nuovi strumenti di lettura dei grandi eventi internazionali.

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