Trieste risponde alle colonne sonore: al Miela sala piena per il viaggio tra Rota, Morricone e Williams
Pubblico numeroso al Teatro Miela per l'appuntamento di Chamber Music Trieste con I Virtuosi Italiani e il sax di Federico Mondelci.
Le musiche del grande cinema hanno richiamato il pubblico delle occasioni speciali al Teatro Miela, dove mercoledì 7 ottobre la proposta “Cinema Fantasie” ha trovato una sala completamente occupata. L’appuntamento rientrava nella 31ª Stagione Cameristica di Chamber Music Trieste, inserita nel cartellone Cromatismi 5.0.
La serata triestina ha messo al centro un repertorio popolarissimo, affidato a un organico capace di attraversare registri molto diversi: da un lato l’orchestra d’archi de I Virtuosi Italiani, dall’altro il sassofono solista di Federico Mondelci. Al podio c’era Alberto Martini, primo violino dell’ensemble.
Un percorso tra Oscar e grandi firme del cinema
Il programma ha costruito un itinerario dentro alcune tra le partiture più riconoscibili del Novecento e del cinema contemporaneo. Nella prima parte è emersa la scrittura di Nino Rota, con pagine legate a “Il Gattopardo”, “Il Padrino” e “Otto e mezzo”, tre titoli che da soli bastano a definire un immaginario sonoro entrato stabilmente nella memoria collettiva.
Da lì il concerto si è allargato all’universo di Ennio Morricone, passando per temi tratti da “C’era una volta il West”, “My heart and I”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “C’era una volta in America” e “Sean Sean”. Una scelta che ha dato continuità alla serata, tenendo insieme pagine celebri e momenti di maggiore intensità lirica.
Il ruolo del sax dentro la trama degli archi
Uno degli aspetti più evidenti dell’esecuzione è stato il dialogo tra il timbro del sassofono e il suono compatto degli archi. Gli arrangiamenti erano costruiti proprio per mettere in risalto questo confronto, alternando passaggi più cantabili ad altri di maggiore slancio, con il solista chiamato a dare colore e riconoscibilità a ogni brano.
Federico Mondelci, presenza consolidata nei teatri internazionali da oltre trent’anni, ha guidato questo versante espressivo con una lettura capace di passare dalle atmosfere più eleganti del repertorio di Rota alle sfumature più malinconiche delle pagine firmate Morricone. In sala, la risposta del pubblico ha accompagnato l’intero percorso fino alla chiusura.
La seconda parte e il finale con Molinelli
Nella seconda sezione del concerto sono arrivati altri titoli molto noti, tutti legati a film premiati e amatissimi: “La vita è bella” di Nicola Piovani, il tema di “Schindler’s List” di John Williams e “Lezioni di piano” di Michael Nyman. Tre momenti diversi per scrittura e clima, ma accomunati da una forte presa emotiva.
A concludere il programma è stata “Four pictures for New York” di Roberto Molinelli, suite in quattro quadri che ha introdotto una cifra più mossa e contaminata, tra suggestioni jazz, tango e scrittura classica. Un finale di carattere, scelto per spingere al massimo le possibilità espressive del sax e chiudere con energia una serata che al Miela ha raccolto un consenso pieno, confermato dagli applausi conclusivi.
Per Trieste, e più in generale per il pubblico del Friuli Venezia Giulia che segue la stagione cameristica, l’appuntamento ha confermato quanto il repertorio legato al cinema sappia ancora unire ascolto colto e partecipazione ampia, trasformando un concerto in un’esperienza condivisa e immediatamente riconoscibile.