Trieste, 33 voci in mostra: Rimand'origine trasforma la poesia in dialogo tra culture
A Trieste la mostra Rimand'origine unisce 33 donne e tre lingue con poesie e pannelli colorati, tra inclusione e parità.
TRIESTE – Trentatré donne, trentatré storie e un intreccio di culture, lingue e identità che si incontrano attraverso la poesia. È il filo conduttore della mostra Rimand'origine, iniziativa ideata da Elisa Vladilo nell’ambito del progetto Arte Pubblica Relazionale e curata da Dorotea Giorni, pensata per mettere in dialogo esperienze diverse grazie alla forza della parola e del colore.
L’esposizione, promossa dal consigliere Francesco Russo, è stata inaugurata nei Passi Perduti del palazzo di piazza Oberdan, a Trieste, alla presenza del presidente dell’Assemblea legislativa Mauro Bordin. Un contesto istituzionale che, per l’occasione, si è trasformato in uno spazio di incontro e confronto, dove la dimensione artistica diventa anche strumento di partecipazione e relazione.
Alla realizzazione dei testi hanno contribuito donne residenti a Trieste di diversa provenienza: alcune iscritte ai corsi di italiano della Casa internazionale delle donne, altre appartenenti alla comunità della Sissa, insieme alle associazioni Luna e l’Altra e Una Casa tutta per noi. Le opere riportano il testo nella lingua originale, affiancato dalla traduzione in italiano e in sloveno, un’impostazione che evidenzia il carattere plurilingue e inclusivo dell’intero progetto.
All’apertura della mostra Bordin ha definito l’iniziativa un’importante azione comunicativa capace di raccogliere pensieri di mondi e lingue diverse. Il presidente del Cr Fvg ha inoltre consegnato a Elisa Vladilo una targa di riconoscimento come segno di apprezzamento per un percorso che mette al centro l’attenzione verso le persone più fragili, valorizza il ruolo della donna e promuove il rispetto reciproco tra culture. Un messaggio che si collega, sul territorio, anche ad altri momenti di confronto pubblico e sociale come quelli raccontati nell’approfondimento su dialogo istituzionale e innovazione.
Bordin ha quindi ribadito un punto centrale: al di là di ogni appartenenza culturale deve essere sempre garantito il rispetto della parità di genere e riconosciuto il ruolo fondamentale che la donna svolge nella società, in tutti gli ambiti e nelle responsabilità che ricopre. Un tema che trova eco anche in iniziative dedicate alla sensibilizzazione e alla tutela, come emerge dall’articolo su prevenzione e contrasto alla violenza di genere.
Elisa Vladilo ha spiegato che le partecipanti hanno individuato una poesia di un’autrice del proprio Paese d’origine e l’hanno trascritta su pannelli colorati ideati per l’installazione. L’obiettivo, ha rimarcato, è stato creare momenti di scambio e conoscenza reciproca per abbattere pregiudizi ed eliminare barriere con la parola poetica, trasformata in un ponte tra esperienze e vissuti differenti.
Nel corso dell’inaugurazione è stato infine illustrato il ruolo delle associazioni promotrici, con il coinvolgimento del Laboratorio interdisciplinare (Ilas) e del Comitato Unico di Garanzia (Cug) della Sissa, che hanno collaborato alla realizzazione confermando un impegno condiviso nella promozione di dialogo, inclusione e rispetto. Un percorso che si inserisce in un panorama culturale cittadino ampio e articolato, raccontato anche attraverso appuntamenti e rassegne come quelli segnalati nell’articolo su programmazione culturale e concerti a Trieste.
Per Francesco Russo, il progetto restituisce un nuovo significato all’identità di Trieste, città storicamente attraversata da culture e lingue diverse. Un’identità che, attraverso l’esperienza femminile, si racconta con storie spesso complesse e con percorsi di ricostruzione, trovando nella poesia una chiave concreta per mettere in relazione differenze e somiglianze, senza cancellarle ma facendole dialogare.